
“Ho paura del successo clamoroso.”
Tieni a mente questa frase. È la prima cosa vera che Giuseppe ha detto in questa intervista. Non la paura del fallimento, non la paura del giudizio — la paura opposta, quella di essere preso sul serio. Da lì in poi, per undici domande, siamo scesi insieme lungo una scala di gradini che portano a un posto che lui stesso, probabilmente, non sapeva di dover raggiungere.
Più sotto arriva un’immagine: un padre che torna dal lavoro in macchina e tira fuori una lavagnetta. Se arrivi fin lì avendo letto tutto, capisci qualcosa che nessun curriculum di Giuseppe Vitale avrebbe mai potuto raccontarti. Per questo conviene leggere nell’ordine, senza saltare.
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