Come affrontare la paura di andare in scena

Immagine generata con DALL·E / ChatGPT. Prompt: attore solo sul palco, in dialogo con la propria ombra come simbolo della paura di andare in scena.

Hai mai sentito il cuore battere forte prima di calcare il palco o di fronte alla macchina da presa? Sei in buona compagnia. In questo viaggio attraverso i 40 principali problemi degli attori principianti, abbiamo esplorato la formazione, i casting, e come bilanciare la vita privata con la carriera artistica. Ora ci occupiamo di come affrontare la paura di andare in scena. Dal teatro al cinema, scopriremo come grandi nomi abbiano domato questo mostro, offrendoti strategie per trasformare la tua paura in una performance indimenticabile.

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Come prepararsi per un casting

Foto di cottonbro studio.

Come ti prepari per un casting, che sia su parte o con un pezzo tuo? Come lo affronti? Che cosa fai per fare una buona impressione ai provini? Oggi, nel nostro viaggio di 40 tappe attraverso le sfide e le soluzioni per gli attori emergenti, affrontiamo un capitolo cruciale: come dare vita a un personaggio attraverso dieci passaggi fondamentali. Questo articolo non è solo un altro tassello del mosaico, ma una chiave di volta che ti insegnerà a trasformare le parole scritte in emozioni palpabili e azioni memorabili.

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Come scegliere la scuola di recitazione più giusta

Foto di cottonbro studio.

Quale scuola di recitazione è la più giusta, da frequentare? Questo è il terzo dei 40 problemi di un aspirante attore o di un principiante che voglio trattare con questo articolo. In parte a questa domanda per la verità ho già risposto raccontando un po’ dove studiare recitazione. Qui però voglio entrare nel merito della selezione della scuola più adatta al tuo caso. Quindi parliamo senza indugio di come scegliere la scuola di recitazione più giusta.

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Reinventare se stessi e la propria vita facendo l’attore

Hai mai pensato che fare l’attore potrebbe essere la chiave per reinventare la tua vita? Sai quanto l’arte della scena può influire sulla tua vita professionale e personale in modo positivo? Sei curioso di scoprire come la recitazione può essere un’opzione lavorativa anche dopo i 40 o 50 anni? In questo articolo esploreremo il potere della carriera artistica e come essa può aiutarti a reinventare la tua vita.

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L’attore è un mezzo artista

L’attore è un mezzo artista, perché da una parte è un demiurgo che plasma la materia della scena e dall’altra è lui stesso materia che viene plasmata dal regista. Perciò lui propone una o più versioni del personaggio ma è il regista che ha la visione complessiva su di esso e sugli altri personaggi. Quindi l’attore fa metà dell’opera e per l’altra metà è lui il colore che deve lasciarsi stendere sulla tela. Per riuscirci al meglio deve avere grandi doti di flessibilità. I registi, infatti, amano soprattutto quegli attori che sono facili da dirigere, che si lasciano guidare senza frapporre ostacoli o rigidità. L’attore deve stare in un flusso creativo che innesta sul proprio filone le indicazioni che gli vengono dall’esterno.

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Gli attori, i filosofi e il codice dell’universo

Immagine generata da Dall-e 2 con input: “Un’immagine nello stile delle illustrazioni per i libri delle scuole superiori di un attore in scena, con un libro di filosofia aperto accanto a lui”.

«Ma tu che vuo’ fa’, l’attore o er filosofo? Te devi decide Peppino mio perché da mo’ che nun sei più un pischello!». Mi chiamo Giuseppe, sono del 1974 e in effetti non mi sono mai deciso tra queste due figure, fra le quali oscilla tutta la mia esistenza. Spesso mi sono sembrati due poli opposti e inconciliabili. Il senso comune, tra l’altro, non vede di buon occhio un attore che fa er filosofo e un filosofo che prova a fa’ l’attore. L’uno scoccia. L’artro nun è bono!

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Le facce dei film che non scordiamo mai

Volti di spettatori assorti nel buio, illuminati dalla luce di uno schermo: il segno che gli attori italiani al cinema lasciano su chi guarda
Volti di spettatori assorti nel buio, rischiarati dalla luce fredda di uno schermo. Foto di Marcis Berzins su Unsplash

Ti ricordi la faccia di un attore, ma non come finiva il film?

A me succede di continuo con gli attori italiani al cinema. Per anni l’ho preso per un difetto della memoria, un buco da riempire. Poi ho capito che era il contrario: quella faccia rimasta è l’unica cosa che conta, e tutto il resto era impalcatura. Ci arrivo, ma prima lascia che ti porti su una strada bianca di polvere, in mezzo alla guerra.

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Impara l’arte e usala

Ti hanno detto impara l’arte e mettila da parte, vero? E tu ce l’hai lì, chiusa in un cassetto insieme ai sogni che non riesci a buttare, ma neanche a usare. Magari hai più di una passione: recitare, scrivere, insegnare, creare. E allora ti senti un disastro ambulante. Troppe idee, zero direzione.

Se ti riconosci in questa situazione, quello che stai per leggere potrebbe aiutarti a liberarti, a sbloccarti.

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Il migliore attore è quello che non vedi recitare

Attore solo e in ombra su un palcoscenico buio, un fascio di luce alle sue spalle
Un uomo solo su un palcoscenico buio, il fascio di luce cade dietro di lui nel fumo. Foto di Luis Morera su Unsplash

Ti è mai capitato di guardare un film e pensare, per un attimo: questo qui sta recitando?

Quel pensiero è già una condanna. I migliori attori di sempre non si riconoscono da quel pensiero: si riconoscono da quando quel pensiero non ti viene. Tienilo da parte, perché in fondo a questa pagina ti chiedo di rifare il tuo giudizio su un attore con una domanda sola, e non è quella che credi.

Ieri sera si è chiusa la settantanovesima edizione del Locarno Film Festival. Il Pardo per la migliore interpretazione lo consegnano in due copie uguali, senza dividere maschile e femminile: nel concorso internazionale sono andati a Kim Minhee, per «Nowhere to Lay My Eyes», e a Monica Bellucci, per «Ketticè» di Giovanni Tortorici. Nessun primo, nessun secondo. Non hanno incoronato due attrici: hanno indicato due prove.

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10 consigli per scegliere il pezzo giusto da recitare in pubblico

Immagine generata da Dall-e 2 con input “Foto realistica di un attore che recita un pezzo in pubblico”.

Scegliere il pezzo giusto da recitare in pubblico non è mai facile. Un uditorio può essere diverso da un altro e ogni circostanza persino è differente dalle altre. Specie quando non si può conoscere, in anticipo, il tipo di spettatori che si avrà di fronte. A volte può succedere che il proprio brano sia tarato in modo perfetto per taluni ma che non vada bene per altri perché al di sopra o al di sotto delle loro aspettative, della loro preparazione culturale, ecc. Come regolarsi quindi? Ecco allora 10 consigli per scegliere il pezzo giusto da recitare in pubblico.

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