In che modo ChatGPT può aiutare attori e scrittori?

Immagine generata dall’app Text To Image in Canva con l’input “Conversazione con un’intelligenza artificiale”.

È da un bel po’ che per il mio lavoro utilizzo varie intelligenze artificiali per vari aspetti. Da qualche giorno, poi, sto conversando con ChatGPT il chatbot di OpenAI che ho già intervistato per parlare un po’ del suo utilizzo. In questa occasione voglio invece presentare qui una conversazione che ho avuto con lui sulla sua utilità per attori e scrittori e per dare l’idea del modo in cui io ci sto interagendo, cosa che, sono sicuro, staranno facendo in tanti in queste ore.

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L’afasia degli artisti

Di recente Bruce Willis ha dovuto ritirarsi dalle scene perché colpito da afasia. Anche le star del cinema e della televisione vengono colpiti da problemi al cervello, spesso dopo un ictus. Alla fine di settembre di quest’anno ci ha lasciato il comico Bruno Arena, del duo comico I Fichi d’India, che nel 2013 era stato colpito da un aneurisma. In quello stesso anno toccò anche all’attore Tim Curry. A luglio del 2022 anche Pippo Franco è stato colpito da un attacco ischemico. Altre star del cinema con la stessa sorte sono state Alain Delon e Sharon Stone.

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Quella volta che fui sequestrato dalle Brigate X

Mi sequestrarono e mi rapirono per diversi giorni. Avvenne il 14 Febbraio 2018. E pubblicarono la foto del mio rapimento con il giornale in mano, come facevano negli anni ’70 i sequestratori. Mi fecero tante domande alle quali risposi. Si firmarono come Brigate X e non ho mai capito chi fossero e perché mai volessero parlare proprio con me. Io cercai di parlare in franchezza con loro e di fare in modo che svelassero le ragioni del loro gesto ma ben poco trapelò.

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Il bambino re e la pubblicità

Domani porta un tuo disegno a scuola, riceverai un fantastico regalo! Strappai dalle mani del tizio il volantino all’uscita di scuola e prima ancora di fare i compiti mi misi a disegnare un bel re. Un re con la corona in testa, la spada, il mantello rosso e il castello sullo sfondo. Un re che cavalcava un bel cavallo bianco e che aveva la barba. Tutto bello colorato e che mi ricordava le figure del corteo con tanto di tamburi e bandiere del paese che mio padre filmava con la sua cinepresa in super 8. E che regnasse dall’alto del colle sopra la scuola dove vivevo. E che con la sua spada infilzasse ladri, assassini e criminali.

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La noia degli artisti

Immagine generata con ChatGPT.
Prompt: Fotografia realistica orizzontale, scena urbana in un bar o su una strada cittadina…

A volte ti trovi davanti a un monitor come uno scrittore davanti a un foglio bianco quando sa che deve scrivere ma non ancora cosa. Perché poi il blocco dello scrittore è un cliché, in realtà quello scrive sempre lo stesso. Però può capitare per qualche istante che non sappia cosa raccontare in quel momento, da dove cominciare. Hai tante cose da dire ma non sai quale di queste far fluire. È come se tutte le idee volessero uscire tutte insieme e la porta s’intasa. Come un motore che s’ingolfa. L’eccesso di un momento ferma le cose. E allora ci sono dei momenti di silenzio. E in quei momenti, magari, torni al pensiero. Solo che i coach di oggi e i sapienti d’Oriente ti dicono di evitare di pensare. Tale è la disciplina che la mente in armonia con l’universo si allontana dai pensieri, che il più delle volte sono di separazione.

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Il grammelot di Dario Fo

Giocoliere di strada urla a bocca spalancata con una clava in mano, il grammelot di Dario Fo in mezzo alla piazza
Un artista di strada urla a bocca spalancata tenendo una clava da giocoliere, con la folla sfocata alle spalle. Foto di atelierbyvineeth su Unsplash

Ti è mai capitato di dover tacere una cosa che avresti voluto gridare?

Stamattina ho ritrovato un mio vecchio audio. L’avevo registrato nel grammelot di Dario Fo, una lingua che non esiste. Si afferra appena qualche parola, eppure chi lo ascolta ride, annuisce, a tratti si indigna. Tra poco ci arrivo, a quell’audio. Prima devo spiegarti perché, quel giorno, non potevo permettermi di parlare in italiano.

C’era un tema, in quei mesi, su cui tutti avevano già deciso da che parte stare. Bastava aprire bocca per finire in una delle due tifoserie, e chi provava a dire qualcosa di diverso rischiava, se non i pomodori in faccia, almeno di essere frainteso a vita. Così ho fatto quello che facevano i teatranti secoli prima di me: ho smesso di usare le parole vere e ho parlato in grammelot.

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Tre temi per un’intervista su scena e territorio

Foto di Dmitry Demidov

Quando alla radio si parla di un certo tema le voci che se ne occupano compiono già un’azione fisica importante. I suoni che vengono amplificati dai microfoni e diffusi con antenne o con tecnologie via web si diffondono nel territorio e sono già esse stesse intervento. Il potere della parola davvero può evocare e creare, quasi come facevano gli antichi saggi ebrei con il Golem, una delle storie pugliesi che prima o poi mi piacerebbe raccontare. Domani, 21 luglio 2022, gli amici di Idea Radio mi chiameranno alle 10 e 40 per un’intervista. Per aiutare il loro compito e facilitare anche gli ascoltatori indico qui di seguito tre buoni motivi per seguire in diretta questo evento radiofonico: i tre temi che magari faranno da filo conduttore e che sono i tre pilastri di una serie di miei articoli qui nel blog.

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Per avere una carriera di successo devi smettere di pensare

Foto di Budgeron Bach da Pexels
@giuseppevitaleattore Per avere successo devi smettere di pensare. #arte #carriera #successo #successopersonale #opinoni #talenti #giovani #allievi ♬ suono originale – giuseppevitale.eu

Hai mai desiderato di diventare un attore o un artista? Ti chiedi mai come scrivere contenuti che catturano l’attenzione? Molti giovani, spesso neolaureati, mi contattano con queste ambizioni. Questa è la tua occasione per brillare!

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La bucket list delle 101 cose da fare nella vita

Foto di Suzy Hazelwood da Pexels

Quanti giorni ti restano da vivere? Chi ti assicura che non muori fra qualche anno o mese o giorno o fra cinque minuti? Scongiuri a parte, questo mi chiese una volta il coach americano di recitazione Bernard Hiller in un suo workshop. E ieri, primo Aprile 2022, mi è capitata una esperienza analoga. Al Wake Up Call di Alfio Bardolla, Giacomo Bruno, che lo ha aperto, ci ha fatto strappare da un metro gli anni vissuti finora. Poi ci ha fatto togliere gli anni fra gli 82 (età media ottimistica) e i 100 (ai quali pochi arrivano). Poi ci ha fatto togliere un certo numero di anni che passiamo dormendo. Risultato: a 48 anni non è che mi rimanga molto tempo…

L’esercizio del metro non h alcun valore di previsione, non è detto che morirò a 67 anni, può darsi che io lasci il mondo prima o dopo ma serve a far capire quanti anni effettivi di lucidità e di energia restano per far davvero quel che conta.

Mi sono detto, cazzo, questo è il momento di vivere. O ora o mai più! E questo lo so bene dal momento che ho visto morire mia madre e mio padre prima che diventassero anziani e mio fratello Mimmo nel 1997 quando aveva ancora venti anni! Poi più tardi ci è stato chiesto di scrivere la nostra bucket list, cioè la lista delle 101 cose da fare prima di morire. Del resto c’è proprio una specifica tecnica dei 101 desideri che Igor Sibaldi spiega bene. Allora ecco ciò che voglio realizzare io. Da questo momento in poi vivo solo per realizzare queste cose. Non ho più tempo per le stronzate! Spero di spuntare ad una ad una tutte le voci. Ci lavoro su ognuna ma senza assilli. Come insegna il mio mentore spirituale Deepak Chopra, ai dettagli ci pensa l’universo. Le intenzioni sono come i semi che si affidano alla buona terra.

Man mano che realizzerò questi desideri tornerò qui per aggiornarli barrandoli.

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Il mecenate involontario

Foto di Victoria Borodinova da Pexels.

Chi paga perché la bellezza continui a esistere?

Per gran parte della mia vita ho dato per scontata la risposta: qualcun altro. Da bambino credevo che gli artisti li scegliesse qualcuno al posto mio. C’era un signore, da qualche parte, che decideva quali film di Bud Spencer sarebbero andati in onda il pomeriggio e a che ora sarebbero cominciati i cartoni. Io potevo solo presentarmi puntuale davanti al televisore, come a un appuntamento fissato da altri. L’idolo era lassù, io ero quaggìù, e in mezzo una lunga catena di persone che non avrei mai conosciuto: reti, palinsesti, distributori, uffici. Amavo senza poter dire grazie. Guardavo senza dare nulla in cambio, se non la mia presenza silenziosa a orario stabilito.

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