Attraversare Roma

Attraversare Roma a piedi e in autobus, dall'Esquilino a Trastevere, e scoprire che quattro anni bastano a cambiare una città sotto i tuoi piedi.

Largo di Torre Argentina a Roma, l'Area Sacra con i resti dei templi
Foto di Alex Zhernovyi.

Sai dove hanno ucciso Giulio Cesare?

Quasi tutti rispondono il Foro, o il Senato sul Campidoglio. Sbagliano. Il posto giusto ce l’hai sotto gli occhi ogni volta che passi in centro, e da tre anni ci puoi camminare dentro. Ci arrivo in fondo.

Quattro anni fa avevo scritto qui come attraversare Roma senza perdersela. Da allora ci sono venuto a vivere, e quel pezzo andava rifatto.

Lo sfondo che non si ricorda

Davanti ai soliti monumenti ci passa chiunque: Colosseo, Fori, Pantheon, la foto, via. La città vera comincia dove finisce la cartolina, a partire dal piazzale di Termini e da tutto quello che gli gira intorno. Non serve aggiungere tappe a una lista. Serve lo sguardo: puoi passare in mezzo a mille cose e non vederne una, perché le tratti da sfondo. Ne ho scritto parlando di come lo sfondo governa l’arte e la vita. Una città attraversata col pilota automatico è tutta sfondo, e lo sfondo non lascia ricordi.

L’Esquilino, a piedi

Il mezzo per vederla è povero: i piedi, e un autobus preso fuori dall’ora di punta. Prendi l’Esquilino. Parti da Castro Pretorio, scendi verso Piazza Vittorio e i suoi portici umbertini, arriva a Porta Maggiore e a Santa Croce in Gerusalemme, poi torna a Termini. Vedi tutto insieme: il fascino, le crepe del melting pot, l’abbandono. Non serve che qualcuno te lo spieghi. Nessuna guida ti ci manda, ed è lì che la città la vedi.

La rena del Tevere

Dal centro si scende verso il fiume per via Arenula, che porta nel nome la rena del Tevere, la sabbia da cui ha preso il nome anche il rione Regola. Si passa Ponte Garibaldi, dal ponte si vede l’Isola Tiberina, e si entra a Trastevere fino alla statua di Giuseppe Gioachino Belli. È il poeta che ha chiuso il popolo romano in più di duemila sonetti, e non c’è modo migliore per entrare nel quartiere che passargli davanti.

Le vie che ricordano

Attraversare Roma vuol dire anche attraversare quello che la città preferirebbe dimenticare. In via Caetani, a pochi passi da via delle Botteghe Oscure, una targa facile da non vedere segna il punto dove il 9 maggio 1978 fu ritrovato il corpo di Aldo Moro, nel bagagliaio di una Renault 4 rossa. Nessuno ti avvisa: la stessa strada tiene insieme il pranzo di un turista e quella ferita. Calvino, nelle Città invisibili, faceva descrivere a Marco Polo decine di città per parlare, alla fine, sempre della sua Venezia. Roma fa il contrario: è una città sola che ne contiene mille, e sei tu, camminando, a decidere quale stai attraversando.

Un attimo, esco dal pezzo. Quello che stai leggendo è nato da un appunto: poche righe prese chissà quando, e una mappa per tenerle insieme. Funziona così per tutto quello che scrivo, e come si fa l’ho messo nel libro sugli appunti geniali. Ma torniamo al nostro articolo.

Dove hanno ucciso Cesare

Da via Caetani a Largo di Torre Argentina sono pochi minuti. Nel pezzo del 2022 ti dicevo di fermarti lì a guardare i gatti tra le rovine, di bere al nasone, di sederti di fronte al Teatro Argentina. Ma allora quei templi si potevano solo guardare dall’alto, dalla balaustra. Da giugno 2023 l’Area Sacra è aperta: ci scendi, cammini su passerelle allo stesso livello dei templi, e dentro l’area trovi la Curia di Pompeo, il punto dove fu ucciso Giulio Cesare. Quattro anni fa il consiglio era guardare. Oggi è entrare.

Prima di chiudere, rimetti in fila le date. Premi una volta per ognuna e guarda quanto ti potevi avvicinare.

Verde: ci cammini dentro. Ambra: lo vedi, ma da fuori. Rosso: non si vede più niente.
100su cento, quanto ti puoi avvicinare a quei templi
  • 15 marzo 44 a.C.
    La Curia
    Nella Curia di Pompeo, dove quel giorno si riunisce il Senato, Cesare cade sotto i pugnali dei congiurati. I templi accanto stanno al livello della città: ci passi in mezzo.
  • Medioevo
    Sepolti
    Sopra i templi crescono case, chiese, un monastero. Roma si alza di diversi metri e li copre. Chi passa non sa che cosa calpesta.
  • 1926-1929
    Le demolizioni
    Abbattono il quartiere e i quattro templi tornano alla luce. Restano però in fondo a una fossa, metri sotto il marciapiede.
  • Anni Novanta
    I gatti
    Le gattare danno un ordine alla colonia che vive tra le rovine. I gatti scendono fra i templi. Tu resti di sopra.
  • 2022
    La balaustra
    Su questo blog ti consiglio di fermarti a guardare i gatti. Da dove? Dall’alto, appoggiato alla balaustra.
  • 20 giugno 2023
    La passerella
    Da via di San Nicola de’ Cesarini si scende nell’area: cammini sulle passerelle allo stesso livello dei templi.
Il numero scende per duemila anni e risale in un pomeriggio di giugno.
Fonti: Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; Turismo Roma, riapertura dell’Area Sacra (20 giugno 2023); Fanpage, 20 giugno 2023; Colonia Felina Torre Argentina.

Dove hanno ucciso Cesare, allora? Tra i gatti di Largo Argentina, su una passerella che quattro anni fa non c’era.

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