Domeniche d’azzurro in città. Che poi, per fortuna, non è una città qualunque, è Roma, dove comunque sembra di stare al mare. Qui turisti con i cappelli di paglia, ragazze con il top, bambini con il broncio, coppie, trans, bus scoperti, grattachecche e bangladini che ti vendono grapppoli d’uva, patatine e bottigliette d’acqua ti danno l’impressione della perenne vacanza, del relax a tanto all’etto, anche se tutt’intorno l’afa si sente e come!
Ti affascina la capacità delle città di trasformarsi, di resistere al tempo e di risorgere ancora più splendide? Roma, la città eterna, è un esempio vivente di questa incredibile metamorfosi. Scopriamo insieme come Roma naviga tra le acque dell’antico e del moderno, tra le sfide e le opportunità, in un viaggio senza tempo.
Sogno di tornare a vivere nella magia di Roma, come ho scritto nel mio precedente articolo. Nella capitale ci ho vissuto già per anni e ci torno spesso, quando riesco. Ma voglio anche continuare a immergermi nel fascino del Salento, dove pure ho dei progetti da coltivare. Come è possibile tutto ciò? Devo diventare forse bilocale come certi santi? Questo non so ancora farlo, il paranormale è fuori dalle mie possibilità. Invece potrei diventare un nomade urbano, una sorta di pendolare.
“Roma nun fa’ la stupida stasera / Damme ‘na mano a faje di’ de si’ / Sceji tutte le stelle piu’ brillarelle / Che puoi e un friccico de luna / Tutta pe’ noi” canticchiava di tanto in tanto mia madre quando ero piccolo. Credo che il mio primo amore per Roma sia nato con le parole e la melodia di Rugantino, commedia ambientata nella Roma del 1948. Quel film fu proiettato per la prima volta nel 1973, quando i miei erano appena sposati e mancava un anno alla mia nascita. Quella città era ed è un mito che vibrava nelle canzoni di Lando Fiorini, Claudio Villa, Gabriella Ferri, Nino Manfredi e poi Antonello Venditti, Franco Califano, Luca Barbarossa…
Jeff Bezos è stato di recente in luna di miele a Roma con la sua nuova moglie Lauren Sanchez. Si è trattato però di un soggiorno dedicato anche a nuovi progetti. Infatti ha visitato il Colosseo con il preciso intento di dare il via a dei restauri che consentirebbero di ospitare in questa location degli eventi high tech. Appresa ieri la notizia in modalità flash ho chiesto a Dall-e di immaginare “una foto di uno show high tech nel Colosseo di Roma” che è quella che ho postato qui sopra. Siamo di fronte ad una delle grandi possibilità per Roma di mettere in cantiere il suo futuro. La giunta del sindaco Gualtieri ha da tempo dato incarico diretto all’architetto Stefano Boeri di costruire un grande piano di rigenerazione urbana: il Laboratorio Roma050 – il Futuro della Metropoli Mondo. Inoltre la città si prepara al Giubileo del 2025 e all’Expo del 2030, data per la quale dovrebbe anche essere recuperata e completata con una nuova funzione la Vela di Calatrava.
La Roma di oggi è una stratificazione di tante epoche, città, momenti storici, segni lasciati da tante vicende ed è tuttora un fluire e un mescolarsi di quartieri, di mondi a sé stanti persino, di cittadini e turisti a volte superficiali e dannosi e altre volte alla ricerca di un senso di appartenenza o di vicinanza ad una civiltà, come quella romana, che un tempo ha regalato bellezza, arte, cultura, civilizzazione, un certo modo di essere al mondo all’insegna di grandi ispirazioni ed idee. Certo, tutto questo è più facile vederlo andando al Colosseo, ai Fori Imperiali, al Pantheon. Mentre se ne perde la cognizione in non-luoghi come il piazzale della stazione Termini e i suoi dintorni, per esempio.
Chi ha fondato Roma? Romolo che, secondo la leggenda, tracciò il primo confine della città. Il fratello gemello Remo lo scavalcò e fu quindi ammazzato. Quella che dunque diventerà la caput mundi ha il suo mito fondativo sul fratricidio. Nessuno può osare di andare oltre il solco tracciato perché sarà giustiziato, fosse anche un consanguineo. Sembra così che il primato del diritto sia al sicuro. Roma nascerebbe dunque dal suo confine: è cittadino chi ci sta dentro; è escluso chi sta fuori. Ne argomenta Paolo Rumiz in Appia in una sua discussione con Aglaia McClintock. E tale citazione ci serve per introdurre una domanda: perché andiamo alla ricerca dei fondatori delle città?
Guide, liste e consigli per fare esperienze meravigliose a Roma in rete se ne trovano a bizzeffe. Basta fare una ricerca e ci si accorgerà di miriadi di siti che ne parlano con le più disparate indicazioni ad ogni livello: luoghi, orari, prenotazioni, ecc. In questa città si può fare davvero di tutto e le idee non mancano. Anzi più passa il tempo e più possibilità sorgono. Io frequento Roma dal 1993, ci ho vissuto per degli anni e ci torno spesso. Eppure non ho ancora esaurito i posti da visitare e alcune attività che cerco di organizzare ogni volta che ci vado. Ho quindi selezionato alcune experience che vanno un po’ oltre il solito turismo mordi e fuggi, un po’ troppo da cartolina e superficiale. Si tratta, invece, di momenti da vivere un po’ fuori dai soliti giri o in modo diverso da quel che fa la massa per riscoprire lati, prospettive, punti di vista non solo insoliti ma significativi. Ma cominciamo subito, ecco la mia personale lista.
Un ritrattista di strada di spalle, con cappello di paglia, mentre disegna a matita il volto di una donna seduta davanti a lui; a sinistra un altro ritratto appeso, sullo sfondo le luci di una giostra. Foto di Green Liu su Unsplash
Quante volte hai rinunciato a un posto che ami perché era pieno di gente?
Tienila da parte, la risposta. In una delle sette webcam di Roma che ti passo qui sotto c’è una piazza dove un uomo ha lavorato quarant’anni, e ogni volta che si sedeva qualcuno davanti a lui ci voleva mezz’ora. Non ti dico ancora chi è, né quale piazza. Ci arrivi leggendo, e quando ci arrivi capisci perché queste finestre io non le apro per nostalgia.
È agosto, e Roma adesso è nella sua versione più onesta dell’anno. I romani sono via, le serrande dei negozi di quartiere restano giù fino a settembre, e in centro rimane soltanto chi ci deve stare per forza: chi lavora e chi visita, senza niente in mezzo a fare da cuscinetto. Sono le domeniche d’azzurro in cui te la cavi con i nasoni, le granite e i negozi che sparano aria condizionata: e sono anche le giornate in cui questa città si lascia guardare meglio, perché il posto giusto lo trovi all’ora in cui non conviene a nessuno.
Tutte le strade portano a Roma titolava l’11 agosto 2021 Il Messaggero un articolo su una serie di grandi eventi sportivi nella capitale. Dopo la mancata candidatura ad ospitare le Olimpiadi c’è un rinnovato fermento in questo campo. E nella foto che accompagna il testo si vede il Colosseo. Tutte ‘e strade pòrteno a Roma, come si dice in romanesco, allora. In latino suona così: Omnes viae Romam ducunt. Un detto che si riferisce a tutte le vie consolari all’epoca dell’antica Roma. Una rete viaria che in parte è ancora quella attuale e che ha fatto sì che Roma sia sempre, in qualche modo, vicina. Così vicina anche per me che ho deciso di tornarci a vivere e in questo articolo spiego perché.