L’attore e il teologo fanno lo stesso mestiere

Sala dorata di un teatro barocco con volte dipinte e lampadari accesi, il luogo dove attore e teologo si somigliano
Interno dorato di una sala barocca: volte dipinte, colonne scanalate e lampadari a candele accesi. Foto di William Dmytrow su Unsplash

Ti hanno mai chiesto di piangere a comando?

Non in scena. A un funerale che non ti toccava, davanti a un obiettivo, in una stanza piena di gente che si aspettava una faccia che tu non avevi. Sai già com’è andata. Hai fatto la faccia. Sotto non c’era niente, e per un secondo hai avuto paura che si vedesse.

Alla fine di questo articolo ti dico chi ha risolto quel problema per primo, e non era un attore. Intanto tieni una parola: persona. Oggi la usiamo per dire quello che uno è davvero. In latino voleva dire un’altra cosa: la maschera di legno che l’attore si metteva sulla faccia. Chi l’ha portata via dal teatro non lo ha fatto per parlare di teatro. Gli serviva per dire chi è Dio. Tienila lì, quella parola. Ci torniamo alla fine.

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Prevosto e previsto: quando il nome plasma il destino

Leone XIV

Quando è stato annunciato il nome di Papa Leone XIV, tutti hanno guardato al conclave, alle strategie, ai voti. Nessuno, però, ha guardato davvero il suo cognome: Prévost. Un nome che racconta molto più della cronaca. Prevosto, cioè guida posta davanti. Un cognome che ha lo stesso etimo di “Previsto”, cioè pensato prima.
In questo articolo svelo il legame profondo tra il nome di nascita e il destino di questo Papa. Un legame che parla di custodia, di preveggenza e di una scelta forse già scritta ben prima del conclave che lo ha eletto.

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