
Perché pensiamo che l’Europa sia debole?
Te lo chiedo davvero, perché è una domanda che mi faccio da anni mentre ascolto sempre le stesse analisi. Lucio Caracciolo, Dario Fabbri, Marta Dassù, Nathalie Tocci: tutti descrivono un’Europa in crisi, incapace di parlare con una sola voce, subordinata agli Stati Uniti. Anche dall’altra parte dell’oceano, analisti come Max Bergmann o Gideon Rachman ripetono che l’Europa “non sa difendersi” e “ha perso fiducia in se stessa”. È una narrazione così consolidata che nessuno osa metterla in discussione. Ma se fosse tutta sbagliata? Se la debolezza che vediamo fosse in realtà la sua più grande forza?
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