L’attore e il teologo fanno lo stesso mestiere

Sala dorata di un teatro barocco con volte dipinte e lampadari accesi, il luogo dove attore e teologo si somigliano
Interno dorato di una sala barocca: volte dipinte, colonne scanalate e lampadari a candele accesi. Foto di William Dmytrow su Unsplash

Ti hanno mai chiesto di piangere a comando?

Non in scena. A un funerale che non ti toccava, davanti a un obiettivo, in una stanza piena di gente che si aspettava una faccia che tu non avevi. Sai già com’è andata. Hai fatto la faccia. Sotto non c’era niente, e per un secondo hai avuto paura che si vedesse.

Alla fine di questo articolo ti dico chi ha risolto quel problema per primo, e non era un attore. Intanto tieni una parola: persona. Oggi la usiamo per dire quello che uno è davvero. In latino voleva dire un’altra cosa: la maschera di legno che l’attore si metteva sulla faccia. Chi l’ha portata via dal teatro non lo ha fatto per parlare di teatro. Gli serviva per dire chi è Dio. Tienila lì, quella parola. Ci torniamo alla fine.

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