Meglio una scossa che pensare

Una donna ferma sulla banchina della metro mentre un treno le sfreccia alle spalle e le scompiglia i capelli: immagine dell'articolo su Stanislav Petrov e sul fermarsi a pensare
Una donna in cappotto scuro resta immobile sulla banchina della metropolitana, i capelli sollevati dallo spostamento d’aria, mentre alle sue spalle passa un treno ridotto a una scia. Foto di Donny Jiang su Unsplash

Quand’è l’ultima volta che sei rimasto cinque minuti senza fare niente, con il telefono in tasca?

Il 26 settembre 1983, poco dopo mezzanotte, in un bunker a sud di Mosca, un ufficiale sovietico, Stanislav Petrov, ha avuto pochi minuti per decidere se dire ai suoi superiori che gli Stati Uniti avevano appena lanciato un attacco nucleare. Com’è finita lo sai: sei qui a leggere. Cosa ha fatto in quei minuti te lo racconto più avanti, perché quei minuti li hai anche tu, tutti i giorni.

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Il tema di terza media di Mauro Ceruti

La prima pagina di Repubblica con il richiamo all’intervista a Mauro Ceruti e il titolo Non c’è problema più urgente
Il richiamo di prima pagina de la Repubblica del 17 agosto 2026: sotto l’occhiello L’intervista, il titolo Il filosofo Ceruti, Non c’è problema più urgente, con il ritratto del filosofo e la firma di Luca Fraioli che rimanda a pagina 3. Foto di Giuseppe Vitale

Cosa scrivevi nei temi delle medie?

Io lo so cosa scrivevo. C’era una frase che infilavo in fondo a ogni tema, sempre quella, e funzionava: voto alto, ogni volta. Te la dico alla fine. Prima ti porto dove l’ho ritrovata stamattina, aperta sul tavolo della colazione: la prima pagina di Repubblica, in bocca a Mauro Ceruti, filosofo di settantatré anni.

Lunedì 17 agosto, pagina tre. Luca Fraioli lo intervista: professore emerito alla Iulm, dove dirige il centro di ricerca sui sistemi complessi. In prima pagina il richiamo è di cinque parole: non c’è problema più urgente. Dentro, il titolo dice che siamo sull’orlo dell’abisso e che la politica è assente.

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