Pinuccio e la sirena

Hai mai amato qualcuno che non potevi avere?

Non parlo di distanza, di tempi sbagliati, di storie complicate. Parlo di un amore che stava in un altro mondo, letteralmente. Un amore per il quale avresti pagato qualsiasi prezzo, anche quello finale.

Pinuccio lo ha fatto. Leggi fino in fondo e capisci perché.

Se vuoi puoi continuare leggendo il racconto oppure lo puoi ascoltare cliccando sul player qui sotto.

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Il ricco è sempre il cattivo? Da Santa Lucia a Zio Paperone: storie, stereotipi e riscatti

Perché il ricco è sempre stronzo nelle storie?
Attenzione, ti avverto, alla fine di questo articolo potresti cambiare idea sui ricchi.

Ci insegnano fin da piccoli che chi ha il potere è il cattivo. Ha cavalli, servi, oro e un unico scopo: rovinare la vita alla ragazza onesta o all’eroe di turno. E noi applaudiamo quando cade, perché nel copione il ricco deve pagare.

Ma che succede se quel ricco non è uno stronzo? Se non vuole prendere, ma capire? Se ama senza comprare? In queste righe smonteremo una leggenda popolare e un romanzo che tutti abbiamo studiato, scopriremo come la Bibbia, il cinema e i fumetti usano lo stesso schema, e infine lo ribalteremo. Perché la vera rivoluzione oggi non è abbattere il potere. È riscriverlo.

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La vita nuova tra luminarie e copeta

Tutto ha un inizio, un punto da cui qualcosa comincia. Una svolta a un incrocio, un improvviso apparire di una sagoma, una rondine che appare dopo i mesi invernali… La vita nuova di mio padre, e della famiglia in cui sono nato, iniziò un giorno che attraversai Porta degli Ebrei a Oria, da via Francesco Milizia verso via Giacinto D’Oria, dove abitavamo. Il mio papà salì i gradini di casa mentre io tornavo da scuola. In un’ora in cui doveva essere a lavoro, a Taranto. Hanno licenziato papà mi disse mia mamma appena misi piede in casa.

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Il fico secco: la voce dimenticata di Giuda Iscariota

Giuda Iscariota: il nome stesso è un marchio d’infamia. Da duemila anni è il simbolo del tradimento, l’uomo che ha venduto il Maestro per trenta denari, l’ombra scura della Passione di Cristo. Ma chi era davvero? E se la sua storia fosse più complessa di quanto ci abbiano sempre raccontato?

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Storia di un’etichetta e di un riscatto

Ti hanno mai detto chi sei, prima ancora che tu lo decidessi? Certe parole pesano come macigni. A volte ti vengono appiccicate addosso fin da piccolo e diventano il marchio con cui il mondo ti riconosce. A scuola, per esempio, i bambini vengono divisi in “bravi” e “cattivi”. Quelli che fanno i compiti, che stanno seduti composti, che rispondono bene alle domande sono “i bravi”. Gli altri, quelli che non stanno mai fermi, che si distraggono, che rispondono male, diventano “i problematici”, “i discoli”, “quelli che non andranno da nessuna parte”. E più le senti, più cominci a crederci. Questa è la storia di un uomo che ha vissuto sotto un’etichetta per anni, fino a quando qualcosa è cambiato. Una storia ispirata alla liturgia di oggi, domenica 2 marzo 2025, che parla di identità, giudizio e trasformazione.

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Il dio che rubava il burro

Hai mai rincorso qualcosa che sembrava sempre troppo veloce per te?
Un sogno, una persona, un traguardo. Corri, allunghi la mano, ma all’ultimo istante… sfugge.

E se fosse la vita stessa a giocare con te?

Oggi, 18 febbraio, si celebra madre Yasoda, una madre come tante. Ma suo figlio non era come gli altri. Suo figlio era Krishna.

Nella cultura indù, Krishna è una delle figure più amate: Dio fatto bambino, monello e mistico, dolce e inafferrabile. Gli studiosi lo chiamano l’Avatara Perfetto, i contadini di Vrindavana lo chiamavano “il ladro di burro”.

Ma Yasoda? Yasoda lo chiamava “figlio mio”.

Ed è qui che inizia la nostra storia in due episodi che vengono narrati ne Il Libro di Krishna, tratto dallo Srimad Bhagavatam, Decimo Canto.

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Il regno dei cieli di Lisa

Lisa reclama la sua mamma e vive in Venezuela. È figlia di una mia amica che si trova in Colombia, invece, per lavoro. Insieme alla sorella e al fratello è stata affidata alla nonna che però è molto malata. Lisa, a sei anni, chiede alla madre di trovare un “remedio” per quella che chiama “mamàn”, dicendo nei suoi messaggi vocali che da un momento all’altro può morire. E chiede a sua mamma come farà per andare a scuola, dal momento che già ora quasi non ci sta andando.

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Quando il conto al ristorante diventa un racconto

Immagine creata da Dall-e 2 con input: “Un quadro a olio con cuoco e camerieri nello stile di Georges Seurat”

Immagina questa scena: una montagna di polpette sulla tavola di una pizzeria, e io, seduto tra amici, inizio a contarle. La domanda scatta: “Perché conti le polpette?” La mia risposta: “Perché contare e raccontare sono un po’ la stessa cosa.” Ed è così che inizia un viaggio nel mondo dove il “conto” e il “racconto” si fondono in un’esperienza che coinvolge il palato e la mente.

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Il primo tour ai luoghi del cinema di Oria

Particolare della locandina dell’evento, creata sulla base di una foto di Diego Moretto.

Oria ha tremila anni di storia e si vedono tutti nei suoi tesori preistorici, messapici, ebraici, romani, ecc. I turisti ne restano sempre incantati. E tutto questo è stato al centro di tante iniziative. Ma c’è una storia molto più recente, che risale agli inizi del Novecento mai svelata a nessuno finora. E che sta per essere raccontata. Mi è venuta in mente pensando ai film che sono stati girati in paese. Ho, poi, chiacchierato con Gino Capone, sceneggiatore e scrittore, che nel frattempo sta per pubblicare il suo libro sulle gloriose sale cinematografiche, in cui racconta storie legate, tra l’latro, ad attori che hanno soggiornato per un certo periodo nel cuore della cittadina.

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Il tufo e il vento a Oria nel cuore di Gennaro

Hai mai pensato a come il tufo, una roccia particolare e porosa, possa raccontare una storia millenaria, o a come il vento possa essere oltre che un soffio naturale, anche uno strumento di progresso e innovazione? In questo articolo, ti porto in un breve viaggio, a conoscere un personaggio che ha saputo leggere la natura e trasformarla in qualcosa di straordinario. Ti ho trasmesso curiosità? Partiamo allora per il nostro percorso nel tempo tra tufo e vento, attraverso il racconto che ho presentato alla Notte del Museo a Palazzo Martini ad Oria, il 26 maggio 2023. Eccolo qui di seguito.

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