Le pietre di Leonardo, a cinque anni dalla morte

La Corsia Agonale su Corso del Rinascimento, davanti a Palazzo Madama, dove disegnava il madonnaro Leonardo Vitale
L’imbocco della Corsia Agonale su Corso del Rinascimento, davanti a Palazzo Madama, a Roma.

Cosa resta di quello che fai, quando smetti di farlo?

Mio padre ha disegnato migliaia di Madonne. Non ne è rimasta nemmeno una. Una cosa però è rimasta, ed è ancora al suo posto. Ci arrivo alla fine.

Oggi sono cinque anni che non c’è più. Si chiamava Leonardo Vitale e ha fatto il madonnaro per trentasei anni, dal 1985 al 2021.

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Il santo che perseguitò il teatro

La sommità del palazzo del Sedile a Oria con le statue di San Barsanofio e Carlo Borromeo ai lati dell'orologio
Le due statue in cima al palazzo del Sedile a Oria, ai lati del campanile a vela con la campana e l’orologio; più sotto lo stemma cittadino consumato dal tempo. Foto di Giuseppe Vitale

Pensa a chi ti ha ostacolato di più.

Non ti aveva capito? O ti aveva capito troppo bene?

Ci arrivo. Ma prima devo portarti sotto un palazzo del mio paese che ho guardato mille volte. E l’ho pure fotografato: l’immagine qui sopra è mia. A destra c’è la statua di Carlo Borromeo, un santo che per vent’anni ha provato a cancellare il mestiere che faccio io. Alla fine di questo articolo saprai perché questo personaggio è il complimento più grande mai fatto a un attore.

O almeno penso. Da un anno vivo a Roma, città che tra poco rientrerà in questo articolo, tra l’altro. Ma spesso il mio pensiero torna ai tesori di quella città che tra una pausa e l’altra, durata a volte anni, mi ha visto tra le sue strade da quando sono nato. E tra di essi c’è lui.

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I mestieri della gente di Oria

A Oria ci sono ancora due mestieri capostipite. O la cazzuola, o la zappa. Per secoli la città ha tenuto in piedi tutto il resto su queste due mani: quella che alza i muri, quella che lavora la terra. Oggi sembra una cosa lontana, da archivio. Non lo è. È la struttura sotto cui camminiamo ancora.

In questo articolo provo a raccontare i mestieri degli oritani senza l’enciclopedia e senza la cartolina. Parto da una pompa di benzina, da una donna sola, da un bambino che impara guardando.

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La vita nuova tra luminarie e copeta

Tutto ha un inizio, un punto da cui qualcosa comincia. Una svolta a un incrocio, un improvviso apparire di una sagoma, una rondine che appare dopo i mesi invernali… La vita nuova di mio padre, e della famiglia in cui sono nato, iniziò un giorno che attraversai Porta degli Ebrei a Oria, da via Francesco Milizia verso via Giacinto D’Oria, dove abitavamo. Il mio papà salì i gradini di casa mentre io tornavo da scuola. In un’ora in cui doveva essere a lavoro, a Taranto. Hanno licenziato papà mi disse mia mamma appena misi piede in casa.

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Le 10 lezioni madonnare di Leonardo Vitale

Quarant’anni fa mio padre fece la sua più importante scelta di vita, dopo quella del matrimonio. Diventare madonnaro. In questi giorni a Oria, suo paese di adozione, ne viene ricordata la figura, a tre anni e sette mesi dalla sua scomparsa, attraverso il Primo Raduno di Primavera dei Madonnari il 3 e 4 maggio 2025, tra Piazza Donnolo e via Dragonetti Bonifacio, intitolato appunto a Leonardo Vitale. Luogo significativo, tra l’altro, perché costituisce una delle location da lui predilette durante le festività oritane.

Nel mio blog ho dedicato più di un articolo a lui. Infatti ho parlato della sua arte viaggiante, del libro che gli è stato dedicato, delle pietre d’inciampo, di alcune iniziative per ricordarlo. Per questa occasione mi sono venute in mente le dieci principali lezioni che mi ha trasmesso con la sua arte. E facendo un po’ il verso alle Lezioni Americane di Italo Calvino, voglio qui proporre le sue dieci lezioni madonnare.

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L’arte viaggiante di Leonardo Vitale

Autoritratto di Leonardo Vitale, aerografia su tela.

Alle strada si dedicò, diede se stesso e sulla strada si è conclusa, si può dire, la sua vicenda umana e artistica. L’11 ottobre del 2021, tre anni fa, moriva a Lecce Leonardo Vitale, mio padre, il madonnaro di Oria, in seguito ad un tentativo di rapina avvenuto una settimana prima, il 4 ottobre, nei pressi della stazione di Lecce. L’ho visto all’opera sia con i gessi sia con l’altro strumento che ha utilizzato nella sua carriera, l’aerografo. Oltre che nella vita familiare ho condiviso un bel pezzo del suo operato, interagendo e collaborando con lui per ricerche iconografiche, ideazioni di tematizzazioni per il mondo dei parchi di divertimento e per altro ancora. Oggi è il tempo di riflettere su alcuni tratti artistici che ne hanno contraddistinto la sua duplice attività.

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10 cose che mi ha regalato l’estate 2024

Un piccolo gioco di basket da tavolo, con una base in plastica verde e una cupola trasparente che racchiude un mini canestro bianco e una pallina arancione. Foto di Giuseppe Vitale.

Cosa rimarrà di questa estate oltre ai ricordi? Cosa porterai nel cuore? Cosa ti ha lasciato davvero questa stagione che finisce oggi, 21 settembre 2024, con l’inizio dell’autunno? Quali piccole sorprese hai incontrato in questi tre mesi appena trascorsi? Le cose più belle, dopotutto, sono spesso quelle inaspettate, vero? Voglio allora parlarti di 10 cose che mi ha regalato l’estate 2024, della mia eredità estiva, così magari ti verranno in mente quei momenti e quelle situazioni che ti hanno gratificato e riempito di gioia. E magari mi racconterai qualcosa nei commenti.

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Storie di cinema in Puglia che ispirano e uniscono

Hai mai pensato a come il cinema possa trasformare una comunità? Immagina la Puglia, dove i film non solo intrattengono, ma cambiano vite e uniscono le persone. Scopri come le pellicole, dalle serie TV a Bari e Taranto ai successi di Checco Zalone, stiano migliorando le condizioni sociali e stimolando l’orgoglio locale. Ho già parlato nel precedente articolo di come possiamo portare il cinema pugliese a nuovi orizzonti e dare voce ai protagonisti della nostra terra. Che ne dici, ora, di esplorare come il cinema può ispirare e coinvolgere in profondità le persone e le comunità?

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Nostra Signora del cinema in Puglia

Immagina un cinema che intreccia le storie vibranti della Puglia con collaborazioni internazionali, creando film che incantano il mondo. La Puglia sta emergendo come fulcro del cinema globale, valorizzando i talenti locali e creando sinergie internazionali. Il nostro obiettivo è dare ancora più spazio e importanza alle risorse locali: attori, tecnici e scenari unici. Leggi fino alla fine per scoprire come possiamo portare il cinema pugliese a nuovi orizzonti e dare voce ai protagonisti della nostra terra.

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L’auto-promozione degli attori

Giuseppe Vitale nei panni del bidello Mario Carrisi seduto alla scrivania con il giornale aperto, immagine per l'auto-promozione degli attori
Giuseppe Vitale nei panni del bidello Mario Carrisi, seduto alla scrivania con il giornale aperto tra una lampada verde e un telefono. Rielaborazione digitale di una foto di scena di Tutta la musica del cuore

Quanto tempo hai perso ad aspettare che qualcuno ti spiegasse come farti scegliere?

Nel luglio del 2003 ho mandato a un casting di Sergio Rubini una foto in cui spegnevo le candeline della torta di compleanno. Non si fa, lo sapevo anche allora. Non avevo altro. Quel casting l’ho vinto, ma quanto abbia pesato quella foto te lo dico in fondo.

Qualche giorno fa un’amica attrice mi ha detto che si aspettava che qualcuno le desse consigli su come promuoversi. Mi è rimasto in testa il verbo: aspettava. Qui ci metto quello che mi è successo davvero, in più di vent’anni, le volte in cui qualcuno ha deciso di prendermi.

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