Perché cercare ancora Franca e Dario

C’è qualcuno che cerchi ancora, anche se non c’è più? Non per amore, non solo per affetto. Ma perché ti ha aperto mondi?

Quando vidi un uomo e una donna soli, capaci di incarnare tutti i ruoli e tutti i personaggi, e perfino di inventare lingue diverse, intravidil’apice del senso spettacolare. Non era solo teatro: era un universo che prendeva forma davanti ai miei occhi. Shakespeare mi sembrava lì, presente, eppure superato da una potenza che neppure il cinema hollywoodiano riusciva a darmi.

In quel momento capii che il teatro non è imitazione, ma creazione. Che un solo attore può contenere il mondo.

Ecco perché oggi scrivo: per raccontare perché continuo a cercare Dario e Franca, cosa ho trovato ieri al Circo Massimo e come questo bisogno di affabulazione riguarda ancora tutti noi.

Non è solo un ricordo, non è nostalgia. È una ricerca viva che ti riguarda da vicino: se resterai fino in fondo, scoprirai perché senza i giullari la nostra voce rischia di spegnersi.

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Francesco d’Assisi e la sfida all’editto di Federico II

Assisi vista dai campi di grano, la città di Francesco d'Assisi e Federico II bambino, con la basilica sul crinale
La basilica di San Francesco e le case di Assisi allineate sul crinale, viste da un campo di grano con un albero sulla destra e il cielo pieno di nuvole. Foto di Magali Guimarães su Pexels.

Quante volte ti hanno raccontato una persona in un modo, e poi hai scoperto che era il contrario esatto?

C’è un uomo che quasi tutti credono di conoscere. Dolce, mite, quello che parla agli uccelli e ammansisce i lupi. Peccato che di sé, da vivo, usasse una parola che oggi ci farebbe sobbalzare. E la usava mentre un imperatore, per quella stessa parola, toglieva a chi se la portava addosso la protezione del re. Quella tra Francesco d’Assisi e Federico II è una sfida combattuta su un nome solo: la parola non te la dico adesso, te la dico a metà strada, quando avrai visto cosa costava pronunciarla.

L’occasione dura un anno intero. Francesco muore la sera del 3 ottobre 1226, e il 2026 è l’ottavo centenario del transito: la Penitenzieria apostolica ha aperto un anno giubilare che corre dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, e ad Assisi le celebrazioni si sono concentrate ad agosto. Otto secoli tondi. Su questo personaggio torno spesso, per un corto teatrale a cui tengo e per certe ricerche legate alla Puglia, la terra in cui ho vissuto, e il centenario è il momento buono per chiedersi di chi stiamo parlando.

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