Le pietre di Leonardo, a cinque anni dalla morte

Il madonnaro lavora sapendo che entro sera il suo disegno sarà sparito. Mio padre l'ha fatto per trentasei anni, e nel Natale del 1986 l'ha fatto a Roma, a due passi da piazza Navona.

La Corsia Agonale su Corso del Rinascimento, davanti a Palazzo Madama, dove disegnava il madonnaro Leonardo Vitale
L’imbocco della Corsia Agonale su Corso del Rinascimento, davanti a Palazzo Madama, a Roma.

Cosa resta di quello che fai, quando smetti di farlo?

Mio padre ha disegnato migliaia di Madonne. Non ne è rimasta nemmeno una. Una cosa però è rimasta, ed è ancora al suo posto. Ci arrivo alla fine.

Oggi sono cinque anni che non c’è più. Si chiamava Leonardo Vitale e ha fatto il madonnaro per trentasei anni, dal 1985 al 2021.

Se fai l’artista, di solito cerchi un muro. Una galleria, una parete, un posto dove il quadro resti appeso e qualcuno ci passi davanti. Il madonnaro un muro non ce l’ha. Disegna per terra, in ginocchio, dove passa la gente. Lo vedono tutti, e chiunque passi può lasciare una moneta.

Prima verniciava navi ai cantieri di Taranto. Quando perse quel lavoro, si mise in ginocchio sulle piazze con i gessetti, guardando come faceva suo fratello Tommaso. In trentasei anni di strade dalla Puglia è uscito solo due volte. Una per Curtatone, vicino Mantova, al raduno di Ferragosto, con mio fratello Mimmo. L’altra per Roma, il Natale del 1986.

La Corsia Agonale

Aveva trentaquattro anni. Disegnava in piazza di San Pantaleo e, altri giorni, in una via minuscola ma strategica: la Corsia Agonale, il passaggio che da Corso del Rinascimento porta a piazza Navona. Di lì passa tutto il mondo.

Con i gessetti tirava fuori una Madonna con Gesù Bambino e San Giovannino. La gente si fermava e lasciava qualche moneta. Il giorno dell’Epifania del 1987 fece l’incasso record: sei milioni di lire. Per un artista di strada, una cifra spropositata.

A poche centinaia di metri lavorava Tommaso, ritrattista storico di piazza Navona. Ritratti, caricature, acquerelli in cui usava anche i fondi del caffè. I suoi ritratti avevano uno stile maestoso. Mio padre aveva un tratto più dimesso, e la forza la metteva tutta nel colore. I due fratelli venivano da Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi.

Prima di entrare in piazza, metto in fila i posti della sua vita. Aggiungi un anello alla volta e guarda dove si ferma la barra.

Ogni anello è un luogo della sua vita. Il numero è l’età che aveva lì, la barra arriva a cento.
0anni compiuti
  • Ceglie Messapica, 1952
    Nasce
    Lo stesso paese da cui partirà suo fratello Tommaso.
  • Oria, 1973
    Cambia paese
    A ventun anni va a vivere a Oria. Non se ne andrà più.
  • Taranto, 1985
    Si inginocchia
    Perde il lavoro ai cantieri navali. Prende i gessetti e scende per terra.
  • Roma, Natale 1986
    La Corsia Agonale
    Una Madonna al giorno, cancellata ogni sera. All’Epifania, l’incasso record.
  • Lecce, 11 ottobre 2021
    La strada
    Una settimana prima lo aggrediscono per strada. Muore in ospedale.
La barra si ferma a sessantanove. Trentasei di quegli anni li ha passati in ginocchio, e di tutto quello che ha disegnato non è rimasto niente.
Che cosa sia rimasto lo stesso, sta in fondo all’articolo.
Fonti: memoria di famiglia e gli articoli di questo blog su Leonardo Vitale.

La piazza delle bancarelle

Piazza Navona era piena di bancarelle della Befana: dolciumi, befane, statuette del presepe, ciambelle. Ed è sempre stata una vetrina. Pannella lo sapeva. Quell’autunno il Partito Radicale aveva messo al voto la propria chiusura, e tra le bancarelle c’era un chiosco dove si raccoglievano iscrizioni per tenerlo in vita.

Un attimo, esco dal pezzo. Quello che stai leggendo è nato da un appunto: poche righe prese chissà quando, e una mappa per tenerle insieme. Funziona così per tutto quello che scrivo, e come si fa l’ho messo nel libro sugli appunti geniali. Ma torniamo al nostro articolo.

Avevo dodici anni e sapevo chi era Cicciolina. Pannella l’aveva portata nei Radicali, e pochi mesi dopo l’avrebbe candidata alla Camera. Una pornostar dentro un partito, a pochi passi da un uomo in ginocchio che disegnava la Madonna per terra. Non so più se l’ho vista davvero o dentro un televisore sotto un gazebo. Mi resta la curiosità, con sotto una specie di eccitazione, e il senso dello scandalo addosso.

La notte di Natale

La notte di Natale eravamo nell’attico di via Boccea. Mia madre Benedetta aveva messo me e Mimmo, che aveva nove anni, davanti alla televisione: la messa del Papa da San Pietro.

Era la stessa voce che tre anni e mezzo prima aveva chiesto di riportare a casa Emanuela Orlandi. Quindici anni, sparita all’uscita dalla scuola di musica di Sant’Apollinare, a due passi da dove mio padre disegnava. Quella voce ce l’ho ancora in testa.

Il gessetto dura un giorno

Il gessetto dura un giorno. Lo cancellano la pioggia e le scope dei netturbini. Mio padre lo sapeva, e il giorno dopo ricominciava. Anni dopo, Mimmo ha preso in mano i suoi gessetti.

È morto l’11 ottobre 2021 a Lecce, dopo un’aggressione per strada. Il suo nome adesso sta su tre pietre posate in sua memoria, a Ceglie, a Oria e a Lecce, e in un libro, Dal cielo per le vie del mondo, che la professoressa Annamaria Andriani gli ha dedicato.

Le pietre dove disegnava sono ancora al loro posto. I gessetti no. Ogni 11 ottobre torno a guardare per terra.

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