Babilonia, l’eterna promessa

Babilonia: l’eterna promessa. 🏛️✨ La città sospesa tra mito antico e futuro ludico, dove il desiderio incontra il proibito.
Credits: Concept iniziale di ChatGPT; evoluzione storica, pittorica e rendering finale a cura di Gemini.

Perché le cose proibite ci attraggono sempre?

Tieni in mente questa domanda. Ci torneremo alla fine. E quando lo faremo, avrai una risposta che non ti aspetti.

Per arrivarci dobbiamo cominciare dagli anni Ottanta. In quel periodo sentivo un’espressione che sembrava uscita da un libro di storia antica. Non si trovava in un documentario, ma nei telegiornali, pronunciata con la gravità di una condanna. La usava un uomo con una lunga barba bianca e l’indice alzato: l’Ayatollah Khomeini. Definiva l’America il Grande Satana. E i commentatori, per descrivere quel contrasto tra rigore teocratico e opulenza occidentale, evocavano spesso l’immagine della Nuova Babilonia.

Era un insulto. Almeno, era costruito per esserlo. Eppure io, e ogni ragazzo europeo della mia generazione, avevo nel cuore quegli americani. Pensavo alla liberazione dal nazifascismo, a Michael Jackson, a Madonna. Sognavo di scorrazzare con la macchina di Hazzard. Avevo davanti la faccia tumefatta di Rocky che urlava “Adrianaaaa”. Khomeini indicava un peccato. Noi vedevamo una promessa.

Ba-bi-lò-nia. Ho ancora quella parola nelle orecchie. Le due “b” sembrano archi, portali che si aprono uno dentro l’altro. La “l” scivola come l’acqua di un fiume tra sponde di pietra. La “nia” finale risuona come un’eco che si espande. Dentro quella parola c’era già una città. E dentro la città, una civiltà intera.

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