
Siamo davvero sicuri di sapere di cosa parliamo quando diciamo “Venezuela”?
Il Venezuela è diventato una parola-totem, un’arma retorica usata per vincere dibattiti. Lo si cita per dimostrare che il socialismo non funziona, o che l’imperialismo distrugge, o che Maduro è un dittatore, o che è un eroe assediato. Intanto, mentre si litiga sui social, mentre girano meme e video spiegati in tre minuti, una cosa scompare: la voce di chi in Venezuela ci vive davvero.
Sette milioni e settecentomila persone hanno lasciato il Paese, secondo i dati dell’UNHCR. Non per moda. Per fame, per buio, per paura. Eppure si continua a parlare del Venezuela come se fosse una partita a Risiko, dove conta solo chi ha ragione e chi ha torto.
Forse è il momento di fermarsi. Di ascoltare. Di imparare tre lezioni che nessuno slogan riesce a contenere.
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