Come e perché gli artisti prendono appunti

Che cosa fanno gli artisti prima di creare?

Molti artisti hanno idee brillanti. Pochi riescono a trasformarle in opere. La differenza spesso sta in qualcosa di invisibile: gli appunti di lavoro. Si tratta di veri e propri strumenti per chiarire, decidere, costruire. Ed è proprio qui la grande differenza tra chi ha molte idee e chi riesce a trasformarle in opere.

Un attore annota cosa vuole il personaggio e come ottenerlo. Uno sceneggiatore dispone schede su un tavolo per vedere se la storia regge. Un regista traduce ogni scena in una lista di inquadrature, prima ancora di accendere la camera. Un fotografo segna luce e impostazioni per migliorare lo scatto successivo. Un pittore riempie pagine di bozzetti prima di toccare la tela.

In tutti questi casi gli appunti non sono un dettaglio minore. Sono il laboratorio dove l’opera prende forma.

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Come vivere d’arte: la via dell’artista antifragile

Si può campare facendo l’artista?

Domanda semplice, brutale. La più antica di tutte. E anche la più urgente, oggi che tutto ti costringe a scegliere: o la sopravvivenza o la vocazione. Per anni mi ci sono aggrappato, come a una corda sfilacciata. Tra un turno di lavoro e un provino, tra un conto da pagare e un sogno da inseguire. Pensavo che l’artista vero dovesse vivere solo d’arte, che accettare un “lavoro normale” fosse un tradimento. Invece era solo ignoranza — economica, psicologica e perfino spirituale.

Ho scritto questo articolo per raccontare che sì, si può campare facendo l’artista. Ma solo se impari a non stare nel mezzo. Non parlo di compromessi o di realismo rassegnato, parlo di una strategia lucida, quasi spietata: il Barbell dell’artista. Una via che ti permette di vivere con stabilità e libertà creativa insieme. Di guadagnare mentre cresci, di non elemosinare più tempo o rispetto.

Voglio mostrarti come si costruisce davvero un artista antifragile: uno che non teme i lavori di mantenimento, che non si piega al disincanto, che trasforma ogni errore, ogni turno, ogni attesa in capitale creativo. Se resti fino alla fine, scoprirai che la risposta non è “sì” o “no”. È molto più interessante: si può campare facendo l’artista, ma solo se impari a usare la realtà come alleata.

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La Giornata dell’Artista per dire grazie a tutti gli artisti

I festival e gli eventi culturali sono diventati sfilate di celebrità.
Sempre gli stessi nomi, sempre gli stessi volti: attori di successo, registi consacrati, musicisti già applauditi. Ogni anno la stessa passerella, la stessa retorica, lo stesso applauso garantito.

Ma l’arte non è fatta solo di chi ce l’ha fatta.
L’arte vive perché migliaia di artisti anonimi rischiano, cadono, ricominciano, senza mai ricevere un invito né un grazie. Sono loro che tengono in piedi la baracca, mentre i festival si accontentano di celebrare chi è già celebrato.

È un paradosso feroce: la comunità respira grazie ai sacrifici dei non famosi, ma sceglie di dimenticarli. Nessuna targa, nessuna memoria, nessun palco.
E allora la domanda è bruciante: quanto ancora possiamo tollerare festival che si auto-incensano e non restituiscono dignità a chi davvero alimenta la cultura?

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Il Natale e la morte dei giovani artisti

Immagine generata da ChatGPT4.

A chi pensi a Natale? Ai tuoi cari, vero? E a chi non c’è più, specie se si tratta di giovani. Questo pensiero mi ha accompagnato ieri, 17 dicembre 2023, durante la fiaccolata degli angeli ad Oria, un toccante tributo a coloro che ci hanno lasciato in modo prematuro. Tra le fiammelle e la recita del rosario, ho pensato a mio fratello, un artista promettente la cui luce si è spenta troppo presto, a venti anni, nel 1997. Queste riflessioni hanno dato vita a quest’articolo: un viaggio tra la malinconia e la bellezza, dove ricordo gli artisti giovani che, come stelle cadenti, hanno lasciato un bagliore indelebile nel cielo della nostra memoria. Leggilo tutto perché così capirai meglio il piccolo gesto che ti chiedo di compiere alla fine dell’articolo.

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Perché e come passare alla storia

Foto di Engin Akyurt.

«Io mi domando un domani, mentre il mio lavoro è documentato, dalla televisione, dal cinema, dal teatro … in letteratura che resterà di te Bonino… Cosa resta in nome del Signore? … Bisogna farle le cose, io le ho fatte, sono documentate. Cosa hanno fatto questi signori?» chiede dal minuto 43 Carmelo Bene nella puntata di Mixer Cultura del 15 Febbraio 1988 a proposito dei critici. Lui si definiva un classico vivente. Aveva capito che sarebbe passato alla storia e che dopo la sua morte si sarebbe parlato di lui a lungo, cosa che sta avvenendo.

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I veri artisti diventano ricchi

Chi ha detto che gli artisti debbano essere sempre poveri, sul lastrico, al verde? Bene, preparati a sfidare le convenzioni, perché in questo articolo ti svelerò un segreto che potrebbe far tremare le basi del tuo pensiero: i veri artisti diventano ricchi!

Sì, hai capito bene. Mentre molti si ostinano a pensare che la passione artistica debba essere un percorso di povertà, scopriremo come gli artisti autentici riescano a sbloccare una ricchezza straordinaria, spingendo i confini della bellezza, del divertimento e delle emozioni. È il momento di scoprire come gli artisti trasformano la loro arte in moneta sonante e come tu possa trarne ispirazione per arricchire la tua stessa vita.

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Il Natale degli artisti tra riflessione e creatività

Il Natale è un momento speciale per gli artisti, un momento in cui possono prendersi una pausa dalle loro attività quotidiane e concentrarsi sulla famiglia e sulla festa. Molti artisti sognano di trascorrere il Natale in modo tradizionale, magari seduti accanto al camino con un bicchiere di vino caldo e una tazza di cioccolata, oppure cantando le canzoni natalizie insieme ai loro cari.

Altri artisti, invece, preferiscono vivere il Natale in modo più creativo, cercando di trovare nuove idee per le loro opere d’arte o per i loro spettacoli. Per loro, il Natale è anche un momento per rinnovarsi, per trovare nuove ispirazioni e per sperimentare nuove tecniche artistiche.

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L’afasia degli artisti

Di recente Bruce Willis ha dovuto ritirarsi dalle scene perché colpito da afasia. Anche le star del cinema e della televisione vengono colpiti da problemi al cervello, spesso dopo un ictus. Alla fine di settembre di quest’anno ci ha lasciato il comico Bruno Arena, del duo comico I Fichi d’India, che nel 2013 era stato colpito da un aneurisma. In quello stesso anno toccò anche all’attore Tim Curry. A luglio del 2022 anche Pippo Franco è stato colpito da un attacco ischemico. Altre star del cinema con la stessa sorte sono state Alain Delon e Sharon Stone.

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Nel nome di Leonardo Vitale, artista della meraviglia

Leonardo all’opera negli anni ’90.

Leonardo Vitale è stato un artista salentino, nato a Ceglie Messapica (Br) nel 1952 e vissuto dall’età di ventuno anni in poi ad Oria (Br). Nella sua vita ha usato due strumenti: l’aerografo e i gessi. Con i primi ha realizzato scenografie per luna park, spettacoli viaggianti, trompe l’oeil, quadri e numerose personalizzazioni di caschi, moto, auto, ecc. È stato anche uno spray paint artist: realizzava paesaggi fantasy con le bombolette di vernice. Con i gessi è stato un madonnaro conosciuto in Puglia fin dal suo anno di esordio, il 1985. Non si possono contare le cittadine dove sull’asfalto ha dipinto i santi delle feste che si tengono un po’ ovunque. Suo malgrado, poi, è entrato nella cronaca a causa dell’aggressione, purtroppo per lui mortale, durante un tentativo di rapina il 4 ottobre 2021 a Lecce.

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Che cos’è la recitazione: tre falsi miti su di essa

Prima di tutto è una brutta parola! Se vogliamo capire che cos’è la recitazione rendiamoci conto che di fronte a una persona falsa si è soliti dire che sta recitando una parte, che si vede che mente. Lo sapeva bene Thomas Milian, noto al pubblico italiano soprattutto per “Er Monnezza”. Pare che abbia affermato

Vengo dall’Actors Studio: io non recito, non inganno il pub­blico. Mi identifico nei perso­naggi. Oggi come allora vivo come loro, sono loro. Per que­sto Tor Marancia è ancora il mio quartiere preferito.

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