Il grammelot di Dario Fo

Giocoliere di strada urla a bocca spalancata con una clava in mano, il grammelot di Dario Fo in mezzo alla piazza
Un artista di strada urla a bocca spalancata tenendo una clava da giocoliere, con la folla sfocata alle spalle. Foto di atelierbyvineeth su Unsplash

Ti è mai capitato di dover tacere una cosa che avresti voluto gridare?

Stamattina ho ritrovato un mio vecchio audio. L’avevo registrato nel grammelot di Dario Fo, una lingua che non esiste. Si afferra appena qualche parola, eppure chi lo ascolta ride, annuisce, a tratti si indigna. Tra poco ci arrivo, a quell’audio. Prima devo spiegarti perché, quel giorno, non potevo permettermi di parlare in italiano.

C’era un tema, in quei mesi, su cui tutti avevano già deciso da che parte stare. Bastava aprire bocca per finire in una delle due tifoserie, e chi provava a dire qualcosa di diverso rischiava, se non i pomodori in faccia, almeno di essere frainteso a vita. Così ho fatto quello che facevano i teatranti secoli prima di me: ho smesso di usare le parole vere e ho parlato in grammelot.

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