La libertà e la leggerezza di Leonardo Vitale

La pietra d’inciampo che ricorda Leonardo Vitale a Lecce, nei pressi della stazione ferroviaria.

Che cosa resta di Leonardo Vitale e della sua arte popolare? Chi era e perché ricordare la sua eredità artistica? Sono domande che da due anni a questa parte mi pongo su mio padre. Da ieri, 15 novembre 2023, esse non sono solo mie perché ci sono due nuovi elementi che rendono ancora più di dominio pubblico la sua dipartita. A Lecce infatti è stata inaugurata la pietra d’inciampo a lui dedicata ed è stato presentato un libro che ripercorre la sua biografia e l’arte madonnara. E in questo articolo voglio un po’ raccontare che cosa di bello è accaduto e perché ciò ci riguarda un po’ tutti.

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Le menti creative che danno vita ai film

Foto di Lê Minh.

Hai mai pensato a cosa rende un film indimenticabile? Quel momento in cui l’emozione ci avvolge e ci lascia senza parole. Ci sono dei maghi dietro le quinte che orchestrano questa magia: il regista, lo sceneggiatore, il compositore delle musiche e il montatore. Ma cosa accomuna queste figure e quali sono le loro differenze? Come riescono a creare opere d’arte che ci rapiscono l’anima?

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Il Generation Film Fest spiegato facile e in breve

Hai mai desiderato che il cinema ti parlasse in modo diretto, che catturasse le esperienze e le sfide della tua generazione? Bene, preparati a vivere un’avventura cinematografica unica nel suo genere. Il Generation Film Fest, in programma ad Oria (Br) dal 6 al 9 luglio 2023, ti invita a scoprire un mondo di storie che risuonano con la tua vita. Leggi l’articolo fino in fondo per scoprire qualcosa che metto a disposizione solo per i lettori del mio blog.

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Il primo tour ai luoghi del cinema di Oria

Particolare della locandina dell’evento, creata sulla base di una foto di Diego Moretto.

Oria ha tremila anni di storia e si vedono tutti nei suoi tesori preistorici, messapici, ebraici, romani, ecc. I turisti ne restano sempre incantati. E tutto questo è stato al centro di tante iniziative. Ma c’è una storia molto più recente, che risale agli inizi del Novecento mai svelata a nessuno finora. E che sta per essere raccontata. Mi è venuta in mente pensando ai film che sono stati girati in paese. Ho, poi, chiacchierato con Gino Capone, sceneggiatore e scrittore, che nel frattempo sta per pubblicare il suo libro sulle gloriose sale cinematografiche, in cui racconta storie legate, tra l’latro, ad attori che hanno soggiornato per un certo periodo nel cuore della cittadina.

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Da attore ad autore per masterclass di cinema

Foto di Ketut Subiyanto.

Ti confesso che non avrei mai immaginato di trovarmi qui, di fronte a te, come autore di masterclass di cinema. Sì, in passato ho imparato anche a farlo, come arricchimento personale, frequentando dei corsi e facendo un po’ di pratica. Ma poi avevo messo da parte queste conoscenze. Ora eccomi a preparare scalette e testi per quattro masterclass della rassegna cinematografica del Generation Film Fest in programma ad Oria (Br) dal 6 al 9 Luglio 2023.

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Il tufo e il vento a Oria nel cuore di Gennaro

Hai mai pensato a come il tufo, una roccia particolare e porosa, possa raccontare una storia millenaria, o a come il vento possa essere oltre che un soffio naturale, anche uno strumento di progresso e innovazione? In questo articolo, ti porto in un breve viaggio, a conoscere un personaggio che ha saputo leggere la natura e trasformarla in qualcosa di straordinario. Ti ho trasmesso curiosità? Partiamo allora per il nostro percorso nel tempo tra tufo e vento, attraverso il racconto che ho presentato alla Notte del Museo a Palazzo Martini ad Oria, il 26 maggio 2023. Eccolo qui di seguito.

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Nomadismo urbano tra Roma e il Salento: un sogno possibile

Sogno di tornare a vivere nella magia di Roma, come ho scritto nel mio precedente articolo. Nella capitale ci ho vissuto già per anni e ci torno spesso, quando riesco. Ma voglio anche continuare a immergermi nel fascino del Salento, dove pure ho dei progetti da coltivare. Come è possibile tutto ciò? Devo diventare forse bilocale come certi santi? Questo non so ancora farlo, il paranormale è fuori dalle mie possibilità. Invece potrei diventare un nomade urbano, una sorta di pendolare.

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Giornata Mondiale del Teatro 2023: l’arte che trascende i confini e tocca l’anima

Foto di Francesco Ungaro.

La Giornata Mondiale del Teatro, che si celebra il 27 marzo di ogni anno dal 1962, rappresenta un’importante occasione per sostenere e onorare le arti di scena in tutto il mondo. Istituita dall’Istituto Internazionale del Teatro (ITI), l’evento mette in luce il potere del teatro nel promuovere l’umanità, la comprensione e la solidarietà tra le diverse culture. In questo articolo, esplorerai la storia e l’impatto significativo della Giornata Mondiale del Teatro, condividerò storie emozionanti e riflessioni potenti tratte dai messaggi internazionali passati e presenti e ti inviterò a partecipare in modo attivo all’evento di quest’anno.

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L’attore è un mezzo artista

L’attore è un mezzo artista, perché da una parte è un demiurgo che plasma la materia della scena e dall’altra è lui stesso materia che viene plasmata dal regista. Perciò lui propone una o più versioni del personaggio ma è il regista che ha la visione complessiva su di esso e sugli altri personaggi. Quindi l’attore fa metà dell’opera e per l’altra metà è lui il colore che deve lasciarsi stendere sulla tela. Per riuscirci al meglio deve avere grandi doti di flessibilità. I registi, infatti, amano soprattutto quegli attori che sono facili da dirigere, che si lasciano guidare senza frapporre ostacoli o rigidità. L’attore deve stare in un flusso creativo che innesta sul proprio filone le indicazioni che gli vengono dall’esterno.

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Raffaele che è morto “solo un momento”

Raffaele Trinchera. Foto di Renato Spina

Chi volge lo sguardo ad Oria da sud o da nord, ne nota il profilo che si distende su diversi monti, da Sant’Anna, o ancor prima, fino alla torre dell’acquedotto. Oggi quella linea che disegna le torri del castello, il vescovado, la cattedrale e altri edifici la chiamiamo skyline ed è il panorama urbano al confine con il cielo, una linea appunto, che con i suoi ghirigori si fa racconto, si fa poesia per la sua essenzialità. E quest’ultima richiede un aedo.

Cominciava così un articolo del Gennaio del 2020 nel mio vecchio blog, oggi non più visibile, che avevo dedicato ad un caro amico che è ora scomparso, il 3 Gennaio scorso. Sto parlando di Raffaele Trinchera che una voce più autorevole della mia come Annamaria Andriani ha definito “cantastorie sognatore, divulgatore di allegria e bellezza in questo mondo angosciato e triste”. In quel post ho avuto modo di approfondire un po’ le sue scelte artistiche. Infatti proseguivo dicendo:

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