10 cose che mi ha regalato l’estate del 2025

La vita ci regala doni che spesso non riconosciamo. Non parlo delle grandi fortune, ma di dettagli minuscoli che, se li osservi bene, cambiano il colore delle giornate. L’estate è il tempo perfetto per accorgersene: non tanto vacanze da cartolina, quanto segni quotidiani che illuminano ciò che di solito resta nell’ombra. Ho raccolto dieci frammenti della mia estate 2025: forse ti aiuteranno a riconoscere anche i tuoi.

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10 cose che mi ha regalato l’estate 2024

Un piccolo gioco di basket da tavolo, con una base in plastica verde e una cupola trasparente che racchiude un mini canestro bianco e una pallina arancione. Foto di Giuseppe Vitale.

Cosa rimarrà di questa estate oltre ai ricordi? Cosa porterai nel cuore? Cosa ti ha lasciato davvero questa stagione che finisce oggi, 21 settembre 2024, con l’inizio dell’autunno? Quali piccole sorprese hai incontrato in questi tre mesi appena trascorsi? Le cose più belle, dopotutto, sono spesso quelle inaspettate, vero? Voglio allora parlarti di 10 cose che mi ha regalato l’estate 2024, della mia eredità estiva, così magari ti verranno in mente quei momenti e quelle situazioni che ti hanno gratificato e riempito di gioia. E magari mi racconterai qualcosa nei commenti.

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Saggi da leggere in estate: perché non ha senso fare liste

un solo libro

C’è un genere di articolo che scrivevo con la coscienza a posto e la mano leggera: la lista dei saggi da leggere in estate. Sette titoli, un numero in copertina, un link per comprarli in un tocco. Funzionava. E proprio perché funzionava, ho cominciato a diffidarne.

Il problema di una lista di stagione è che nasce già con la data di scadenza stampata sopra. Sette imperdibili di quest’anno: e l’anno prossimo? Altri sette, immagino, altrettanto imperdibili, il che è un modo elegante per ammettere che nessuno lo era davvero. C’è qualcosa di comico in questa corsa: consigliare libri come se fossero gelati, buoni finché è caldo, dimenticati a settembre.

Allora ho fatto la cosa che mi riesce meglio quando un meccanismo gira troppo liscio: l’ho smontato. Non “quali libri leggere quest’estate”, ma “perché diavolo dovrei leggere un saggio, ad agosto, con quaranta gradi e il mare che chiama”.

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L’azzurra estate in paese

Domenica d’agosto in paese, in periferia. Tutto tace tranne la ventola a tutta forza del ventilatore che mi sta rosolando con aria calda e umida. Sotto le mie mani sento il ticchettio di una tastiera nera comprata dai cinesi, tanto grande quanto dura: su ogni tasto ci vuole una pressione di chili e chili perché vada giù. E a volte occorre pigiare più volte un tasto perché funzioni. Così faccio ginnastica per le mani. Sono solo in casa. Lo so che stai pensando: perché non vado al 🌊 mare come tutti, o quasi. C’è già stata per me una stagione, da bambino, in cui m’incantavo a vedere la distesa azzurra già da lontano. Ora sono una creatura che intanto non ama il caldo. Semmai me ne andrei in ⛰ montagna. E prima o poi lo farò. Credo che le cime delle Alpi ma anche degli Appennini abbiano molto da raccontarmi.

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