Chi giudica Trump lo rafforza e ripete un errore storico

Più lo condannano, più diventa forte. Donald Trump non cresce nonostante l’odio: cresce grazie all’odio. Ogni volta che un attore lo insulta, che un politico lo chiama “minaccia”, che un giornalista lo descrive come un disastro morale, la sua figura si ingrandisce.

Non è magia, è meccanismo. Ogni giudizio morale finisce per rafforzarlo, perché chi lo giudica non condanna solo lui: condanna anche chi lo segue. E chi si sente giudicato non cambia, si chiude.

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Il mito e le ombre della Flotilla

C’è chi la chiama atto di coraggio, chi la vede come un gesto disperato, chi come una provocazione che rischia di inasprire gli animi. La Flotilla per Gaza solca il Mediterraneo con la bandiera della nonviolenza e della solidarietà, evocando paragoni con le marce di Gandhi e con il ragazzo che sfidò i carri armati a Tienanmen. Ma dietro l’epica, ci sono domande scomode: aiuti di piccola entità, sicurezza dei partecipanti a rischio, finanziamenti opachi e contraddizioni politiche.

Mentre il Quirinale, con le parole di Sergio Mattarella, invita a non mettere in pericolo vite umane e a scegliere canali sicuri per gli aiuti, gli attivisti rivendicano la necessità di rompere l’assedio a ogni costo. È un gesto eroico o un atto inutile e pericoloso? Una fiaccola di speranza o un teatro del rischio?

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5 volte grazie Silvio Berlusconi

Da ieri mattina in tv e nella rete un po’ in tutto il mondo si parla di lui, di quel Berlusconi da tanti vituperato ma da molti altri osannato. In mezzo qualcuno prova a dare giudizi con tutte le sfaccettature possibili. Politici come Putin e altri rilasciano dichiarazioni sulla sua figura come d’altronde stanno facendo suoi colleghi, amici, collaboratori, ecc. Per un pezzo si continueranno a commentare tante vicende, aneddoti, storie più o meno vere che lo riguardano. Intanto i social sono inondati di sue barzellette, discorsi, citazioni. In sostanza ci si divide tra chi lo accusa e chi lo ringrazia. Ma si parla di lui su buona parte del pianeta. E questo è il primo segno di quest’uomo: volenti o nolenti ha una popolarità mondiale.

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Mantenere le promesse: la differenza tra successo e fallimento

Immagine generata da Dall-e 2: “Un ritratto di George Whashington che giura sulla Bibbia nello stile dei murales”.

Nel marketing, nella politica e nell’amore, devi fare solo una cosa: promettere ciò che puoi mantenere. Tutto il resto è inganno e dura poco. Il tuo focus dovrebbe essere sulla promessa che puoi mantenere e dovresti prendertene cura come se l’avessi fatta a tuo figlio. Ciò ti aiuterà a raggiungere il tuo obiettivo. La promessa che fai va oltre te stesso e influisce sul tuo futuro. Il tuo impegno quotidiano è ciò che le persone vedono. Evita chiacchiere e spettacoli appariscenti. Concentrati sulle tue azioni e sul loro impatto sul mondo e sugli altri. Puoi anche usare i feedback degli altri per adattare il tuo approccio, ma tieni sempre la tua promessa in mente e nel cuore per guidarti.

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L’11 settembre e la nuova guerra fredda

Da giorni su riviste, quotidiani, programmi tv si parla dell’11 settembre e più che mai quest’anno per due motivi: siamo al ventennale ed è terminata la guerra iniziata dagli USA contro i Talebani in Afghanistan in un modo inaspettato. Mentre scrivo un po’ tutto il mondo dell’informazione si occupa con firme più o meno autorevoli, testimonianze e quant’altro sia dell’attentato di quel giorno sia del conflitto che ne conseguì. Quella data può essere consegnata alla storia perché segnò una svolta come era accaduto con il crollo del muro di Berlino il 9 Novembre 1989.

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