7 cose da non fare per sostenere davvero la popolazione di Gaza

Davvero un hashtag, uno slogan o una flottiglia possono cambiare la vita ai civili di Gaza?
Quella che segue non è una verità rivelata, ma un punto di vista: un tentativo di riflettere su cosa serve e cosa no. È solo il mio punto di vista, un tentativo di riflessione, più o meno condivisibile, mi rendo conto, basato sulla via negativa.

La via negativa è un metodo antico, usato dai filosofi greci, dai teologi latini e persino dai mistici medievali: conoscere per sottrazione, capire cosa togliere piuttosto che cosa aggiungere. Nassim Taleb, in Antifragile, l’ha resa attuale nel pensiero strategico: eliminare errori e illusioni prima di proporre soluzioni.

Applicata a Gaza, questa prospettiva significa distinguere tra azioni che sembrano solidali ma in realtà servono solo a chi le compie, e azioni che incidono davvero. Questo articolo non pretende di dare la ricetta, ma di indicare i sette errori più comuni (secondo me) che trasformano la solidarietà in teatro.Non me ne vogliano gli attivisti, che pure rispetto. Solo riconoscendo ciò che definisco errori ed eliminandoli possiamo pensare ad azioni più utili, intelligenti, e persino antifragili: capaci di resistere agli urti e, come insegna la storia, diventare più forti proprio grazie alle crisi.

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Il mito e le ombre della Flotilla

C’è chi la chiama atto di coraggio, chi la vede come un gesto disperato, chi come una provocazione che rischia di inasprire gli animi. La Flotilla per Gaza solca il Mediterraneo con la bandiera della nonviolenza e della solidarietà, evocando paragoni con le marce di Gandhi e con il ragazzo che sfidò i carri armati a Tienanmen. Ma dietro l’epica, ci sono domande scomode: aiuti di piccola entità, sicurezza dei partecipanti a rischio, finanziamenti opachi e contraddizioni politiche.

Mentre il Quirinale, con le parole di Sergio Mattarella, invita a non mettere in pericolo vite umane e a scegliere canali sicuri per gli aiuti, gli attivisti rivendicano la necessità di rompere l’assedio a ogni costo. È un gesto eroico o un atto inutile e pericoloso? Una fiaccola di speranza o un teatro del rischio?

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Gandhi, la verità e il lavoro

Oggi, 2 ottobre 2021, si celebra l’anniversario della grande anima dell’India, il padre della disobbedienza civile: Mohāndās Karamchand Gāndhī. Esso coincide con la Giornata internazionale della nonviolenza voluta dalle Nazioni Unite. Un uomo dal grande fascino per me, al quale penso spesso sin da quando, da adolescente lessi sua autobiografia La mia vita per la libertà che mi fece entrare nel vivo delle scelte, dei dubbi, delle illuminazioni che lo portarono ad ottenere l’indipendenza per il suo paese dall’Impero Britannico.

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