Il punto zero del Caso Orlandi

Che cosa è successo a Emanuela subito dopo che è stata vista per l’ultima volta?

Forse la verità non è nascosta nelle telefonate misteriose né nelle piste internazionali né nella lunga ombra dei depistaggi. Forse tutto comincia in un pomeriggio di giugno, quando una ragazza esce da scuola, parla di un piccolo lavoro e poi sparisce senza lasciare una scena di pericolo. È lì che bisogna tornare, a quelle prime ore che nessuno ha guardato con la cura che meritano.

Questo è il senso delle nuove indagini della procura che torna a indagare su una figura centrale, il cosiddetto “uomo Avon”, secondo l’identikit della persona che sarebbe stata vista parlare con Emanuela. Ho già affrontato una serie di narrazioni sul caso. E poi ho avuto uno scambio di commenti con Pino Nicotri, il giornalista che più di tutti ha capito che non si è trattato di rapimento, di recente ascoltato anche dalla commissione bicamerale che lavora sul caso. E qui voglio allora tornare al punto zero di questa storia, una volta sgomberato il campo da tanti, eccessivi depistaggi.

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Il montaggio delle attrazioni nel Caso Orlandi

E se nel caso Orlandi, per quarant’anni, avessimo guardato il film sbagliato? È una domanda secca e inevitabile. E diventa ancora più scomoda quando si mettono a confronto due mondi: il thriller costruito dagli adulti e un semplice appunto scritto da una ragazza di quindici anni. “Il Montaggio delle Attrazioni” è il nome di un cineforum sulla Cassia che Emanuela Orlandi aveva annotato prima di sparire.

Nel mio articolo precedente ho raccontato come cinema, televisione e media abbiano progressivamente trasformato la sua storia in un racconto spettacolare. Questo nuovo pezzo ne è lo sviluppo naturale: un ritorno a ciò che Emanuela era davvero, fuori dal grande film che è stato montato attorno a lei.

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Hollywood in Vaticano: cosa cercano De Niro e Al Pacino

Che ci fa Robert De Niro davanti al Papa?

Ieri, 7 novembre 2025, l’attore è stato ricevuto da Leone XIV in Vaticano. Foto ufficiali, un rosario come dono. Quattro mesi prima, il 16 giugno, era toccato ad Al Pacino.

Due attori e un Papa americani. Tre incontri che sollevano una domanda semplice: perché?

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Roma ritrovata tra potere, pace e visione

Ti sei accorto che Roma è cambiata? Non nei monumenti, ma nel modo in cui il mondo la guarda. In pochi giorni, ha ospitato funerali simbolici, intronizzazioni, incontri segreti e processioni pubbliche. Il potere globale è tornato qui, in silenzio, ma con intenzione. Questo articolo racconta sette segni precisi di una trasformazione in atto. Ti invito a leggerli tutti: perché se Roma si risveglia davvero, allora qualcosa – nel potere, nella pace, nella visione – si sta già muovendo.

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