Ugolino: teatro e rock demenziale

Hai mai pensato a quanto possa essere dissacrante una canzone orecchiabile? Ugolino, con il suo brano Ma che bella giornata (guardacaso quasi lo stesso titolo di un film di Checco Zalone), riuscì a farlo in modo magistrale. Due versi che lo dimostrano sono: “in sette minuti mi lavo la faccia e prendo il caffè con un po’ di focaccia” e il disilluso “m’illude che vivo e invece son morto”. Ugolino, cantautore italiano che è stato attivo negli anni sessanta e settanta, precursore di Rino Gaetano e Jannacci, usava melodie leggere per svelare con ironia l’assurdità della vita moderna. L’ho scoperto stamattina, sto ascoltando tutte le sue canzoni, e ne sono stregato. Perciò ora voglio parlartene.

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Quella volta che fui sequestrato dalle Brigate X

Foto sequestro Vitale
Giuseppe Vitale contro un muro, con una X nera sopra la testa e altre X nei cerchi attaccate col nastro adesivo, mentre tiene aperta una copia de la Repubblica. Foto di Giuseppe Vitale

Ti hanno mai processato per una colpa che non ricordi di aver commesso?

A me è successo. Mi processarono in casa mia per la colpa delle generazioni, e prima di sparire mi lasciarono una cosa che conservo ancora. Quanto durò, te lo dico alla fine: è il dettaglio che ancora mi fa impressione.

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