Breve viaggio in una città del Medioevo

Mercato Medievale.

Le rievocazioni basate sul Medioevo sono di moda oggi. Un po’ ovunque si assiste a cortei, tornei, feste, commemorazioni di battaglie, pali, ecc. E si ha un po’ la sensazione che in quell’epoca ci fosse un quotidiano turbinio di eventi, scontri tra cavalieri, musica per strada ecc. Che ci fossero molte feste, insomma, che si protraevano per tutta la notte, come avviene oggi in tante celebrazioni di fatti storici a volte veri e a volte inventati di quel periodo storico. Che ci fossero delle feste legate al Natale o alla Pasqua o ad altri momenti religiosi è indubbio. Anche se avvenivano con modalità diverse dalla rievocazioni odierne. Ma com’era la vita di ogni giorno in una città medievale? Quali erano le attività quotidiane? Com’era scandito il tempo?

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I miti di fondazione delle città e il loro racconto

Foto di jimmy teoh.

Chi ha fondato Roma? Romolo che, secondo la leggenda, tracciò il primo confine della città. Il fratello gemello Remo lo scavalcò e fu quindi ammazzato. Quella che dunque diventerà la caput mundi ha il suo mito fondativo sul fratricidio. Nessuno può osare di andare oltre il solco tracciato perché sarà giustiziato, fosse anche un consanguineo. Sembra così che il primato del diritto sia al sicuro. Roma nascerebbe dunque dal suo confine: è cittadino chi ci sta dentro; è escluso chi sta fuori. Ne argomenta Paolo Rumiz in Appia in una sua discussione con Aglaia McClintock. E tale citazione ci serve per introdurre una domanda: perché andiamo alla ricerca dei fondatori delle città?

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La lettura di Dante di Carmelo Bene sulla Torre degli Asinelli

Carmelo Bene declamò la Divina Commedia dall’alto della Torre degli Asinelli, il 31 luglio del 1981 per commemorare l’anniversario della strage della stazione di Bologna. C’era una grande folla lungo tutta la via Rizzoli, forse centomila persone. Ci furono anche dei detrattori e la Rai rifiutò la diretta pubblica. Il successo però fu enorme. Fu un evento storico memorabile come riporta la pagina di Wikipedia ad esso dedicata. Bene fece una singolare dedica quella sera affermando:

«Dedico questa serata, da ferito a morte, non ai morti, ma ai feriti dell’orrenda strage».

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Francesco d’Assisi e la sfida all’editto di Federico II

Assisi vista dai campi di grano, la città di Francesco d'Assisi e Federico II bambino, con la basilica sul crinale
La basilica di San Francesco e le case di Assisi allineate sul crinale, viste da un campo di grano con un albero sulla destra e il cielo pieno di nuvole. Foto di Magali Guimarães su Pexels.

Quante volte ti hanno raccontato una persona in un modo, e poi hai scoperto che era il contrario esatto?

C’è un uomo che quasi tutti credono di conoscere. Dolce, mite, quello che parla agli uccelli e ammansisce i lupi. Peccato che di sé, da vivo, usasse una parola che oggi ci farebbe sobbalzare. E la usava mentre un imperatore, per quella stessa parola, toglieva a chi se la portava addosso la protezione del re. Quella tra Francesco d’Assisi e Federico II è una sfida combattuta su un nome solo: la parola non te la dico adesso, te la dico a metà strada, quando avrai visto cosa costava pronunciarla.

L’occasione dura un anno intero. Francesco muore la sera del 3 ottobre 1226, e il 2026 è l’ottavo centenario del transito: la Penitenzieria apostolica ha aperto un anno giubilare che corre dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, e ad Assisi le celebrazioni si sono concentrate ad agosto. Otto secoli tondi. Su questo personaggio torno spesso, per un corto teatrale a cui tengo e per certe ricerche legate alla Puglia, la terra in cui ho vissuto, e il centenario è il momento buono per chiedersi di chi stiamo parlando.

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Le sette migliori ed insolite esperienze da fare a Roma e di cui nessuno parla

Foto di Piotr Arnoldes.

Guide, liste e consigli per fare esperienze meravigliose a Roma in rete se ne trovano a bizzeffe. Basta fare una ricerca e ci si accorgerà di miriadi di siti che ne parlano con le più disparate indicazioni ad ogni livello: luoghi, orari, prenotazioni, ecc. In questa città si può fare davvero di tutto e le idee non mancano. Anzi più passa il tempo e più possibilità sorgono. Io frequento Roma dal 1993, ci ho vissuto per degli anni e ci torno spesso. Eppure non ho ancora esaurito i posti da visitare e alcune attività che cerco di organizzare ogni volta che ci vado. Ho quindi selezionato alcune experience che vanno un po’ oltre il solito turismo mordi e fuggi, un po’ troppo da cartolina e superficiale. Si tratta, invece, di momenti da vivere un po’ fuori dai soliti giri o in modo diverso da quel che fa la massa per riscoprire lati, prospettive, punti di vista non solo insoliti ma significativi. Ma cominciamo subito, ecco la mia personale lista.

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I tre libri che raccontano Oria

Il castello di Oria visto dalle palme di piazza Lama, i luoghi dei libri per conoscere Oria
La torre cilindrica del castello di Oria e il muro merlato che le corre accanto, visti da piazza Lama tra le palme e le facciate in tufo. Foto di Giuseppe Vitale

Ti è mai capitato di volere un libro e di scoprire che non puoi comprarlo? Non esaurito per un mese: proprio fuori commercio, sparito dal mercato.

I tre libri per conoscere Oria che mi porto dietro da anni sono così tutti e tre. Parlano dello stesso posto, il mio paese, e nessuno dei tre lo trovi in libreria o su un sito. Per leggerli esiste un indirizzo solo, e ci arrivo alla fine.

L’occasione è di questa estate. Il 29 maggio Oria ha inaugurato a Parco Montalbano la sua biblioteca di comunità, intitolata come il fondo comunale: De Pace-Lombardi. Dentro ci sono gli spazi per i laboratori dei bambini e un caffè letterario. Un paese che apre un posto nuovo per i suoi libri: non capita spesso.

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Santa Maria del Casale, tra leggende ed ex voto

La facciata di Santa Maria del Casale a Brindisi, in fasce di carparo ocra e pietra bianca, con il portale ogivale al centro
La facciata bicroma della chiesa di Santa Maria del Casale a Brindisi, con il portale ogivale sormontato dal protiro pensile, le fasce orizzontali di carparo ocra e pietra bianca e i motivi geometrici a zigzag e a scacchiera. Foto di Giuseppe Vitale.

Per che cosa saresti disposto a morire?

Tieni da parte la risposta. Quella di un altro uomo è ancora lì, dipinta su un muro di Santa Maria del Casale, la chiesa di Brindisi incastrata fra i capannoni di un aeroporto militare e una rete di filo spinato. Ma prima di arrivare a lui c’è di mezzo un ragno.

Ci sono entrato la prima volta il 28 settembre 2021, nel tardo pomeriggio, con Salvatore, un amico di peregrinazioni salentine. Ci siamo andati per guardare degli affreschi. Ne siamo usciti con addosso una domanda che con l’arte non c’entra niente.

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Coincidenze e illusione di frequenza

Illusione di frequenza: uomo seduto accanto a una finestra in una stanza buia, luce del mattino sul volto.
Foto di Sean Boyd su Unsplash

Ti è mai capitato di scambiare una telefonata per un segno del destino?

A me sì, ed è stata una telefonata da Roma. Ci arrivo, ma prima devo raccontarti come funziona il trucco che ti frega, perché ha pure un nome tecnico: illusione di frequenza.

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L’11 settembre e la nuova guerra fredda

Da giorni su riviste, quotidiani, programmi tv si parla dell’11 settembre e più che mai quest’anno per due motivi: siamo al ventennale ed è terminata la guerra iniziata dagli USA contro i Talebani in Afghanistan in un modo inaspettato. Mentre scrivo un po’ tutto il mondo dell’informazione si occupa con firme più o meno autorevoli, testimonianze e quant’altro sia dell’attentato di quel giorno sia del conflitto che ne conseguì. Quella data può essere consegnata alla storia perché segnò una svolta come era accaduto con il crollo del muro di Berlino il 9 Novembre 1989.

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Baudolino e il tramonto del Medioevo

Libro liturgico latino aperto, con le iniziali rubricate in rosso, copertina dell'articolo su Baudolino di Umberto Eco
Grande libro liturgico aperto su un ufficio latino della Croce, con le iniziali rubricate in rosso. Foto di Nick Fewings su Unsplash

Hai mai raccontato una bugia grossa? Una di quelle tenute in piedi per anni. Al punto da non distinguerla più dalla verità.

In un romanzo che ho letto tempo fa vive un ragazzo che di frottole ne semina a ogni pagina, e non è un imbroglione qualunque: è l’uomo che, a furia di mentire, finisce per scrivere la Storia. Si chiama Baudolino, e prima dell’ultima riga ti dico qual è la sola bugia che gli riesce meglio di tutte.

Ne ho scritto qui il 18 agosto del 2021, e quella pagina è rimasta online quasi cinque anni. Nel frattempo è diventata una piccola bugia anche lei. Apriva con un elenco numerato, come una scheda da manuale. Spingeva quattro link a un negozio. E sulla copertina portava stampata la scritta “New post on giuseppevitale.eu”, un indirizzo che non è più mio da un pezzo. Un articolo su un uomo che mente e ci crede, tenuto in piedi da un dominio morto. Lo riscrivo da capo.

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