L’auto-promozione degli attori

Giuseppe Vitale nei panni del bidello Mario Carrisi seduto alla scrivania con il giornale aperto, immagine per l'auto-promozione degli attori
Giuseppe Vitale nei panni del bidello Mario Carrisi, seduto alla scrivania con il giornale aperto tra una lampada verde e un telefono. Rielaborazione digitale di una foto di scena di Tutta la musica del cuore

Quanto tempo hai perso ad aspettare che qualcuno ti spiegasse come farti scegliere?

Nel luglio del 2003 ho mandato a un casting di Sergio Rubini una foto in cui spegnevo le candeline della torta di compleanno. Non si fa, lo sapevo anche allora. Non avevo altro. Quel casting l’ho vinto, ma quanto abbia pesato quella foto te lo dico in fondo.

Qualche giorno fa un’amica attrice mi ha detto che si aspettava che qualcuno le desse consigli su come promuoversi. Mi è rimasto in testa il verbo: aspettava. Qui ci metto quello che mi è successo davvero, in più di vent’anni, le volte in cui qualcuno ha deciso di prendermi.

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I luoghi del cinema di Oria

Un manifesto del film L'ultimo gladiatore dentro l'ex cinema Massa, uno dei luoghi del cinema di Oria
Dentro l’ex cinema Massa di Oria, chiuso da anni: un manifesto de L’ultimo gladiatore appoggiato alla parete tra cornici e listelli di legno, e un uomo che lo fotografa con il telefono.

Quand’è l’ultima volta che è passato qualcuno a piedi sotto casa tua?

Il 1 luglio di tre anni fa, in una strada di Oria dove non passa più nessuno, undici persone hanno camminato in fila dietro di me. Le porte si sono aperte, ma non erano le nostre: ci arrivo, prima ti devo dire cosa andavamo cercando in quel vicolo, cioè i luoghi del cinema di Oria.

Fine agosto è il momento buono per parlarne. I paesi del Sud si svuotano in tre giorni, le auto ripartono, e nelle strade restano quelli che ci abitano tutto l’anno.

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La sorgente dell’ispirazione artistica

Giuseppe - Terza elementare

Dove nasce un’ispirazione artistica e come si nutre? Qual è la sorgente che la tiene viva e che permette di costruirci qualcosa su? Come renderla duratura? Proviamo a parlarne un po’.

Primo tema alle scuole elementari: che cosa vuoi fare da grande? Sarà capitato anche a te di affrontare questa domanda nella tua infanzia. E di solito ci siamo lanciati nel parlare del sogno di quel momento. Chi risponde la parrucchiera, chi il pompiere, chi “il posto fisso” come accade in una scena in un film di Checco Zalone 😀

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Come l’attore vede il regista e come si rapporta con lui

Immagine gnerata da Text To Image in Canva su input “regista che dirige un attore in un set cinematografico”.

Il film è opera soprattutto del regista, della sua visione, oltre che delle sue competenze in svariati campi come la sceneggiatura, la direzione degli attori, la fotografia, ecc. È lui il narratore per eccellenza nel cinema attraverso i suoi vari linguaggi. L’occhio del regista è dunque di capitale importanza e sono ben contento del contributo organizzativo che sto dando, insieme a tutto lo staff del Generation Film Fest, ad un evento che ha proprio questo titolo e al quale parteciperà il regista emergente Alessandro Zizzo. Presenterà un suo cortometraggio e dialogherà in merito ad alcuni registi che hanno fatto la storia del cinema. Ho allora pensato di scrivere un post su come vedo io, da attore, il mio lavoro con un regista, quale rapporto si instaura tra di noi. Parliamo, insomma, della collaborazione tra attore e regista e su come essa può funzionare al meglio. Tra l’altro di questo argomento si è occupato Michael Caine in un suo libro che io consiglio per la preparazione ai casting.

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Tutte le strade che mi portano a Roma

Tutte le strade portano a Roma titolava l’11 agosto 2021 Il Messaggero un articolo su una serie di grandi eventi sportivi nella capitale. Dopo la mancata candidatura ad ospitare le Olimpiadi c’è un rinnovato fermento in questo campo. E nella foto che accompagna il testo si vede il Colosseo. Tutte ‘e strade pòrteno a Roma, come si dice in romanesco, allora. In latino suona così: Omnes viae Romam ducunt. Un detto che si riferisce a tutte le vie consolari all’epoca dell’antica Roma. Una rete viaria che in parte è ancora quella attuale e che ha fatto sì che Roma sia sempre, in qualche modo, vicina. Così vicina anche per me che ho deciso di tornarci a vivere e in questo articolo spiego perché.

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Rubini e l’arte di rifarsi da dentro

Sergio Rubini e i Musica da Ripostiglio in scena con lo spettacolo Ristrutturazione

C’è un momento, in ogni ristrutturazione, in cui la casa è più brutta di quando hai cominciato. I muri scrostati, la polvere ovunque, i mobili accatastati sotto teli di plastica, un cavo che pende dal soffitto come una domanda senza risposta. Chi ci abita, in quei giorni, cammina in tondo tra le stanze semivuote e si chiede se ne è valsa la pena. È lì, non nel prima lucido né nel dopo perfetto ma in quel guado di calcinacci, che capisci cosa significa davvero ristrutturare.

Ho pensato a lungo a questa parola. La usiamo per le case, ma la teniamo a distanza quando riguarda noi. Diciamo “mi rimetto in gioco”, “cambio vita”, “riparto”: formule pulite, da brochure. Ristrutturare è più onesto, perché contiene la polvere. Dice che per rifare bisogna prima disfare, che c’è una fase di macerie che non puoi saltare, e che la casa nuova nascerà proprio da dove stava la vecchia: stesse fondamenta, stesso indirizzo, altra vita.

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