L’Almanacco Vitale è la pagina di oggi, e si adatta a dove sei. Dai la tua posizione: il sole, la luna e il cielo diventano quelli della tua ora e della tua latitudine. Se preferisci ascoltare, il bottone «Ascolta l’almanacco» sta qui in cima, prima di ogni altra cosa.
Poi non scorrerlo, aprilo. Fai partire «Guarda come cambia» e vedi la pioggia di stelle salire sopra la tua testa. Prendi la foto del giorno e fanne una cartolina con un semplice clic, da mandare a qualcuno con due righe tue. Scendi fino allo spunto del giorno: là sotto c’è una mossa da fare oggi.
Ogni sezione e ogni fonte qui è il risultato di tanto lavoro: informazioni e storie setacciate, scelte una per una e curate al massimo delle possibilità. Se vuoi darmi un suggerimento o farmi una richiesta, scrivi a giuseppev@gmail.com.
Ancorare i concetti alle date aiuta a fissarli: qui sotto l’edizione di oggi.
Domande sull’Almanacco
Che cosa ci trovo dentro?
Il cielo del giorno sopra il posto dove sei, con l’ora in cui il sole si alza e quella in cui si corica, la luna nella fase che le tocca e il sole lungo tutto l’anno. La prossima pioggia di stelle, con il simulatore per sapere dove guardare. Il santo. Le ricorrenze che il mondo festeggia, comprese quelle che nessuno ti ha mai raccontato. Una buona notizia dal mondo. Una foto, che puoi spedire come cartolina. Un «accadde oggi». Il post del giorno. E lo spunto, con l’aforisma e la mossa da fare. Cinque minuti per leggerlo, molti di più se ti metti a giocare col cielo.
Chi decide che cosa entra?
Una regola sola, e non è la gravità del fatto né quanto se ne parla in giro. Deve esserci una persona con un nome, non una categoria, non un gruppo, non «i ricercatori di». E deve esserci un salto: un prima e un dopo, non un annuncio, non un progetto che partirà. Se manca una delle due, la storia resta fuori. Anche se è bella. Anche se è l’unica rimasta.
Perché certi giorni c’è poco?
Perché certi giorni non è successo niente che valga il tuo tempo, e dirlo è più onesto che riempire le caselle con qualcosa di tiepido. Un almanacco sempre pieno sta riempiendo, non raccontando. Quando la vetrina è magra, l’Almanacco ti dice anche perché.
Perché quello di ieri non lo trovo più?
Un almanacco nasce con la data e con la data se ne va. Non c’è un archivio da sfogliare, nessun indice degli arretrati: questo chiede una cosa sola, che tu passi di qui stamattina. Se una storia ti resta addosso, quella diventa un appunto tuo. È il lavoro che insegno da anni: non conservare tutto, tenere il poco che ti ha spostato di un millimetro.
Mi state contando?
L’Almanacco no: sa soltanto quando è passato l’ultimo lettore, non quanti siete, e non tiene nessun elenco. Il sito attorno invece un contatore di visite ce l’ha, e dirti di no sarebbe una bugia. Quello che non c’è: nessuna pubblicità, nessun profilo, nessuno che ti segua da un sito all’altro. Contare le persone cambia il modo in cui scrivi per loro, e infatti quel numero non lo guardo mentre scrivo.
Chi lo fa?
Giuseppe Vitale, attore e scrittore. Insegno a prendere appunti, cioè a tenere il poco che conta invece di accumulare il molto che non serve. L’Almanacco è la versione quotidiana di quel mestiere: ogni mattina il giorno viene setacciato, la regola resta stretta, e quel che non passa se ne va.