La Roma che sopravvive

Ma non ti rompi le palle a camminare per le solite strade di Roma, piene di turisti, souvenir fasulli e panini illustrati? C’è un serpentone ormai per tutta la città che, da dove passa, ha fatto scappare i romani, ha riempito le vie di tavolini, camerieri di ogni nazionalità, gelaterie, negozi di abbigliamento, di scarpe, di borse, di bottigliette d’acqua e ombrelli venduti alle prime avvisaglie di pioggia.

E i turisti tutti contenti affollano questi luoghi con l’aria del viaggio della loro vita, con gli occhi di chi ha sognato per anni di passeggiare in posti ormai cadaverici, morti, svuotati di ogni significato e senso. Seguimi e ti parlerò della Roma ancora viva.

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Roma Barocca e Maconda

Il respiro del marmo. Roma guarda, ma non parla.

Roma ti ha mai guardato negli occhi?

Non di giorno, no. Di notte.

Quando i sampietrini brillano come squame di pesce sotto la luna e dalle finestre chiuse sembra uscire il respiro di chi non c’è più. Quando ogni palazzo diventa un corpo che ricorda, e tu, che cammini solo, senti che qualcuno ti segue — ma è solo il tuo secolo che si è perso per strada.

Quello che stai per leggere non è solo un itinerario. È un patto.

Sette tappe. Sette segreti. Se arrivi fino in fondo, scoprirai dove Scipione Borghese nascose il cuore pulsante della sua Roma barocca — e dove ancora oggi, tra l’ombra e la pietra, quel cuore batte.

Ma devi camminare con me. Tappa per tappa. Senza saltare. Per ogni luogo trovi il link a Google Maps. Cliccaci sopra e segui il percorso così come lo descrivo nell’articolo.

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Hollywood in Vaticano: cosa cercano De Niro e Al Pacino

Che ci fa Robert De Niro davanti al Papa?

Ieri, 7 novembre 2025, l’attore è stato ricevuto da Leone XIV in Vaticano. Foto ufficiali, un rosario come dono. Quattro mesi prima, il 16 giugno, era toccato ad Al Pacino.

Due attori e un Papa americani. Tre incontri che sollevano una domanda semplice: perché?

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7 cose da imparare dal crollo della Torre dei Conti

Ma come è possibile che crolli una torre antica, così?

Una torre che ha attraversato otto secoli di guerre, scosse e restauri, e cade ora — in pieno centro di Roma, nel 2025.

La mattina del 3 novembre, un collega mi dice: «Hai visto che c’è stato un crollo qui vicino?» Più tardi, all’hotel in via Cavour, arrivano due turisti argentini. Hanno appena visto la polvere. «¿Se derrumbó algo?» — È crollato qualcosa? — mi chiedono. «Sí, una torre», rispondo.

Il giorno dopo scopro che non è solo una torre a essere caduta. È morto Octay Stroici, 66 anni, l’ultimo dei quattro operai coinvolti. Era lì dopo il primo cedimento. Poi è arrivato il secondo.

Oggi, 4 novembre, provo a capire. Non per trovare un colpevole — questo in Italia lo facciamo fin troppo bene — ma per capire dove si è interrotto il dialogo tra chi costruisce, chi vigila e chi decide. Perché il problema non è il singolo errore, ma il vuoto di coordinamento, la somma di frammenti che non si parlano. Eppure, a Roma, un tempo era proprio la collaborazione a tenere in piedi le pietre.

Ecco sette cose che ho imparato guardando la polvere di una torre medievale. Puoi leggerle in ordine o saltare. Ma se resti fino alla fine, ti chiederò una cosa semplice.

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10 cose che mi ha regalato l’estate del 2025

La vita ci regala doni che spesso non riconosciamo. Non parlo delle grandi fortune, ma di dettagli minuscoli che, se li osservi bene, cambiano il colore delle giornate. L’estate è il tempo perfetto per accorgersene: non tanto vacanze da cartolina, quanto segni quotidiani che illuminano ciò che di solito resta nell’ombra. Ho raccolto dieci frammenti della mia estate 2025: forse ti aiuteranno a riconoscere anche i tuoi.

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Perché cercare ancora Franca e Dario

C’è qualcuno che cerchi ancora, anche se non c’è più? Non per amore, non solo per affetto. Ma perché ti ha aperto mondi?

Quando vidi un uomo e una donna soli, capaci di incarnare tutti i ruoli e tutti i personaggi, e perfino di inventare lingue diverse, intravidil’apice del senso spettacolare. Non era solo teatro: era un universo che prendeva forma davanti ai miei occhi. Shakespeare mi sembrava lì, presente, eppure superato da una potenza che neppure il cinema hollywoodiano riusciva a darmi.

In quel momento capii che il teatro non è imitazione, ma creazione. Che un solo attore può contenere il mondo.

Ecco perché oggi scrivo: per raccontare perché continuo a cercare Dario e Franca, cosa ho trovato ieri al Circo Massimo e come questo bisogno di affabulazione riguarda ancora tutti noi.

Non è solo un ricordo, non è nostalgia. È una ricerca viva che ti riguarda da vicino: se resterai fino in fondo, scoprirai perché senza i giullari la nostra voce rischia di spegnersi.

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Roma, cosmopolita o confusa?

Roma accoglie o sopporta gli stranieri? Questa è la domanda scomoda che pochi hanno il coraggio di affrontare. Accogliere è riconoscere, dialogare, costruire. Sopportare è tollerare a denti stretti, senza visione, fino all’esplosione. E Roma, oggi, sembra molto vicina a una deflagrazione sociale.

In questo articolo ti porto in un viaggio a otto tappe: niente teoria astratta, solo esperienza viva. Ti racconto cosa significa essere cosmopoliti, quando le culture si scontrano, e come si può evitare che le differenze diventino barriere. E soprattutto ti spiego perché posso permettermi di parlarne: perché l’ho vissuto sulla pelle, nelle relazioni, nel lutto. Alla fine, ti lascio un invito: costruire insieme uno spazio nuovo. Imperfetto, certo. Ma possibile. E nostro. Se vuoi ne possiamo parlare subito.

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Roma ritrovata tra potere, pace e visione

Ti sei accorto che Roma è cambiata? Non nei monumenti, ma nel modo in cui il mondo la guarda. In pochi giorni, ha ospitato funerali simbolici, intronizzazioni, incontri segreti e processioni pubbliche. Il potere globale è tornato qui, in silenzio, ma con intenzione. Questo articolo racconta sette segni precisi di una trasformazione in atto. Ti invito a leggerli tutti: perché se Roma si risveglia davvero, allora qualcosa – nel potere, nella pace, nella visione – si sta già muovendo.

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In treno, da centro a sud

Qual è stata l’ultima volta che hai preso il treno? Parlo di un treno diverso dall’alta velocità, oggi sempre più diffusa. Te li ricordi gli Intercity? Una volta, circa trenta anni fa, erano il fiore all’occhiello. Ora sono una rarità, eppure esistono ancora. Ce n’è uno che da Roma Termini porta a Taranto e viceversa, il treno 701, che attraversa Lazio, Campania e Basilicata. Mi capita di prenderlo ogni tanto e oggi voglio raccontarti suggestioni e ispirazioni in alcune delle sue tappe.

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10 cose che mi ha regalato l’estate 2024

Un piccolo gioco di basket da tavolo, con una base in plastica verde e una cupola trasparente che racchiude un mini canestro bianco e una pallina arancione. Foto di Giuseppe Vitale.

Cosa rimarrà di questa estate oltre ai ricordi? Cosa porterai nel cuore? Cosa ti ha lasciato davvero questa stagione che finisce oggi, 21 settembre 2024, con l’inizio dell’autunno? Quali piccole sorprese hai incontrato in questi tre mesi appena trascorsi? Le cose più belle, dopotutto, sono spesso quelle inaspettate, vero? Voglio allora parlarti di 10 cose che mi ha regalato l’estate 2024, della mia eredità estiva, così magari ti verranno in mente quei momenti e quelle situazioni che ti hanno gratificato e riempito di gioia. E magari mi racconterai qualcosa nei commenti.

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