Quando l’intelligenza artificiale scrive al posto tuo

Quanto è faticoso a volte leggere un articolo o un libro, vero?

E scrivere è proprio dura, giusto? Perché non lasciarlo fare a una intelligenza artificiale al posto nostro? Ce ne sono alcune che ti riassumono tutto quello che vuoi e risparmi pure tempo, no? E in quanto a scrivere basta dire a ChatGPT, Gemini, Claude e altre di farlo al posto nostro. Chiedi, copi e incolli, ed è fatta. Vero?

Peccato che questa è la strada del declino cognitivo e del fallimento. Perché pensare le parole che leggiamo e scriviamo è il modo in cui costruiamo il nostro pensiero. Senza le parole il nostro cervello sparisce. E se leggi fino alla fine capirai, se ne hai ancora voglia, il perché.

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Perché dimentichi tutto quello che vivi (e non te ne accorgi)

Quante cose hai già dimenticato di oggi?

Non di ieri. Di stamattina.

Prova a ricostruire le ultime tre ore. Quello che hai pensato sotto la doccia. Quello che hai guardato per dieci secondi e scrollato via. Le cose che ti hanno attraversato e non hai trattenuto.

Quasi nulla.

Non perché fosse irrilevante. Perché non hai fatto nulla per fermarlo.

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Come e perché gli artisti prendono appunti

Che cosa fanno gli artisti prima di creare?

Molti artisti hanno idee brillanti. Pochi riescono a trasformarle in opere. La differenza spesso sta in qualcosa di invisibile: gli appunti di lavoro. Si tratta di veri e propri strumenti per chiarire, decidere, costruire. Ed è proprio qui la grande differenza tra chi ha molte idee e chi riesce a trasformarle in opere.

Un attore annota cosa vuole il personaggio e come ottenerlo. Uno sceneggiatore dispone schede su un tavolo per vedere se la storia regge. Un regista traduce ogni scena in una lista di inquadrature, prima ancora di accendere la camera. Un fotografo segna luce e impostazioni per migliorare lo scatto successivo. Un pittore riempie pagine di bozzetti prima di toccare la tela.

In tutti questi casi gli appunti non sono un dettaglio minore. Sono il laboratorio dove l’opera prende forma.

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Come scrivere qualsiasi tema con la tecnica della piramide

Perché ti blocchi ogni volta che devi scrivere un tema?

Non è mancanza di idee. È mancanza di struttura. Quando ti trovi davanti al foglio bianco, il cervello non è vuoto: è disordinato. Le cose ci sono, ma sono sparse. E allora inizi a scrivere alla cieca, sperando che qualcosa si sistemi da solo. Una frase tira l’altra, poi ti accorgi che stai ripetendo concetti, che non sai dove stai andando, che la conclusione non arriva. Non è un problema di talento. È un problema di metodo.

Un tema non nasce dall’ispirazione, nasce da una direzione chiara. Se non sai dove vuoi arrivare, ogni frase ti allontana. Se invece hai una struttura, anche poche idee bastano. La tecnica della piramide ti dà quella struttura, prima ancora di scrivere la prima riga.

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Papà e la macchina da scrivere

Hai mai dato a qualcuno un tuo vecchio oggetto, all’improvviso diventato importante? Io l’ho sognato. Avevo una macchina da scrivere Brother, una di quelle elettroniche che si usavano negli anni ’90. Mio padre me l’ha chiesta. L’ho presa dal mobile in cui l’avevo lasciata, l’ho messa a posto un pochino perché era semi-rotta e abbandonata, l’ho accesa e mio padre era pronto sul tavolo a usarla. Quel che voleva scrivere non so, perché a quel punto mi sono svegliato. Nella realtà, quando era vivo, non mi ha mai chiesto una cosa del genere e mi chiedo, ora, perché mai io abbia fatto questo sogno.

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Appunti geniali in 3 semplici passi

Hai mai pensato che il modo in cui prendi appunti potrebbe cambiare in modo radicale il tuo apprendimento? Ogni giorno, tra milioni di parole ascoltate, solo pochi riescono a catturare ciò che conta davvero. Il problema? Trascriviamo tutto, perdendoci nei dettagli e sprecando tempo prezioso. Ma esiste un metodo semplice per fare la differenza: catturare concetti chiave, organizzarli in modo visivo e risparmiare tempo. In questo articolo, frutto delle mie innumerevoli lezioni, ti guiderò attraverso tre passi pratici per trasformare i tuoi appunti in uno strumento geniale.

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Dai manoscritti agli umanoscritti: un nuovo paradigma per la creatività

Immagine generata da Grok con prompt: Immagine di uno scrittore e di una intelligenza artificiale che scrivono insieme un romanzo in un caffé parigino con vista sulla Senna.

Come definiamo i testi di oggi? Scritti a mano? Non più da tempo. Scritti digitali? Anche questa categoria è ormai superata. E quindi? Siamo ormai nell’era degli “umanoscritti”, dove la creatività non è più del tutto umana né, d’altro canto, solo artificiale, ma il frutto di una fusione senza precedenti tra mente e macchina. Leggi tutto l’articolo per comprendere di cosa si tratta e come questo sta cambiando il concetto stesso di testo.

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Il libro per prendere appunti come Leonardo

Immagine generata da Grok con promt: Leonardo Da Vinci che prende appunti nel suo studiolo.

Non trucchi, ma segreti (nel senso giusto)

C’è una fotografia che tengo in mente ogni volta che qualcuno mi chiede un metodo per prendere appunti. Non è una foto: è una pagina di Leonardo. Scrittura rovesciata, da destra a sinistra, che per leggerla ti serve uno specchio; disegni di macchine che nessuno avrebbe costruito per secoli; liste della spesa accanto a intuizioni di anatomia. Migliaia di pagine così. Nessuna app. Una penna, un occhio, e una mano che, mentre scriveva, pensava.

Quando parlo di segreti degli appunti non intendo trucchi per battere qualcuno, né misteri da iniziati. Un segreto, nel senso che gli do io, è qualcosa che stava lì, davanti a tutti, e che nessuno ti aveva ancora mostrato con chiarezza — non perché lo nascondesse, ma perché nessuno lo insegna davvero. Prendere appunti, del resto, non è vincere: è restare. È il modo che abbiamo di non perdere ciò che ci attraversa e che, come diceva più o meno Calvino, se non lo fermi in una forma leggera scivola via col resto della giornata.

Ti mostro quattro di questi segreti — quelli che ho visto funzionare su di me e su chi accompagno.

Ascoltare, non trascrivere

Chi copia parola per parola non sta prendendo appunti: sta facendo il fotocopiatore, e male, perché il fotocopiatore almeno non si distrae. L’appunto nasce nel momento in cui rinunci a prendere tutto e scegli. Scegliere è già capire. Se alla fine della pagina hai scritto meno di quello che è stato detto, probabilmente hai capito di più.

La parola che fa da gancio

Non frasi intere: parole che, come una calamita, riportano su tutto il resto quando le rileggi. Una parola giusta è un gancio a cui resta appeso un intero pomeriggio. È qui che l’appunto smette di essere cronaca e diventa tuo: perché la parola che scegli tu non è quella che sceglierei io.

Dare una forma allo spazio

Mappe, per chi pensa a raggiera; il vecchio schema di Cornell, per chi ama l’ordine — una colonna stretta a sinistra per le domande, una larga a destra per gli appunti, una striscia in basso per il riassunto. Non è una mia invenzione: lo mise a punto Walter Pauk alla Cornell University più di sessant’anni fa, e regge ancora, il che dovrebbe dirti qualcosa su quanto contino davvero gli strumenti nuovi. La forma non serve a far bello: serve a lasciare, sulla pagina, il posto vuoto dove tornerai a pensare.

Il metodo Cornell è solo uno dei ventuno segreti che ho raccolto in un libro. I 21 segreti per appunti geniali è disponibile su Kindle: prendilo qui.

Tornarci subito, finché la brace è viva

L’appunto ha una finestra breve. Se lo rileggi a caldo, entro poche ore, mentre l’aria di quel momento è ancora nella stanza, lo fissi. Se aspetti una settimana, rileggi geroglifici. La memoria non è un magazzino, è un fuoco: va soffiato quando la brace è ancora viva.

E l’intelligenza artificiale?

Te lo dico con la franchezza di chi ci lavora ogni giorno. Un’assistente artificiale può riordinarti gli appunti, riassumerteli, interrogarli. Ma non può prenderli al posto tuo, perché l’appunto non è l’informazione: è la traccia del tuo incontro con l’informazione. Nel momento in cui deleghi la mano, non stai risparmiando fatica — stai regalando via il pezzo che ti apparteneva. Usa la macchina dopo, se vuoi, come si usa uno specchio per rileggere la scrittura di Leonardo. Ma la riga sulla pagina scrivila tu. È tutta la differenza tra un manoscritto e un umanoscritto: non chi impugna la penna, ma chi ci mette dentro un pensiero che prima non c’era.

Un piccolo Nuovo Rinascimento

Non un ritorno nostalgico alla carta contro il digitale — mi annoia quella guerra. È qualcosa di più antifragile: tenere per te il gesto che ti rende autore, e delegare solo ciò che non ti costa nulla perdere. Chi fa così non teme il prossimo strumento, qualunque sia, perché non ha appoggiato lì la sua parte insostituibile.

Ti lascio con la domanda che mi faccio io, ogni volta che apro un taccuino nuovo: degli appunti di oggi, tra un anno, cosa vorrai ritrovare — quello che è stato detto, o quello che tu hai pensato mentre lo ascoltavi?

I ventuno segreti, per esteso

Se la seconda ti pizzica più della prima, siamo già d’accordo. Questo articolo è un assaggio: i pochi segreti che ti ho mostrato qui — l’ascolto che sceglie, la parola-gancio, la mano che pensa — sono la punta di un metodo molto più ampio. L’ho raccolto in un libro, I 21 segreti per appunti geniali — Dal segno rupestre al taccuino digitale: ventuno cose che stavano lì, davanti a tutti, e che nessuno ti aveva mostrato con chiarezza. Un arco di trentaseimila anni, dalla parete della grotta di Chauvet allo schermo del telefono, che passa per il metodo Cornell, le mappe di Buzan, lo Zettelkasten di Luhmann. Un saggio narrativo, non un manuale: ti porta dentro la storia dell’annotare e poi ti mette in mano gli strumenti per usarla già domani mattina.

È uscito il 28 luglio 2026 ed è su Kindle da subito. Un acquisto nei primi giorni, per chi scrive, non è un dettaglio da libreria: è il segnale che decide se un libro si vede o resta un file. Se qualcosa, in questa pagina, ti ha fatto annuire, il modo più concreto per dirmelo è uno solo.

👉 Prendi I 21 segreti per appunti geniali (Kindle, 7,99 €) → https://amzn.to/3T8Po6e

Da Dante a Calvino, imparare a scrivere in tre passi

L’immagine rappresenta in modo chiaro e minimalista le tre fasi essenziali del processo di scrittura. A sinistra, una piuma d’oca simbolizza la fase dell’immaginazione, evocando l’ispirazione e la creatività che sono il punto di partenza di ogni opera letteraria. Al centro, una penna stilografica moderna rappresenta la fase di scrittura, il momento in cui le idee vengono trasfuse sul foglio, coniugando tradizione e modernità. A destra, un righello illustra la fase della strutturazione, sottolineando l’importanza dell’organizzazione e della precisione nel dare forma al testo. Infine, in basso, una pietra levigata rappresenta la fase di raffinamento, simboleggiando il processo di revisione e perfezionamento che trasforma una bozza iniziale in un’opera completa e rifinita. Insieme, questi elementi offrono una visione completa e intuitiva del percorso della scrittura, dalla prima ispirazione alla realizzazione finale.

Quali sono le basi della scrittura? In cosa consiste il processo fondamentale che sta dietro ogni opera letteraria o anche solo testuale, saggistica? Come funziona di preciso? Queste sono le domande che mi hanno guidato, nel mio ruolo di coach per metodi di studio e materie umanistiche, a indagare i percorsi creativi di Dante, Petrarca e Calvino. In questo articolo, esploreremo insieme il cuore del loro processo creativo: come hanno utilizzato l’immaginazione per ideare i loro mondi, come hanno strutturato queste visioni e come, infine, le hanno trasformate in parole immortali. Un breve percorso attraverso l’arte della scrittura, che spero possa illuminare e ispirare chiunque si affacci a questo mondo.

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Da attore ad autore per masterclass di cinema

Foto di Ketut Subiyanto.

Ti confesso che non avrei mai immaginato di trovarmi qui, di fronte a te, come autore di masterclass di cinema. Sì, in passato ho imparato anche a farlo, come arricchimento personale, frequentando dei corsi e facendo un po’ di pratica. Ma poi avevo messo da parte queste conoscenze. Ora eccomi a preparare scalette e testi per quattro masterclass della rassegna cinematografica del Generation Film Fest in programma ad Oria (Br) dal 6 al 9 Luglio 2023.

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