Elisabetta II e il secolo che non riesce a finire

Per gli storici la fine del Novecento cade nel 1989, o nel 2001, o non è ancora arrivata. La morte di una regina che aveva attraversato quasi tutto il secolo rende la domanda personale: come facciamo a sapere quando un'epoca è davvero finita?

La regina Elisabetta II in carrozza scoperta davanti alla folla che la fotografa, immagine per la fine del Novecento
Elisabetta II, in azzurro, seduta in una carrozza scoperta tirata da cavalli, con i cocchieri in giacca rossa e una folla dietro le transenne che la guarda e la fotografa con i telefoni alzati, sotto gli alberi. Foto di Mark de Jong su Unsplash

Quando è finita la tua infanzia? Prova a indicare il giorno esatto.

Non ci riesci, e non è colpa tua. Certe cose finiscono senza un cartello che lo annunci, e ce ne accorgiamo molto dopo, quando ormai siamo altrove. Vale per una stagione della vita e vale, per quanto sembri strano, anche per la fine del Novecento. Tienilo a mente, perché alla fine ci torniamo.

Settembre, e un professore che non dimentico

In questi giorni ricominciano le scuole, e ogni volta mi torna in mente il professor De Santis, al liceo. Un giorno ci fece prendere il manuale di storia, quello di Gabriele De Rosa, e accanto ci mise un’antologia di storiografia. Storiografia. Guardai quella parola e mi chiesi: che sarà? Allora c’erano il dizionario e, al massimo, l’enciclopedia: per ogni dubbio bisognava alzarsi e andarla a sfogliare. Capii presto che è la disciplina che studia come la storia viene scritta e interpretata nel tempo. E uno dei suoi problemi più grossi è questo: stabilire quando un’epoca comincia e quando finisce. Il Medioevo, il Rinascimento. C’è chi piazza un termine e chi ne propone un altro.

Le etichette vanno usate con cautela

In quell’antologia c’erano anche gli storici francesi delle Annales, come Fernand Braudel, che avevano smesso di guardare le battaglie e i re per seguire la lunga durata, le correnti profonde che si muovono sotto gli eventi. E da tutto quel dibattito, per paradosso, esce il contrario di una certezza: di un’epoca non sai davvero quando è cominciata, e ancora meno quando è finita. Per questo, ci disse il professore, le etichette vanno usate con cautela.

La data che non troviamo

Lo storico Eric Hobsbawm ha chiamato il Novecento «secolo breve», e gli ha dato una nascita e una morte precise: il 1914 della prima guerra mondiale e il 1991 in cui l’Unione Sovietica si dissolve. Un secolo più corto di cento anni, chiuso non da un calendario ma da un crollo. Eppure non tutti sono d’accordo. Per qualcuno è finito prima, con la caduta del muro di Berlino nel 1989. Per altri dopo, con gli aerei sulle Torri, e quella mattina ho provato a raccontarla altrove. Per altri ancora non è finito affatto, e stiamo vivendo la sua lunga coda.

Ora tocca a te chiudere il secolo. Parte nel 1914: scegli una data di fine alla volta e guarda quanti anni gli vengono.

Verde: il secolo breve sta sotto i cento anni. Ambra: ci si avvicina. Rosso: il secolo breve è più lungo di un secolo.
75anni di secolo breve, contati dal 1914
  • 9 novembre 1989, Berlino
    Cade il muro
    Per molti la fine è qui: il mondo diviso in due smette di esserlo in una notte. Il secolo breve chiude a settantacinque anni.
  • 25 dicembre 1991, Mosca
    Gorbaciov firma le dimissioni
    L’Unione Sovietica non esiste più. È la data scelta da Hobsbawm: settantasette anni, e il cartello è piantato.
  • 11 settembre 2001, New York
    Gli aerei sulle Torri
    Per altri il secolo finisce qui, quando finisce la pace che il 1991 aveva promesso. Ottantasette anni.
  • 30 agosto e 8 settembre 2022
    Muoiono Gorbaciov e Elisabetta II
    Nove giorni di distanza. È finita un’epoca, dicevano tutti. Il secolo breve ha passato i cento.
  • Settembre 2026
    Nessun cartello
    Il secolo che qualcuno ha chiamato breve dura da centododici anni, e la fine non l’ha ancora firmata nessuno.
A forza di cercargli una fine, il secolo breve è diventato più lungo di un secolo.
Chi abbia in mano la matita per fermarlo, e perché la fermi proprio lì, è quello che resta da leggere.
Date: muro di Berlino 9 novembre 1989; dimissioni di Gorbaciov 25 dicembre 1991; attentati dell’11 settembre 2001; morte di Gorbaciov 30 agosto 2022 e di Elisabetta II 8 settembre 2022. Il secolo breve di Eric Hobsbawm parte dal 1914.

La fine del Novecento, secondo chi l’ha battezzato

Sulla fine del Novecento non ha certezze nemmeno chi l’ha battezzato. È finito, scrive Hobsbawm, «in un disordine mondiale di natura poco chiara e senza che ci sia un meccanismo ovvio per porvi fine». Perfino chi pianta il cartello sa di piantarlo dopo, a mano. E allora chi lo pianta, e su cosa?

Un attimo, esco dal pezzo. Quello che stai leggendo è nato da un appunto: poche righe prese chissà quando, e una mappa per tenerle insieme. Funziona così per tutto quello che scrivo, e come si fa l’ho messo nel libro sugli appunti geniali. Ma torniamo al nostro articolo.

Chi se ne va insieme

Il giorno in cui è morta Elisabetta II, l’8 settembre 2022, milioni di persone hanno detto la stessa frase: è finita un’epoca. Aveva regnato per oltre settant’anni. Chi era nato sotto di lei stava andando in pensione. Una donna sola aveva fatto da filo continuo dentro anni che avevano cambiato tutto il resto: imperi, bandiere, tecnologie, modi di vivere. Alla sua morte è stato naturale sentire che un capitolo si chiudeva. Ma sentire non è sapere.

Un dettaglio che in pochi hanno notato. Nove giorni prima, il 30 agosto, era morto Mikhail Gorbaciov. L’uomo, cioè, la cui rinuncia nel 1991 Hobsbawm indica come la fine del secolo breve. Se n’è andato in un silenzio quasi totale, mentre il mondo guardava da un’altra parte. Due figure che avevano attraversato gli stessi decenni, sparite a nove giorni di distanza: e il cartello l’hanno piantato su di lei.

Perché lei e non lui

Non per il potere: la corona britannica ne aveva ben poco. Elisabetta era un’immagine. Andy Warhol l’aveva messa nel 1985 nella serie «Reigning Queens» (le regine regnanti), accanto ad altre tre sovrane, e il Guinness dei primati l’aveva definita la persona più riconoscibile del mondo. La regina non governava: era guardata. Il cartello lo pianta chi si fa vedere, non chi ha fatto la storia.

Torniamo alla tua infanzia

Ricordi la domanda dell’inizio? Io ci ho provato sul serio, e ho trovato tre giorni. Il primo treno preso da solo per Brindisi, a undici anni, o dodici, ora non ricordo. La prima delusione con una ragazza, a tredici, credo. Il primo lavoro stagionale in un bar a mare, a quattordici. Tre cartelli lungo la stessa strada, e me ne sono accorto quando era già passata. Quale sia quello giusto non lo so. Non ci riesco nemmeno io.

I 21 segreti per appunti geniali

E se il problema non fossero mai stati i tuoi appunti?

Ventuno segreti operativi per trasformare gli appunti da copia muta a strumento vivo del tuo pensiero. Dal segno rupestre al taccuino digitale.

Prendi il libro su Amazon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *