Immagine creata dal modello DALL-E di ChatGPT, che illustra una gestione efficace delle informazioni.
Hai mai avuto l’impressione di annegare in un mare di informazioni? Sappi che sei in buona compagnia! Nella nostra vita quotidiana, la quantità di dati da gestire può essere davvero schiacciante, sia che si tratti di studio, lavoro o soltanto navigare tra le notizie del giorno. In questo articolo, ti spiegherò come aiuto i miei studenti a trasformare questo tsunami informativo in una piacevole passeggiata al parco. Se anche tu vuoi imparare a cavalcare l’onda senza farti travolgere, visita il mio profilo su Letuelezioni.it e scopri come possiamo farlo insieme. Non lasciare che l’informazione prenda il sopravvento!
L’immagine rappresenta in modo chiaro e minimalista le tre fasi essenziali del processo di scrittura. A sinistra, una piuma d’oca simbolizza la fase dell’immaginazione, evocando l’ispirazione e la creatività che sono il punto di partenza di ogni opera letteraria. Al centro, una penna stilografica moderna rappresenta la fase di scrittura, il momento in cui le idee vengono trasfuse sul foglio, coniugando tradizione e modernità. A destra, un righello illustra la fase della strutturazione, sottolineando l’importanza dell’organizzazione e della precisione nel dare forma al testo. Infine, in basso, una pietra levigata rappresenta la fase di raffinamento, simboleggiando il processo di revisione e perfezionamento che trasforma una bozza iniziale in un’opera completa e rifinita. Insieme, questi elementi offrono una visione completa e intuitiva del percorso della scrittura, dalla prima ispirazione alla realizzazione finale.
Quali sono le basi della scrittura? In cosa consiste il processo fondamentale che sta dietro ogni opera letteraria o anche solo testuale, saggistica? Come funziona di preciso? Queste sono le domande che mi hanno guidato, nel mio ruolo di coach per metodi di studio e materie umanistiche, a indagare i percorsi creativi di Dante, Petrarca e Calvino. In questo articolo, esploreremo insieme il cuore del loro processo creativo: come hanno utilizzato l’immaginazione per ideare i loro mondi, come hanno strutturato queste visioni e come, infine, le hanno trasformate in parole immortali. Un breve percorso attraverso l’arte della scrittura, che spero possa illuminare e ispirare chiunque si affacci a questo mondo.
Provi smarrimento in un mare di workshop e corsi di aggiornamento, senza sapere quale scegliere o da dove iniziare? È uno dei tanti dilemmi degli aspiranti attori come te, di cui sto parlando nel mio blog. In un mare di opzioni, come fai a distinguere le vere opportunità di crescita da quelle che sono solo specchietti per le allodole? Questo articolo è il tuo faro nella nebbia, progettato per guidarti attraverso le insidie e le sfide di trovare la formazione giusta, trasformando ogni ostacolo in un gradino verso il successo.
Sicuro che il tuo problema è che non ti sai organizzare? Che non hai capacità di pianificare la giornata e i compiti da svolgere? E se ti dicessi che sì, d’accordo, avere un buon programma e svolgerlo è importante ma che a monte di tutto questo c’è dell’altro? Insomma, e se il tuo problema fosse diverso da quel che credi? Esiste la soluzione al 90% dei tuoi problemi e ne parliamo in questo articolo.
Troppo spesso crediamo di avere poche possibilità di scelta. A volte manco le vediamo! Invece di fronte a noi ci sono molte più opzioni e possibilità di quel che crediamo. Succede che ci focalizziamo su uno, o al massimo pochi elementi, trascurando il fatto che si potrebbe fare molto di più. Presi dall’ansia facciamo subito una determinata cosa senza accorgerci del resto, di ben altro che è a disposizione.
Immagina di essere seduto in un cinema, immerso nel film che guardi sullo schermo. Quella magia è anche il risultato di formatori artistici esperti che utilizzano strategie di marketing e commerciali per attrarre e coinvolgere i loro allievi che diventano grandi attori. In questo articolo, esploreremo quattro principi chiave che hanno reso celebri formatori artistici come Stella Adler, Lee Strasberg e la scuola di danza Alvin Ailey:
storytelling ed emozione;
personalizzazione e segmentazione;
scarsità ed urgenza;
sfruttare canali di marketing a basso costo.
Accenneremo inoltre all’efficacia di iniziative come il programma “Porta un amico”, il crowdfunding e i flash mob teatrali.
Nel 2023 scrissi che ogni azienda doveva assumere un «AI Prompt Manager». Su quel mestiere avevo torto: oggi non esiste più. Ma in fondo a quell’articolo, senza saperlo, avevo lasciato una riga sopravvissuta a tutto. È l’unica cosa che conta davvero, e te la mostro alla fine.
Ti è mai capitato di firmare qualcosa che non avevi scritto tu?
Ci arrivo. Ma prima lascia che ti porti dentro un articolo che ho pubblicato tre anni fa e che oggi mi fa quasi vergogna. Alla fine capirai perché l’ho tenuto online invece di cancellarlo.
Nel gennaio del 2023 scrissi un pezzo entusiasta su dieci “segreti” di ChatGPT. Lo rileggo oggi come si rilegge una vecchia foto in cui hai un taglio di capelli che non rifaresti: tenero, e datato fino al midollo.
Avevo scoperto un giocattolo nuovo e lo raccontavo da bambino davanti alla vetrina. Ti svelavo che lo strumento aveva dei limiti buffi, che ogni tanto ti diceva troppe richieste in un’ora, che era gratis, che era “ancora agli inizi”. Tutte cose vere per qualche settimana. Poi il mondo ha accelerato, e quei segreti sono diventati quello che sono adesso: rumore.
Ecco la prima cosa che ho imparato. I segreti di uno strumento scadono. Le domande che ti pone, no.
Il giocattolo è cresciuto. E tu?
Da allora la macchina è cambiata di generazione più volte. Scrive meglio, ragiona di più, ricorda, dialoga per ore senza inciampare. Tutto quello che nel 2023 elencavo come sorprendente oggi è banale come il rubinetto che dà acqua calda.
Ma proprio perché lo strumento è diventato bravissimo, la questione interessante si è spostata. Non è più cosa sa fare l’intelligenza artificiale, perché sa fare quasi tutto. È cosa resta a te da fare, quando la macchina può fare la tua parte al posto tuo.
Su questo ho cambiato idea rispetto a tre anni fa. Non da tecnofobo pentito, ma da chi ci lavora ogni giorno, nei coaching e nella scrittura.
Se vuoi vedere da dove partivo, i due articoli del 2022 sono ancora qui: l’intervista a ChatGPT e come può aiutare attori e scrittori. Leggili come istantanee di come la vedevo all’inizio, non come istruzioni per l’oggi. Servono a misurare la distanza.
La studentessa che non capiva il proprio tema
Mi è rimasta impressa una scena. Una ragazza mi porta un tema perfetto, ordinato, ben scritto. Glielo commento e mi accorgo che non lo capisce. Non lo aveva scritto lei: lo aveva fatto scrivere. E il testo, pur corretto, le era estraneo come un abito preso in prestito.
Non l’ho giudicata. Ho riconosciuto una tentazione universale, la mia per prima: delegare la fatica sperando che con la fatica non se ne vada anche il pensiero. Ma il pensiero abita nella fatica. Se lasci fare tutto alla macchina, non ottieni un lavoro fatto: ottieni un lavoro a cui non sei stato.
È qui che il vecchio articolo mostrava tutta la sua ingenuità. Celebravo la comodità. Oggi celebro la comodità e diffido di ciò che mi fa risparmiare proprio lo sforzo che mi teneva vivo.
Ti riconosci in quella studentessa? Scrivimelo nei commenti: l’ultima volta che hai delegato qualcosa e poi non l’hai capita.
Umanoscritto, non ghostwriting
Ne ho scritto altrove, ma lo ripeto perché è il cuore di tutto. Non credo alla scrittura artificiale e non credo più nemmeno alla scrittura solo umana come feticcio. Credo all’umanoscritto: un’opera a doppia matrice, dove tu resti l’autore e la macchina è il torchio, non la mano.
La differenza è semplice e la misuro con una domanda. Alla fine, di quel testo, ci sei tu? Il tuo giudizio, la tua scelta, la tua responsabilità? Oppure hai solo premuto un pulsante e firmato?
Lo strumento non decide questo. Lo decidi tu, ogni volta.
I veri segreti non sono più tecnici
Se proprio devo lasciarti dei segreti, visto che il vecchio titolo prometteva quello, te li do aggiornati. E sono di un altro tipo.
Il primo è che la macchina ti restituisce la qualità delle tue domande. Chi pensa poco, chiede male, e ottiene risposte mediocri di cui si accontenta.
Il secondo è che la scorciatoia più pericolosa è quella che funziona. Un errore evidente lo correggi. Un testo mediocre ma decente lo pubblichi, e a furia di pubblicare cose decenti scritte da nessuno, diventi nessuno.
Il terzo è che l’unica parte non delegabile è quella per cui vali. Il resto affidalo pure. Ma sappi qual è, la tua, prima di regalarla.
Tre anni dopo
Non rinnego l’entusiasmo del 2023: senza quello non sarei arrivato fin qui. Ma l’entusiasmo, da solo, è un ottimo carburante e una pessima bussola.
Oggi lo strumento non ha più segreti per me. Ha una domanda, sempre la stessa, che mi fa ogni volta che apro una pagina bianca e sono tentato di farla riempire da lui: questa cosa vuoi averla scritta, o vuoi solo poterla mostrare?
Ecco perché non ho cancellato quell’articolo del 2023. Mi serve come la foto imbarazzante sul comodino: per ricordarmi da dove vengo, e per non firmare mai più qualcosa che non ho scritto.
Se queste riflessioni ti parlano, ci scrivo dentro ogni settimana nel Taccuino Vitale: iscriviti, è lì che il discorso continua. E se vuoi imparare a usare questi strumenti senza smettere di esserci, nella scrittura, nello studio o sulla scena, puoi prenotare una sessione gratuita con me.
Nel frattempo, dimmi: l’ultima cosa che hai scritto, l’hai scritta o l’hai fatta scrivere?
Ti hanno detto impara l’arte e mettila da parte, vero? E tu ce l’hai lì, chiusa in un cassetto insieme ai sogni che non riesci a buttare, ma neanche a usare. Magari hai più di una passione: recitare, scrivere, insegnare, creare. E allora ti senti un disastro ambulante. Troppe idee, zero direzione.
Se ti riconosci in questa situazione, quello che stai per leggere potrebbe aiutarti a liberarti, a sbloccarti.
Ti sei mai chiesto cosa significhi davvero essere liberi? La libertà non dipende dai risultati che ottieni, ma dall’atteggiamento con cui affronti la vita e dal tuo desiderio di crescere e imparare. In questo articolo esamineremo come alcuni film e un gioco d’improvvisazione teatrale affrontano il tema della ripetizione e cosa possono insegnarci sulla libertà, la responsabilità e la ricerca del significato della vita. Vuoi sapere che cosa ti può insegnare il fenomeno della “maledizione” del vivere la stessa giornata all’infinito e come affrontare le sfide della vita e trovare il tuo posto nel mondo? Allora continua a leggere!