«Il teatro è cultura» ho sentito affermare dal sindaco della mia città ieri sera. Una frase, questa, che in genere viene declinata a seconda del contesto. Infatti possiamo dire che il cibo è cultura, che la moda è cultura ecc. Quindi guardiamo alla cultura come a un oggetto poliedrico, che ha tante facce. Ma di per sé che cos’è la cultura, che rapporto ha con le arti della scena e con le politiche amministrative? Mi chiedevo questo mentre il sindaco parlava anche perché ha anche aggiunto: «il teatro non deve esserci solo d’estate ma tutto l’anno». Allora forse vale la pena capire meglio il senso dell’affermazione che vorrei approfondire anche sulla scorta di una serie di articoli nei quali sto delineando il rapporto fra quest’arte e quella più recente del cinema con le piccole comunità.
Uno sgabello di legno vuoto sotto una luce calda, con la sua ombra allungata sul pavimento. Foto di Ning Shi su Unsplash
Quanti anni fa hai smesso di dire che prima o poi ci saresti salito, su un palco?
C’è un posto che non ti chiede l’età giusta, il tempo pieno, la scuola che ti prende. Si chiama laboratorio teatrale, non è una scuola, e funziona proprio dove le scuole si fermano. Tra poco ti dico perché. Prima ti tolgo un’idea: che per imparare serva un programma con scritto in anticipo dove vai a finire.
Lo scrivo a fine agosto, quando escono i cartelloni della stagione e uno decide dove mettere l’inverno che arriva: dentro un corso, o dentro un laboratorio. Sembrano la stessa cosa. Non lo sono.
Che voce ti viene, se devi farti sentire da uno affacciato al secondo piano?
Quella sera il mestiere non me l’ha insegnato un maestro. Me l’ha insegnato una coperta stesa ad asciugare. Ci arrivo, ma prima ti devo dire dove stavo io e dove stavano loro.
DALL· E 30/01/2024 10:33 – Un’illustrazione visivamente semplice e astratta che simboleggia il rapporto tra un committente e un artista nel contesto del teatro contemporaneo.
Spesso le storie sono commissionate a romanzieri, sceneggiatori e drammaturghi e poi realizzate e distribuite. Così come accade per l’architettura, per la pittura e altre arti anche nello storytelling c’è un committente e un artista incaricato. Di esempi ce ne sono tanti. Vediamo di farne qualcuno qui di seguito e di spiegare un po’ i rapporti che si instaurano tra committenti, produttori e artisti.
Certe volte le storie si presentano come dei buchi più o meno profondi che fanno venire le vertigini. Tu ci passi vicino e hai come la sensazione di trovarti nei pressi di un buco nero o, meglio, immagini questo, dato che nessuno ha avuto questa esperienza, se non nella fantascienza, nell’immaginazione. E se accetti di attraversarli la tua vita cambia e anche di molto. Per questo e altri motivi ho deciso di parlare di un mio racconto inedito finora che spero presto di mettere in scena.
DALL· E 25-01-2025 08:25 – Creare un’immagine semplice ma evocativa che incarni il senso di comunità in un ambiente teatrale, nello specifico situato nella regione Salento.
Il teatro è prima di tutto comunità e parla alla comunità. Un gruppo è una micro-società. Ciò accade fin dal Cinquecento quando davanti al notaio appaiono i primi membri delle compagnia della Commedia dell’Arte. Finiva il bando medievale della Chiesa contro gli attori e gli spettacoli teatrali. Terminava il teatro giullaresco dei singoli e s’inaugurava una nuova stagione con le compagnie italiane che girarono il mondo allora conosciuto e che vennero apprezzate soprattutto in terra di Francia. Da allora quelle formazioni ricreavano al loro interno dinamiche sociali che di fatto furono un laboratorio del tipo di strutture sociali che poi sarebbero venute. E per questo vennero osteggiate dalle istituzioni rinascimentali ma anche dei seicento. Soprattutto per la loro promiscuità. Non è un mistero se i primi teorici del socialismo si ispirarono ad esse.
il suo stesso nome che ha stratificazioni e cambiamenti che ne raccontano vicende e fatti;
la sua sempre più chiara vocazione allo spettacolo, in molte forme, tra cui il cinema.
Sto parlando della cittadina in cui vivo, in provincia di Brindisi, che con i suoi colli derivati da dune preistoriche si erge sulla piana del Salento. Ma parlo anche dei suoi abitanti, gli oritani, che qualche volta si accorgono del loro immenso patrimonio e danno vita a rievocazioni storiche, fondano gruppi di sbandieratori, mettono in piedi associazioni che coniugano turismo, gastronomia, storia, archeologia e altro ancora. Le possibilità con il passare del tempo aumentano.
Una di queste alla quale sono interessato riguarda il racconto della città e del suo patrimonio attraverso il teatro. In parte ho già affrontato un po’ in generale l’argomento in due articoli. Nel primo ho posto la questione di come possiamo narrare il medioevo oggi. Nel secondo ho elencato luoghi, emozioni ed opportunità a cavallo fra teatro e turismo. Ho anche dedicato un articolo a come rappresentare pezzi di teatro in un paese come questo. Ora voglio indicare dieci possibilità per spettacoli teatrali, incursioni, animazioni specifiche in e per Oria e i suoi visitatori.
DALL· E 16-01-2024 09.28 – Un’immagine semplice ma accattivante per un articolo sulla fusione tra teatro e turismo.
Teatro e Turismo, un connubio tra due industrie che godono di buona salute un po’ in tutto il mondo e che promettono possibili ed inediti sviluppi. Ciò avviene in virtù delle caratteristiche della vita sociale degli esseri umani negli ultimi decenni: la fine o quasi della civiltà del lavoro e l’aumento del tempo libero determinano sempre più richieste di intrattenimento. Queste ultime in centri di consolidata tradizione teatrale sono soddisfatti dai cartelloni. A Broadway, a Londra, a Roma un turista è attratto anche dagli spettacoli teatrali e programma il suo viaggio anche in funzione di essi. D’altronde spesso certi copioni sono legati a eterminati luoghi, come accade, per esempio, nei miei lavori.
DALL· E 15-01-2024 11.10 – Un’immagine artistica e accattivante per illustrare un articolo sull’importanza del teatro nei piccoli centri.
Il teatro è un ottimo modo per rappresentare un piccolo paese e il suo popolo nel mondo. Racconta il tuo villaggio e racconterai l’universo diceva Dostoevskij. Si tratta di una delle forme d’arte più antica e come tale il potere delle sue storie, delle sue evocazioni è molto potente e attraverso le emozioni che comunica arriva in modo diretto al cuore delle persone, di qualsiasi nazionalità siano. Perciò una comunità che comunica se stessa in questo modo fa una delle operazioni più efficaci e di successo che possano esserci. Ci sono almeno sette motivi fondamentali da parte degli spettatori per vedere uno spettacolo teatrale.
DALL· E 14-01-2024 10.02 – Un’immagine fantasiosa e di grande impatto visivo che cattura l’essenza del teatro innovativo e alternativo.
Il teatro per sua natura cerca sempre nuovi linguaggi, nuove possibilità e trame. Si adatta a tanti contesti e interpreta le situazioni più disparate. È una sorta di camaleonte che se da un lato si mimetizza dall’altro è pronto a portare a segno i suoi “colpi”. Giammai il teatro è un luogo, un edificio, un’istituzione ammuffiti. Il miglior teatro del mondo a cielo aperto 24 ore su 24, ad esempio, è Napoli che ha tutto per essere una perenne messinscena. Ma di questo parlerò un’altra volta. Qui, invece, voglio promuovere diecispettacoli teatrali alternativi e di successo.