Come non farti fregare dal bisogno

Hai mai chiesto qualcosa a qualcuno facendogli capire che ne avevi bisogno? Fermati. Rileggi la domanda. Non parlo solo di lavoro. Parlo anche di quella persona che ti interessava. Di quel rapporto che volevi tenere vivo. Di quella relazione in cui hai iniziato a spiegare troppo, a giustificarti, a renderti troppo disponibile. Cosa è successo dopo?

Questo articolo non serve a farti coraggio. Serve a mostrarti dove stai perdendo posizione senza accorgertene. Se continui a leggere, non troverai formule magiche. Troverai una regola che vale ovunque: il bisogno va usato dietro le quinte, non portato in scena. E per chi ha poco margine, sul lavoro o nella vita, spesso è l’unico modo per non peggiorare le cose.

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Come vivere d’arte: la via dell’artista antifragile

Si può campare facendo l’artista?

Domanda semplice, brutale. La più antica di tutte. E anche la più urgente, oggi che tutto ti costringe a scegliere: o la sopravvivenza o la vocazione. Per anni mi ci sono aggrappato, come a una corda sfilacciata. Tra un turno di lavoro e un provino, tra un conto da pagare e un sogno da inseguire. Pensavo che l’artista vero dovesse vivere solo d’arte, che accettare un “lavoro normale” fosse un tradimento. Invece era solo ignoranza — economica, psicologica e perfino spirituale.

Ho scritto questo articolo per raccontare che sì, si può campare facendo l’artista. Ma solo se impari a non stare nel mezzo. Non parlo di compromessi o di realismo rassegnato, parlo di una strategia lucida, quasi spietata: il Barbell dell’artista. Una via che ti permette di vivere con stabilità e libertà creativa insieme. Di guadagnare mentre cresci, di non elemosinare più tempo o rispetto.

Voglio mostrarti come si costruisce davvero un artista antifragile: uno che non teme i lavori di mantenimento, che non si piega al disincanto, che trasforma ogni errore, ogni turno, ogni attesa in capitale creativo. Se resti fino alla fine, scoprirai che la risposta non è “sì” o “no”. È molto più interessante: si può campare facendo l’artista, ma solo se impari a usare la realtà come alleata.

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Come reagire ai rifiuti nella tua carriera da attore

Un attore durante un provino riceve un rifiuto dal casting director. Immagine creata da ChatGPT tramite DALL-E.

Hai mai ricevuto un rifiuto che ti ha fatto dubitare del tuo percorso? Nel mondo della recitazione, sentirsi dire “no” è normale, ma può scoraggiare, soprattutto all’inizio. Questo articolo, che fa parte della serie sui 40 problemi di un attore a inizio carriera, ti aiuta a capire come affrontare queste delusioni. I rifiuti non sono la fine del viaggio, ma possono diventare occasioni di crescita e miglioramento. L’obiettivo è mostrarti come ogni battuta d’arresto possa rafforzare la tua determinazione e il tuo impegno verso la carriera artistica.

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Come affrontare i problemi di autostima come attore

Un attore osserva il proprio riflesso con incertezza, circondato dai costumi e dai trucchi della sala trucco. La scena rappresenta il confronto interiore con i problemi di autostima nel mondo della recitazione. Immagine creata da ChatGPT tramite DALL-E.

In una carriera attoriale o artistica più in generale o anche sportiva può arrivare il momento in cui si dubita di se stessi e delle proprie capacità a tal punto di voler mollare. Questo può avvenire all’inizio oppure nel bel mezzo del proprio percorso. Le ragioni possono essere diverse e un po’ le analizzeremo. Ma soprattutto in questo aritcolo, che fa parte dei 40 problemi di un attore ad inizio carriera, cercheremo di capire che il vero problema oltre la mancanza di autostima è la difficoltà a credere che le proprie scelte abbiano un impatto e un significato.

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Affrontare il rifiuto familiare come attore

Un giovane attore affronta il rifiuto della famiglia, che lo critica con la frase «Fare l’attore non è un lavoro!». La scena trasmette la tensione emotiva, mentre l’attore guarda il suo copione, isolato ma determinato.
Immagine creata da ChatGPT tramite DALL-E.

Hai mai sentito i tuoi genitori dire: «Ma quando troverai un lavoro vero?»? Per molti aspiranti attori, questa è una delle frasi più amare da affrontare. Quando la passione per la recitazione è incompresa in famiglia, l’attore emergente si trova a combattere oltre che contro le sfide del mestiere, anche contro la mancanza di sostegno da chi dovrebbe essere il suo primo alleato. Questo articolo, parte della serie dedicata ai 40 problemi di un attore a inizio carriera, esplora la realtà di chi insegue il proprio sogno artistico senza il supporto familiare.

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Come evitare che il decadimento digitale faccia sparire la tua impresa

Creata con l’assistenza di ChatGPT e DALL-E di OpenAI.

Stai affidando il futuro della tua impresa ai social media? Stai scomparendo senza nemmeno accorgertene.

Il 38% delle pagine web create negli ultimi dieci anni è scomparso. Questo fenomeno, noto come decadimento digitale, significa che le tue preziose recensioni, articoli e contenuti potrebbero sparire senza lasciare traccia. Le piccole imprese che si affidano solo ai social media rischiano di perdere visibilità e clienti, rendendo difficile per i nuovi clienti trovarti online. Vuoi che il tuo duro lavoro svanisca nel nulla digitale?

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Strategie degli attori per ricevere feedback utili

Foto di cottonbro studio.

Sei mai rimasto a chiederti, dopo un casting o uno spettacolo, «Ma che ne penseranno davvero di me?». Nel nostro viaggio attraverso i 40 problemi dell’attore principiante, abbiamo esplorato argomenti dal palpitante mondo dei casting alla bilancia tra vita privata e palcoscenico, passando per le acrobazie emotive e i contrattempi burocratici. Ora, caro artista in ascesa, ci addentriamo in un territorio meno esplorato ma cruciale: come gestire la mancanza di feedback costruttivo sulle proprie performance.

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