Ci vai mai a teatro? Che cos’è uno spettacolo teatrale per te? Per quali motivi vederne uno?
Uno spettacolo di qualità è uno degli eventi culturali e sociali più importanti per una comunità, grande o piccola che sia. Come tale, merita di essere rilanciato e valorizzato. Ci sono molte ragioni per cui vedere spettacoli teatrali. Io qui voglio darti sette buoni motivi per vedere uno spettacolo teatrale.
Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Teatro. È un giorno per celebrare tutte le forme di teatro, in cui attori, registi, drammaturghi e tutti coloro che lavorano in teatro si riuniscono, nei luoghi fisici ma anche online, e condividono il loro lavoro. È un momento per ricordare l’arte del teatro e tutto ciò che ha da offrire. Il teatro è un potente strumento per la narrazione e l’espressione di sé e può essere utilizzato per promuovere il cambiamento sociale e i diritti umani. Può anche aiutare a riunire le persone e creare un senso di comunità.
L’articolo che Il Nuovo Quotidiano di Puglia del 3 Agosto 2021 dedica al recupero del ciclo universitario al Centro Teatro Ateneo di Roma da parte di Eduardo De Filippo e Carmelo Bene.
Agli inizi degli anni ’80 Eduardo De Filippo e Carmelo Bene tennero delle lezioni di teatro al Centro Teatro Ateneo dell’Università di Roma La Sapienza invitati dal prof. Ferruccio Marotti. Esse sono ormai passate alla storia del teatro e il Festival del Cinema Ritrovato di Bologna del 2021 ne ha riproposto un primo video dopo che furono digitalizzate in alta definizione tra il 2010 e il 2013 dal Laboratorio audiovisivo dello spettacolo. Ne ha parlato Il Nuovo Quotidiano di Puglia il 3 Agosto del 2021 nella pagina dedicata a Cultura & Spettacoli con un articolo di Diego Del Pozzo. Io arrivai a frequentare quel centro nel 1993 e parte di quelle lezioni le vidi grazie al materiale messo a disposizione degli studenti e che oggi, grazie a Dio, si può trovare su Youtube. Quei due lasciarono un’impronta che si respirava nell’aria. Per tutto quell’anno frequentai un corso sullo Zanni, il progenitore delle maschere della commedia dell’arte, tenuto dal direttore dell’Accademia Nico Pepe di Udine, Claudio De Maglio.
Chi sono i tuoi comici preferiti? E se fai l’artista a chi ti ispiri, da chi cerchi di imparare? In questo articolo, ti porterò in un viaggio tra le mie muse ispiratrici nell’arte della risata. Nell’arte di far ridere, il mondo è un vasto palcoscenico con attori eccezionali. Come una star del cinema che cerca il ruolo perfetto, ho cercato ispirazione da comici leggendari che hanno plasmato la mia visione dell’umorismo.
C’è stata una sera, qualche anno fa, in cui io, Paolo Carone ed Elio Angelini abbiamo montato un palco in una piazza del Sud, davanti a una fila di sedie di plastica che non sapevamo se qualcuno avrebbe occupato. Eravamo tre artisti con le tasche vuote e un progetto più grande di noi: Paolo con la sua musica, Elio con la sua comicità, io con il mestiere dell’attore. Ci siamo detti che era una follia, ci siamo abbracciati, e poi ci siamo buttati. Lo chiamavamo, ridendo per non tremare, «il triplo salto mortale». Non ricordo quasi nulla delle battute di quella sera. Ricordo bene, invece, la sensazione precisa di essere sospeso su un vuoto, un attimo prima che le luci si accendessero.
Ho pensato a lungo che quella sensazione fosse un difetto della nostra povertà: se avessimo avuto un teatro vero, un cachet, un pubblico garantito, il vuoto sarebbe sparito. Mi sbagliavo. Il vuoto non è il segno che manca qualcosa. È il mestiere stesso.
Una vecchia sedia davanti a un portone in via Torre Santa Susanna, alla periferia di Oria (Br).
Anche in una via tra più note e trafficate di Oria, l’intrigo e il mistero possono trovarsi dietro ogni angolo. Oggi, ti invito a esplorare questa strada che nasconde un segreto intrigante. Scopri come un luogo comune può rivelare lati nascosti e storie sorprendenti.
Hai mai pensato al calcio come a uno spettacolo teatrale? Il calcio è uno spettacolo globale, e uno degli aspetti più affascinanti di questo sport è la teatralità dei giocatori. Ogni partita è una rappresentazione unica in cui i calciatori si trasformano in attori e il campo da calcio diventa un palcoscenico globale. In questo articolo, esploreremo la teatralità nel calcio, dai gesti esuberanti dei calciatori alle coreografie mozzafiato dei tifosi.
Ti è mai capitato che il teatro bussasse alla tua porta?
A me è capitato di stare dall’altra parte di quella porta: quello che bussava ero io. È un ricordo che non riesco a incasellare tra i “lavori” e nemmeno tra le “esperienze”. Ho recitato per qualcuno sulla soglia di casa sua: non in un teatro, non in una piazza, ma sul suo zerbino, lui appoggiato allo stipite e io a mezzo metro, senza quarta parete e senza la comoda scusa del palco che ti separa e ti protegge.
Era la primavera del 2021. La pandemia di Covid-19 andava avanti da un anno: i teatri erano stati tra i primi locali a chiudere e sarebbero stati tra gli ultimi a riaprire, e riunirsi restava vietato per non alimentare il contagio. Davanti a quel divieto, una parte del teatro non si è seduta ad aspettare. Ha fatto la cosa più semplice e più eversiva che ci fosse: è andata a bussare.