L’ottava finestra di Roma

Monitor acceso su Piazza San Pietro in diretta nella reception di un hotel di Roma, con un orologio a lancette sopra
Il monitor della reception di un hotel di Roma con la diretta di Piazza San Pietro sul canale di Vatican Media: la piazza vuota, la basilica, l’obelisco e il colonnato, e sopra lo schermo un orologio a lancette che segna le sei e mezza. Foto di Giuseppe Vitale

Quando aspetti, dove guardi?

In una reception di Roma ho contato venti secondi. Un uomo con il trolley già in mano, fermo davanti a un monitor dove non stava succedendo niente. Alla fine di questo pezzo ti dico perché quei venti secondi valgono più di un’ora di fila al Colosseo, e perché Piazza San Pietro in diretta è l’unica immagine che il tempo non consuma.

È successo in questi giorni, agosto, all’ora in cui si consegnano le chiavi e si aspetta il taxi.

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La Roma che sta ferma

Un ritrattista di strada seduto al cavalletto disegna il volto di una donna, dietro di lui le luci di una giostra
Un ritrattista di strada di spalle, con cappello di paglia, mentre disegna a matita il volto di una donna seduta davanti a lui; a sinistra un altro ritratto appeso, sullo sfondo le luci di una giostra. Foto di Green Liu su Unsplash

Quante volte hai rinunciato a un posto che ami perché era pieno di gente?

Tienila da parte, la risposta. In una delle sette webcam di Roma che ti passo qui sotto c’è una piazza dove un uomo ha lavorato quarant’anni, e ogni volta che si sedeva qualcuno davanti a lui ci voleva mezz’ora. Non ti dico ancora chi è, né quale piazza. Ci arrivi leggendo, e quando ci arrivi capisci perché queste finestre io non le apro per nostalgia.

È agosto, e Roma adesso è nella sua versione più onesta dell’anno. I romani sono via, le serrande dei negozi di quartiere restano giù fino a settembre, e in centro rimane soltanto chi ci deve stare per forza: chi lavora e chi visita, senza niente in mezzo a fare da cuscinetto. Sono le domeniche d’azzurro in cui te la cavi con i nasoni, le granite e i negozi che sparano aria condizionata: e sono anche le giornate in cui questa città si lascia guardare meglio, perché il posto giusto lo trovi all’ora in cui non conviene a nessuno.

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