Le 10 lezioni madonnare di Leonardo Vitale

Quarant’anni fa mio padre fece la sua più importante scelta di vita, dopo quella del matrimonio. Diventare madonnaro. In questi giorni a Oria, suo paese di adozione, ne viene ricordata la figura, a tre anni e sette mesi dalla sua scomparsa, attraverso il Primo Raduno di Primavera dei Madonnari il 3 e 4 maggio 2025, tra Piazza Donnolo e via Dragonetti Bonifacio, intitolato appunto a Leonardo Vitale. Luogo significativo, tra l’altro, perché costituisce una delle location da lui predilette durante le festività oritane.

Nel mio blog ho dedicato più di un articolo a lui. Infatti ho parlato della sua arte viaggiante, del libro che gli è stato dedicato, delle pietre d’inciampo, di alcune iniziative per ricordarlo. Per questa occasione mi sono venute in mente le dieci principali lezioni che mi ha trasmesso con la sua arte. E facendo un po’ il verso alle Lezioni Americane di Italo Calvino, voglio qui proporre le sue dieci lezioni madonnare.

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La Roma che sta ferma

Un ritrattista di strada seduto al cavalletto disegna il volto di una donna, dietro di lui le luci di una giostra
Un ritrattista di strada di spalle, con cappello di paglia, mentre disegna a matita il volto di una donna seduta davanti a lui; a sinistra un altro ritratto appeso, sullo sfondo le luci di una giostra. Foto di Green Liu su Unsplash

Quante volte hai rinunciato a un posto che ami perché era pieno di gente?

Tienila da parte, la risposta. In una delle sette webcam di Roma che ti passo qui sotto c’è una piazza dove un uomo ha lavorato quarant’anni, e ogni volta che si sedeva qualcuno davanti a lui ci voleva mezz’ora. Non ti dico ancora chi è, né quale piazza. Ci arrivi leggendo, e quando ci arrivi capisci perché queste finestre io non le apro per nostalgia.

È agosto, e Roma adesso è nella sua versione più onesta dell’anno. I romani sono via, le serrande dei negozi di quartiere restano giù fino a settembre, e in centro rimane soltanto chi ci deve stare per forza: chi lavora e chi visita, senza niente in mezzo a fare da cuscinetto. Sono le domeniche d’azzurro in cui te la cavi con i nasoni, le granite e i negozi che sparano aria condizionata: e sono anche le giornate in cui questa città si lascia guardare meglio, perché il posto giusto lo trovi all’ora in cui non conviene a nessuno.

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