Il teatro che ci manca e che si può fare soprattutto nei piccoli centri

DALL· E 25-01-2025 08:25 – Creare un’immagine semplice ma evocativa che incarni il senso di comunità in un ambiente teatrale, nello specifico situato nella regione Salento.

Il teatro è prima di tutto comunità e parla alla comunità. Un gruppo è una micro-società. Ciò accade fin dal Cinquecento quando davanti al notaio appaiono i primi membri delle compagnia della Commedia dell’Arte. Finiva il bando medievale della Chiesa contro gli attori e gli spettacoli teatrali. Terminava il teatro giullaresco dei singoli e s’inaugurava una nuova stagione con le compagnie italiane che girarono il mondo allora conosciuto e che vennero apprezzate soprattutto in terra di Francia. Da allora quelle formazioni ricreavano al loro interno dinamiche sociali che di fatto furono un laboratorio del tipo di strutture sociali che poi sarebbero venute. E per questo vennero osteggiate dalle istituzioni rinascimentali ma anche dei seicento. Soprattutto per la loro promiscuità. Non è un mistero se i primi teorici del socialismo si ispirarono ad esse.

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10 idee per eventi teatrali ad Oria

Sedile di Oria – Particolare

Si scrive Oria e si legge in molti modi come, per esempio:

  • i suoi tremila anni di storia dall’epoca preistorica, passando per la Messapia, il Municipium romano, il medioevo con la comunità ebraica, ecc.;
  • i suoi tesori come la basilica cattedrale, il castello normanno-svevo, le sue aree archeologiche su cui ho invitato già in un articolo a leggere tre libri;
  • il suo stesso nome che ha stratificazioni e cambiamenti che ne raccontano vicende e fatti;
  • la sua sempre più chiara vocazione allo spettacolo, in molte forme, tra cui il cinema.

Sto parlando della cittadina in cui vivo, in provincia di Brindisi, che con i suoi colli derivati da dune preistoriche si erge sulla piana del Salento. Ma parlo anche dei suoi abitanti, gli oritani, che qualche volta si accorgono del loro immenso patrimonio e danno vita a rievocazioni storiche, fondano gruppi di sbandieratori, mettono in piedi associazioni che coniugano turismo, gastronomia, storia, archeologia e altro ancora. Le possibilità con il passare del tempo aumentano.

Una di queste alla quale sono interessato riguarda il racconto della città e del suo patrimonio attraverso il teatro. In parte ho già affrontato un po’ in generale l’argomento in due articoli. Nel primo ho posto la questione di come possiamo narrare il medioevo oggi. Nel secondo ho elencato luoghi, emozioni ed opportunità a cavallo fra teatro e turismo. Ho anche dedicato un articolo a come rappresentare pezzi di teatro in un paese come questo. Ora voglio indicare dieci possibilità per spettacoli teatrali, incursioni, animazioni specifiche in e per Oria e i suoi visitatori.

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I tre libri che raccontano Oria

Il castello di Oria visto dalle palme di piazza Lama, i luoghi dei libri per conoscere Oria
La torre cilindrica del castello di Oria e il muro merlato che le corre accanto, visti da piazza Lama tra le palme e le facciate in tufo. Foto di Giuseppe Vitale

Ti è mai capitato di volere un libro e di scoprire che non puoi comprarlo? Non esaurito per un mese: proprio fuori commercio, sparito dal mercato.

I tre libri per conoscere Oria che mi porto dietro da anni sono così tutti e tre. Parlano dello stesso posto, il mio paese, e nessuno dei tre lo trovi in libreria o su un sito. Per leggerli esiste un indirizzo solo, e ci arrivo alla fine.

L’occasione è di questa estate. Il 29 maggio Oria ha inaugurato a Parco Montalbano la sua biblioteca di comunità, intitolata come il fondo comunale: De Pace-Lombardi. Dentro ci sono gli spazi per i laboratori dei bambini e un caffè letterario. Un paese che apre un posto nuovo per i suoi libri: non capita spesso.

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Santa Maria del Casale, tra leggende ed ex voto

La facciata di Santa Maria del Casale a Brindisi, in fasce di carparo ocra e pietra bianca, con il portale ogivale al centro
La facciata bicroma della chiesa di Santa Maria del Casale a Brindisi, con il portale ogivale sormontato dal protiro pensile, le fasce orizzontali di carparo ocra e pietra bianca e i motivi geometrici a zigzag e a scacchiera. Foto di Giuseppe Vitale.

Per che cosa saresti disposto a morire?

Tieni da parte la risposta. Quella di un altro uomo è ancora lì, dipinta su un muro di Santa Maria del Casale, la chiesa di Brindisi incastrata fra i capannoni di un aeroporto militare e una rete di filo spinato. Ma prima di arrivare a lui c’è di mezzo un ragno.

Ci sono entrato la prima volta il 28 settembre 2021, nel tardo pomeriggio, con Salvatore, un amico di peregrinazioni salentine. Ci siamo andati per guardare degli affreschi. Ne siamo usciti con addosso una domanda che con l’arte non c’entra niente.

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