I sette segreti spirituali di Largo Argentina

Le chiome scure dei pini marittimi si aprono come un sipario sopra i templi repubblicani. Sullo sfondo, le facciate romane illuminate raccontano la città che vive, mentre sotto, silenziosa, dorme quella che è stata.

Ti è mai capitato di dimenticare dove stavi andando?

Non per distrazione. Perché un posto ti blocca, ti rapisce, ti ferma in mezzo al marciapiede. Un incrocio che credevi di conoscere ti guarda e sembra chiederti: «Ma tu chi sei davvero?»
Ecco, per me Largo di Torre Argentina a Roma è proprio così. Ti do sette buone ragioni per fermarti lì. Non quelle da guida turistica, ma quelle che ti entrano sotto la pelle e cambiano il modo in cui cammini per Roma. Quelle che ti fanno tornare anche quando non hai niente da fare lì.

Da fuori, Largo Argentina sembra solo traffico: autobus, gente che corre, rovine al centro. Ma se ti fermi tre minuti – solo tre – capisci che è uno dei punti più densi della città. Templi antichi, il fantasma di Cesare, un teatro storico, una libreria gigantesca, pini altissimi e gatti selvatici convivono nello stesso quadrato di mondo.

Questo è quello che io chiamo Macondia: il rapporto ostinato tra chi cammina e una città che conosce solo a metà. Una città che guardi, ascolti, fraintendi e in cui continui a tornare. Mentre leggi, pensa a un tuo posto di Roma che funziona così. Alla fine, se ti va, raccontamelo: voglio conoscere le tue Macondie.

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La Roma che sopravvive

Ma non ti rompi le palle a camminare per le solite strade di Roma, piene di turisti, souvenir fasulli e panini illustrati? C’è un serpentone ormai per tutta la città che, da dove passa, ha fatto scappare i romani, ha riempito le vie di tavolini, camerieri di ogni nazionalità, gelaterie, negozi di abbigliamento, di scarpe, di borse, di bottigliette d’acqua e ombrelli venduti alle prime avvisaglie di pioggia.

E i turisti tutti contenti affollano questi luoghi con l’aria del viaggio della loro vita, con gli occhi di chi ha sognato per anni di passeggiare in posti ormai cadaverici, morti, svuotati di ogni significato e senso. Seguimi e ti parlerò della Roma ancora viva.

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7 cose da imparare dal crollo della Torre dei Conti

Ma come è possibile che crolli una torre antica, così?

Una torre che ha attraversato otto secoli di guerre, scosse e restauri, e cade ora — in pieno centro di Roma, nel 2025.

La mattina del 3 novembre, un collega mi dice: «Hai visto che c’è stato un crollo qui vicino?» Più tardi, all’hotel in via Cavour, arrivano due turisti argentini. Hanno appena visto la polvere. «¿Se derrumbó algo?» — È crollato qualcosa? — mi chiedono. «Sí, una torre», rispondo.

Il giorno dopo scopro che non è solo una torre a essere caduta. È morto Octay Stroici, 66 anni, l’ultimo dei quattro operai coinvolti. Era lì dopo il primo cedimento. Poi è arrivato il secondo.

Oggi, 4 novembre, provo a capire. Non per trovare un colpevole — questo in Italia lo facciamo fin troppo bene — ma per capire dove si è interrotto il dialogo tra chi costruisce, chi vigila e chi decide. Perché il problema non è il singolo errore, ma il vuoto di coordinamento, la somma di frammenti che non si parlano. Eppure, a Roma, un tempo era proprio la collaborazione a tenere in piedi le pietre.

Ecco sette cose che ho imparato guardando la polvere di una torre medievale. Puoi leggerle in ordine o saltare. Ma se resti fino alla fine, ti chiederò una cosa semplice.

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Roma ritrovata tra potere, pace e visione

Ti sei accorto che Roma è cambiata? Non nei monumenti, ma nel modo in cui il mondo la guarda. In pochi giorni, ha ospitato funerali simbolici, intronizzazioni, incontri segreti e processioni pubbliche. Il potere globale è tornato qui, in silenzio, ma con intenzione. Questo articolo racconta sette segni precisi di una trasformazione in atto. Ti invito a leggerli tutti: perché se Roma si risveglia davvero, allora qualcosa – nel potere, nella pace, nella visione – si sta già muovendo.

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Domeniche d’Azzurro a Roma

Domeniche d’azzurro in città. Che poi, per fortuna, non è una città qualunque, è Roma, dove comunque sembra di stare al mare. Qui turisti con i cappelli di paglia, ragazze con il top, bambini con il broncio, coppie, trans, bus scoperti, grattachecche e bangladini che ti vendono grapppoli d’uva, patatine e bottigliette d’acqua ti danno l’impressione della perenne vacanza, del relax a tanto all’etto, anche se tutt’intorno l’afa si sente e come!

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Le meraviglie e le risposte di Roma

Foto di Pixabay.

Ti affascina la capacità delle città di trasformarsi, di resistere al tempo e di risorgere ancora più splendide? Roma, la città eterna, è un esempio vivente di questa incredibile metamorfosi. Scopriamo insieme come Roma naviga tra le acque dell’antico e del moderno, tra le sfide e le opportunità, in un viaggio senza tempo.

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Il caso Orlandi tra cinema e televisione

Oggi, 22 giugno 2023, ci troviamo a quarant’anni esatti da una delle sparizioni più misteriose della nostra storia. Tuttavia, al di là del dolore e dell’attesa che la famiglia Orlandi ha vissuto in questi anni, c’è un aspetto che merita particolare attenzione: la narrazione che ha circondato questo caso. Dagli scintillanti riflettori dei media alle produzioni cinematografiche che hanno cercato di dare voce alla sua storia, l’immagine di Emanuela Orlandi è stata plasmata e reinterpretata in modi sorprendenti. In questo articolo, esploreremo in breve le molteplici sfaccettature di questa narrazione e ci interrogheremo su alcuni importanti aspetti che essa comporta.

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Nomadismo urbano tra Roma e il Salento: un sogno possibile

Sogno di tornare a vivere nella magia di Roma, come ho scritto nel mio precedente articolo. Nella capitale ci ho vissuto già per anni e ci torno spesso, quando riesco. Ma voglio anche continuare a immergermi nel fascino del Salento, dove pure ho dei progetti da coltivare. Come è possibile tutto ciò? Devo diventare forse bilocale come certi santi? Questo non so ancora farlo, il paranormale è fuori dalle mie possibilità. Invece potrei diventare un nomade urbano, una sorta di pendolare.

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La Roma del Nuovo Rinascimento

Jeff Bezos è stato di recente in luna di miele a Roma con la sua nuova moglie Lauren Sanchez. Si è trattato però di un soggiorno dedicato anche a nuovi progetti. Infatti ha visitato il Colosseo con il preciso intento di dare il via a dei restauri che consentirebbero di ospitare in questa location degli eventi high tech. Appresa ieri la notizia in modalità flash ho chiesto a Dall-e di immaginare “una foto di uno show high tech nel Colosseo di Roma” che è quella che ho postato qui sopra. Siamo di fronte ad una delle grandi possibilità per Roma di mettere in cantiere il suo futuro. La giunta del sindaco Gualtieri ha da tempo dato incarico diretto all’architetto Stefano Boeri di costruire un grande piano di rigenerazione urbana: il Laboratorio Roma050 – il Futuro della Metropoli Mondo. Inoltre la città si prepara al Giubileo del 2025 e all’Expo del 2030, data per la quale dovrebbe anche essere recuperata e completata con una nuova funzione la Vela di Calatrava.

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Attraversare Roma

Foto di Alex Zhernovyi.

La Roma di oggi è una stratificazione di tante epoche, città, momenti storici, segni lasciati da tante vicende ed è tuttora un fluire e un mescolarsi di quartieri, di mondi a sé stanti persino, di cittadini e turisti a volte superficiali e dannosi e altre volte alla ricerca di un senso di appartenenza o di vicinanza ad una civiltà, come quella romana, che un tempo ha regalato bellezza, arte, cultura, civilizzazione, un certo modo di essere al mondo all’insegna di grandi ispirazioni ed idee. Certo, tutto questo è più facile vederlo andando al Colosseo, ai Fori Imperiali, al Pantheon. Mentre se ne perde la cognizione in non-luoghi come il piazzale della stazione Termini e i suoi dintorni, per esempio.

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