I tre libri che raccontano Oria

Fuori commercio, introvabili online, e un solo indirizzo dove leggerli

Il castello di Oria visto dalle palme di piazza Lama, i luoghi dei libri per conoscere Oria
La torre cilindrica del castello di Oria e il muro merlato che le corre accanto, visti da piazza Lama tra le palme e le facciate in tufo. Foto di Giuseppe Vitale

Ti è mai capitato di volere un libro e di scoprire che non puoi comprarlo? Non esaurito per un mese: proprio fuori commercio, sparito dal mercato.

I tre libri per conoscere Oria che mi porto dietro da anni sono così tutti e tre. Parlano dello stesso posto, il mio paese, e nessuno dei tre lo trovi in libreria o su un sito. Per leggerli esiste un indirizzo solo, e ci arrivo alla fine.

L’occasione è di questa estate. Il 29 maggio Oria ha inaugurato a Parco Montalbano la sua biblioteca di comunità, intitolata come il fondo comunale: De Pace-Lombardi. Dentro ci sono gli spazi per i laboratori dei bambini e un caffè letterario. Un paese che apre un posto nuovo per i suoi libri: non capita spesso.

Tremila anni sotto i piedi

Oria sta in provincia di Brindisi, nel Nord Salento, ed è abitata dal Neolitico. Fu capitale della Messapia, ebbe una comunità ebraica di peso nell’alto Medioevo, fu municipio romano, e sul colle più alto, che si chiama Vaglio, tiene ancora il suo castello: prima di quelle mura c’era l’acropoli messapica, fortificata intorno al VI secolo avanti Cristo. Di libri su di lei ne esistono a decine, tra studi locali, atti di convegni e monografie che fuori dal paese non ha visto quasi nessuno.

Ne tengo tre, perché aprono più porte con meno parole. E hanno una cosa in comune che scopri solo quando provi a comprarli.

La guida che profuma di 1994

Il primo è una guida turistico-fotografica, I colori di Oria. Porta la data del febbraio 1994, i testi sono di Pino Malva, le fotografie di Salvatore Baldari. È datata, e per questo vale: oltre ai cenni storici si prende cura del folklore, delle tradizioni, perfino delle ghiottonerie di paese, quelle che nelle guide nuove non entrano quasi mai. Quella guida l’ho sfogliata da ragazzo, seduto a un tavolo della comunale. Le guide invecchiano male quando promettono, bene quando registrano.

È il ritratto di come Oria si raccontava trent’anni fa, prima che internet decidesse per lei che cosa vale la pena mostrare.

Le chiese sotto le chiese

Il secondo scava. La cattedrale che vedi oggi risale al 1750, ma sotto e prima di lei c’era una chiesa romanica di età normanna, e prima ancora una bizantina. Di questo strato nascosto parla Oria e il suo territorio nell’Alto Medioevo. Fonti storiche ed evidenze archeologiche, a cura dell’archeologa Giorgia Lepore, uscito nel 2004.

È il libro che ti fa capire una cosa semplice e scomoda: una città non è quello che mostra, è tutto quello che tiene sepolto e non butta via.

La cronaca di una famiglia sola

Il terzo è il più raro e il più grande. Si intitola Sefer Yuhasin, il Libro delle discendenze, e racconta le vicende di una famiglia ebraica di Oria nei secoli IX-XI. Lo scrisse Ahima’az ben Paltiel, nato a Capua nel 1017 da una stirpe oritana, e lo ha restituito all’italiano nel 2001 Cesare Colafemmina, il maggiore studioso dell’ebraismo dell’Italia meridionale. Dentro ci sono uomini che il Mediterraneo conosceva per medicina, astrologia, cabala. E ci sono le leggende del paese, il bambino resuscitato dai sapienti della città e le due Se’irim che rubavano i neonati, messe in fila accanto alle genealogie come se fossero la stessa materia.

Il ragazzo riscattato a Taranto

Uno di loro è Shabbetai Donnolo, nato a Oria intorno al 913. Aveva dodici anni quando i saraceni saccheggiarono il paese e se lo portarono via, e i parenti lo ricomprarono a Taranto. La comunità ebraica di Oria, che nel X secolo era tra le più illustri d’Europa, da quel colpo non si riprese più. Lui invece tornò, studiò, e mise mano al Sefer ha-Mirqahot, il libro degli elettuari: il primo testo di medicina scritto in Italia dopo la caduta dell’Impero romano. Sua è anche una lettura del Sefer Yetzirah, il libro della creazione, che si mise a commentare mentre curava la gente.

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La porta che porta il suo nome

A Oria quel quartiere si chiama ancora rione Giudea, e ci si entra dalla Porta degli Ebrei, che sta in piazza Shabbetai Donnolo. La chiamano pure Porta Taranto, perché da lì si prendeva la strada per la città ionica: la stessa dove andarono a ricomprare il ragazzo. Sull’arco resta uno scudo di pietra con lo stemma consumato, e ai lati due stemmi più piccoli con gli emblemi della città. La porta è lì che la vedono tutti, il libro che dice chi ci passava dentro non lo vede nessuno.

I libri per conoscere Oria non si comprano

Torno alla domanda dell’inizio. I tre libri per conoscere Oria sono fuori commercio tutti e tre: su Amazon non ci sono, e non ci torneranno. Non sono cari, sono introvabili: non hanno più un prezzo. Fuori commercio non vuol dire raro da collezionisti, vuol dire che il mercato ha smesso di contarli. Una biblioteca di paese è l’ultimo posto dove certe cose restano, e non perché qualcuno le abbia salvate: perché nessuno le ha buttate.

Centosessant’anni di scaffali

Il fondo De Pace-Lombardi nasce nel 1862, quando il Consiglio comunale accetta i duemila volumi donati da padre Francesco Giuseppe De Pace, cresce con i tremila dell’arcidiacono Renato Lombardi e oggi supera i sedicimila. Aperto al pubblico nel 1865, riordinato e informatizzato, ha riaperto le porte il 24 aprile 1998. Per anni ha vissuto nel seminterrato del Palazzo di Città, sotto il livello della strada. È lì dentro che stanno i miei tre libri.

Sedicimila volumi che nessun algoritmo ti consiglierà mai, e che stanno lì da prima che qualcuno inventasse i consigli. Sedicimila volumi non sono un catalogo: sono una stratificazione, come le chiese sotto le chiese.

Torna a quel libro che non puoi comprare

Io vivo a Roma. Per leggerli non mi basta un clic: devo prendere un treno, tornare in Puglia, entrare e chiederli a voce a qualcuno che sa dove stanno. Le pagine che contano davvero non sono in vendita, e certe volte nemmeno vicine: le meriti tornando.

E tu, un libro che non puoi comprare in nessun modo, ce l’hai? Scrivi qual è nei commenti.

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3 pensieri su “I tre libri che raccontano Oria

  1. Pingback: Tre libri per prepararsi ai casting e avere successo come attore | giuseppevitale.eu

  2. Da amante della città di Oria consiglio questi volumi : I beni culturali di Oria un libro di Arcangela G. Giorgio . Guida di Oria: antica acropoli messapica : città, territorio, ambiente
    Libro di Anna Di Summa e Maurizio Delli Santi
    Cenni storici di Oria nel Medio Evo
    Libro di Simone Callegaro

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