Le 10 lezioni madonnare di Leonardo Vitale

Quarant’anni fa mio padre fece la sua più importante scelta di vita, dopo quella del matrimonio. Diventare madonnaro. In questi giorni a Oria, suo paese di adozione, ne viene ricordata la figura, a tre anni e sette mesi dalla sua scomparsa, attraverso il Primo Raduno di Primavera dei Madonnari il 3 e 4 maggio 2025, tra Piazza Donnolo e via Dragonetti Bonifacio, intitolato appunto a Leonardo Vitale. Luogo significativo, tra l’altro, perché costituisce una delle location da lui predilette durante le festività oritane.

Nel mio blog ho dedicato più di un articolo a lui. Infatti ho parlato della sua arte viaggiante, del libro che gli è stato dedicato, delle pietre d’inciampo, di alcune iniziative per ricordarlo. Per questa occasione mi sono venute in mente le dieci principali lezioni che mi ha trasmesso con la sua arte. E facendo un po’ il verso alle Lezioni Americane di Italo Calvino, voglio qui proporre le sue dieci lezioni madonnare.

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L’arte viaggiante di Leonardo Vitale

Autoritratto di Leonardo Vitale, aerografia su tela.

Alle strada si dedicò, diede se stesso e sulla strada si è conclusa, si può dire, la sua vicenda umana e artistica. L’11 ottobre del 2021, tre anni fa, moriva a Lecce Leonardo Vitale, mio padre, il madonnaro di Oria, in seguito ad un tentativo di rapina avvenuto una settimana prima, il 4 ottobre, nei pressi della stazione di Lecce. L’ho visto all’opera sia con i gessi sia con l’altro strumento che ha utilizzato nella sua carriera, l’aerografo. Oltre che nella vita familiare ho condiviso un bel pezzo del suo operato, interagendo e collaborando con lui per ricerche iconografiche, ideazioni di tematizzazioni per il mondo dei parchi di divertimento e per altro ancora. Oggi è il tempo di riflettere su alcuni tratti artistici che ne hanno contraddistinto la sua duplice attività.

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Storie di cinema in Puglia che ispirano e uniscono

Hai mai pensato a come il cinema possa trasformare una comunità? Immagina la Puglia, dove i film non solo intrattengono, ma cambiano vite e uniscono le persone. Scopri come le pellicole, dalle serie TV a Bari e Taranto ai successi di Checco Zalone, stiano migliorando le condizioni sociali e stimolando l’orgoglio locale. Ho già parlato nel precedente articolo di come possiamo portare il cinema pugliese a nuovi orizzonti e dare voce ai protagonisti della nostra terra. Che ne dici, ora, di esplorare come il cinema può ispirare e coinvolgere in profondità le persone e le comunità?

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Nostra Signora del cinema in Puglia

Immagina un cinema che intreccia le storie vibranti della Puglia con collaborazioni internazionali, creando film che incantano il mondo. La Puglia sta emergendo come fulcro del cinema globale, valorizzando i talenti locali e creando sinergie internazionali. Il nostro obiettivo è dare ancora più spazio e importanza alle risorse locali: attori, tecnici e scenari unici. Leggi fino alla fine per scoprire come possiamo portare il cinema pugliese a nuovi orizzonti e dare voce ai protagonisti della nostra terra.

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Nel nome di Leonardo Vitale, artista della meraviglia

Leonardo all’opera negli anni ’90.

Leonardo Vitale è stato un artista salentino, nato a Ceglie Messapica (Br) nel 1952 e vissuto dall’età di ventuno anni in poi ad Oria (Br). Nella sua vita ha usato due strumenti: l’aerografo e i gessi. Con i primi ha realizzato scenografie per luna park, spettacoli viaggianti, trompe l’oeil, quadri e numerose personalizzazioni di caschi, moto, auto, ecc. È stato anche uno spray paint artist: realizzava paesaggi fantasy con le bombolette di vernice. Con i gessi è stato un madonnaro conosciuto in Puglia fin dal suo anno di esordio, il 1985. Non si possono contare le cittadine dove sull’asfalto ha dipinto i santi delle feste che si tengono un po’ ovunque. Suo malgrado, poi, è entrato nella cronaca a causa dell’aggressione, purtroppo per lui mortale, durante un tentativo di rapina il 4 ottobre 2021 a Lecce.

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Francesco d’Assisi e la sfida all’editto di Federico II

Assisi vista dai campi di grano, la città di Francesco d'Assisi e Federico II bambino, con la basilica sul crinale
La basilica di San Francesco e le case di Assisi allineate sul crinale, viste da un campo di grano con un albero sulla destra e il cielo pieno di nuvole. Foto di Magali Guimarães su Pexels.

Quante volte ti hanno raccontato una persona in un modo, e poi hai scoperto che era il contrario esatto?

C’è un uomo che quasi tutti credono di conoscere. Dolce, mite, quello che parla agli uccelli e ammansisce i lupi. Peccato che di sé, da vivo, usasse una parola che oggi ci farebbe sobbalzare. E la usava mentre un imperatore, per quella stessa parola, toglieva a chi se la portava addosso la protezione del re. Quella tra Francesco d’Assisi e Federico II è una sfida combattuta su un nome solo: la parola non te la dico adesso, te la dico a metà strada, quando avrai visto cosa costava pronunciarla.

L’occasione dura un anno intero. Francesco muore la sera del 3 ottobre 1226, e il 2026 è l’ottavo centenario del transito: la Penitenzieria apostolica ha aperto un anno giubilare che corre dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, e ad Assisi le celebrazioni si sono concentrate ad agosto. Otto secoli tondi. Su questo personaggio torno spesso, per un corto teatrale a cui tengo e per certe ricerche legate alla Puglia, la terra in cui ho vissuto, e il centenario è il momento buono per chiedersi di chi stiamo parlando.

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5 storie pugliesi da raccontare in scena o sugli schermi

Chiesa madre di Francavilla Fontana

Una volta la regione del tacco d’Italia veniva indicata come le Puglie, ben consapevoli, come si era, che la Puglia come entità è inesistente: sulla carta si sono segnate delle linee di confine che includono zone molto eterogenee tra loro per cultura, civiltà, paesaggio geografico, ecc. Entità come il Salento, la Murgia, la Terra d’Otranto e altre esprimono stratificazioni differenti, modi di esprimersi diversi da paese a paese in molte occasioni, ecc. Ed è quindi normale che da Foggia, che appartiene alla Daunia, e Lecce ci siano miriadi di storie più o meno popolari, più o meno colte, che attendono di essere raccontate. A volte qualcuno l’ha fatto e altre volte no. Io oggi voglio accennare ad un elenco di 5 storie tra le più mirabili e significative pronte per un romanziere, per un drammaturgo, per uno sceneggiatore e quindi per case editrici, produzioni teatrali e di cinema.

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Tre settori-chiave per la cultura del territorio e la sua promozione

Foto di Vito Giaccari.

La visione culturale di un territorio: questa grande sconosciuta che però dà un senso e una direzione ad ogni evento, lo inserisce all’interno di un disegno strategico. Di questo voglio parlare nel presente articolo, dopo una serie di post in cui mi sono occupato di teatro e cinema, soprattutto nei piccoli centri. Abbiamo bisogno di linee programmatiche perché sono esse che permettono di tessere la stessa materia socio-culturale che trasforma ogni singola manifestazione in una tessera importante di un più generale puzzle. E, si badi bene, questo non è solo parte della progettualità che un’amministrazione deve avere ma coinvolge imprese, associazioni, singoli in modo che l’agire sia condiviso e porti allo stesso obiettivo per tutti.

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10 idee per eventi teatrali ad Oria

Sedile di Oria – Particolare

Si scrive Oria e si legge in molti modi come, per esempio:

  • i suoi tremila anni di storia dall’epoca preistorica, passando per la Messapia, il Municipium romano, il medioevo con la comunità ebraica, ecc.;
  • i suoi tesori come la basilica cattedrale, il castello normanno-svevo, le sue aree archeologiche su cui ho invitato già in un articolo a leggere tre libri;
  • il suo stesso nome che ha stratificazioni e cambiamenti che ne raccontano vicende e fatti;
  • la sua sempre più chiara vocazione allo spettacolo, in molte forme, tra cui il cinema.

Sto parlando della cittadina in cui vivo, in provincia di Brindisi, che con i suoi colli derivati da dune preistoriche si erge sulla piana del Salento. Ma parlo anche dei suoi abitanti, gli oritani, che qualche volta si accorgono del loro immenso patrimonio e danno vita a rievocazioni storiche, fondano gruppi di sbandieratori, mettono in piedi associazioni che coniugano turismo, gastronomia, storia, archeologia e altro ancora. Le possibilità con il passare del tempo aumentano.

Una di queste alla quale sono interessato riguarda il racconto della città e del suo patrimonio attraverso il teatro. In parte ho già affrontato un po’ in generale l’argomento in due articoli. Nel primo ho posto la questione di come possiamo narrare il medioevo oggi. Nel secondo ho elencato luoghi, emozioni ed opportunità a cavallo fra teatro e turismo. Ho anche dedicato un articolo a come rappresentare pezzi di teatro in un paese come questo. Ora voglio indicare dieci possibilità per spettacoli teatrali, incursioni, animazioni specifiche in e per Oria e i suoi visitatori.

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Santa Maria del Casale, tra leggende ed ex voto

La facciata di Santa Maria del Casale a Brindisi, in fasce di carparo ocra e pietra bianca, con il portale ogivale al centro
La facciata bicroma della chiesa di Santa Maria del Casale a Brindisi, con il portale ogivale sormontato dal protiro pensile, le fasce orizzontali di carparo ocra e pietra bianca e i motivi geometrici a zigzag e a scacchiera. Foto di Giuseppe Vitale.

Per che cosa saresti disposto a morire?

Tieni da parte la risposta. Quella di un altro uomo è ancora lì, dipinta su un muro di Santa Maria del Casale, la chiesa di Brindisi incastrata fra i capannoni di un aeroporto militare e una rete di filo spinato. Ma prima di arrivare a lui c’è di mezzo un ragno.

Ci sono entrato la prima volta il 28 settembre 2021, nel tardo pomeriggio, con Salvatore, un amico di peregrinazioni salentine. Ci siamo andati per guardare degli affreschi. Ne siamo usciti con addosso una domanda che con l’arte non c’entra niente.

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