Meglio una scossa che pensare

Una donna ferma sulla banchina della metro mentre un treno le sfreccia alle spalle e le scompiglia i capelli: immagine dell'articolo su Stanislav Petrov e sul fermarsi a pensare
Una donna in cappotto scuro resta immobile sulla banchina della metropolitana, i capelli sollevati dallo spostamento d’aria, mentre alle sue spalle passa un treno ridotto a una scia. Foto di Donny Jiang su Unsplash

Quand’è l’ultima volta che sei rimasto cinque minuti senza fare niente, con il telefono in tasca?

Il 26 settembre 1983, poco dopo mezzanotte, in un bunker a sud di Mosca, un ufficiale sovietico, Stanislav Petrov, ha avuto pochi minuti per decidere se dire ai suoi superiori che gli Stati Uniti avevano appena lanciato un attacco nucleare. Com’è finita lo sai: sei qui a leggere. Cosa ha fatto in quei minuti te lo racconto più avanti, perché quei minuti li hai anche tu, tutti i giorni.

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ll lato oscuro della luna

Cosa succederebbe se il sole smettesse di esistere? La fisica ha una risposta precisa: otto minuti di luce residua, poi il buio assoluto. Otto minuti in cui non sappiamo ancora nulla. In cui tutto sembra normale. E poi il freddo, lento e irreversibile. Ma questa non è una domanda di astrofisica. È una domanda che riguarda te.

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Come non farti fregare dal bisogno

Hai mai chiesto qualcosa a qualcuno facendogli capire che ne avevi bisogno? Fermati. Rileggi la domanda. Non parlo solo di lavoro. Parlo anche di quella persona che ti interessava. Di quel rapporto che volevi tenere vivo. Di quella relazione in cui hai iniziato a spiegare troppo, a giustificarti, a renderti troppo disponibile. Cosa è successo dopo?

Questo articolo non serve a farti coraggio. Serve a mostrarti dove stai perdendo posizione senza accorgertene. Se continui a leggere, non troverai formule magiche. Troverai una regola che vale ovunque: il bisogno va usato dietro le quinte, non portato in scena. E per chi ha poco margine, sul lavoro o nella vita, spesso è l’unico modo per non peggiorare le cose.

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La felicità è già tua, riscoprila!

Foto di Gunjan Bhattacharjee.

Se pensi che la felicità arriverà quando troverai l’amore perfetto, il lavoro dei sogni o il conto in banca pieno, ti stai prendendo in giro. Non arriverà mai. La felicità non è un premio. Non è una cima da scalare, né un tesoro nascosto in un’isola lontana. È già tua, qui, ora. E se non la senti leggi tutto l’articolo per riscoprirla. Se sei, invece, impaziente e vuoi saperne ancora di più e parlarne con me prenota ora una chiacchierata gratuita su questo argomento.

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Coincidenze e Destino

«È tutto scritto» mi sono sentito spesso dire da mia madre e da altre persone. «Ognuno di noi hai un destino» continuava lei, come sostengono anche alcuni. «Ma allora noi che ci stiamo a fare», pensavo io. E la nostra libertà che fine fa? Insomma, siamo o no artefici del nostro destino come pensò tra i primi Appio Claudio Cieco inaugurando un filone di pensiero che collega la storia di Roma a quella del Rinascimento e oltre?

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La domanda che cambierà la tua vita

Foto di Phil

La vita scorre veloce, a volte troppo veloce. E in questo vortice, hai mai avuto la sensazione di essere un passeggero senza controllo, mentre il treno della vita accelera? Bene, oggi esploriamo insieme la chiave per rallentare il ritmo frenetico e riprendere il controllo. 🚄

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Ritrova la tua strada dopo i 50 anni

Foto di Luana Freitas.

A volte nella vita devi risalire la china o almeno questa è l’impressione che si può avere. Specie quando dopo i cinquant’anni ci si può trovare nella condizione di dover reinventare la vita, diciamo così. Perché un lavoro non ce l’hai più o perché le cose stanno andando in modo diverso da come hai pianificato e tentato di fare negli anni precedenti. O magari certe condizioni familiari da un lato o di solitudine dall’altro oppure ancora di salute sono fonte di stress e preoccupazioni. Come riuscire, dunque, a risalire la china, se ce la si può fare, è stata la domanda che mi è stata posta ieri a seguito del mio articolo sui 17 passi per avviare un’attività da zero e senza soldi, o quasi. Oggi voglio rispondere a tale quesito.

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Il lavoro dei sogni del 2023 è già morto. Una frase, no.

Il guardano obsoleto.

Nel 2023 scrissi che ogni azienda doveva assumere un «AI Prompt Manager». Su quel mestiere avevo torto: oggi non esiste più. Ma in fondo a quell’articolo, senza saperlo, avevo lasciato una riga sopravvissuta a tutto. È l’unica cosa che conta davvero, e te la mostro alla fine.

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La super-coscienza della vita

Che cosa fai quando la vita ti pone di fronte a qualcosa di difficile da accettare, che cambia il tuo stesso stare nel mondo e che modifica per sempre il tuo corpo? Come puoi reagire, ad esempio, ad un aneurisma che ti paralizza una parte di esso? E se questo succede ad una persona a te cara, come un familiare, cosa fare per evitare di essere travolti dalla disperazione? Questo genere di domande mi girano nella testa da un mese circa, da quando ho accettato di dare un mio contributo all’evento dedicato alla Giornata Mondiale dell’Ictus curato dall’associazione Aura aps.

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