Il modo peggiore per fare soldi è pensare positivo

Foto di Pixabay da Pexels

Quante volte hai immaginato di avercela fatta, e poi non è successo niente?

Ci arrivo, ma prima una confessione. Questo articolo esisteva già. L’avevo scritto nel 2022 e si chiamava: dieci azioni per avere più soldi. Ci sono tornato per caso, sistemando un link rotto. La cura quotidiana del blog mi ha riportato qui, davanti a me stesso di tre anni fa. E l’ho riletto. Non lo riconoscevo. Non perché fosse scritto male, ma perché ci credeva uno che non sono più. Quel Giuseppe aveva letto i manuali giusti e ripeteva quello che dicevano tutti. Visualizza la ricchezza. Chiedi e ti sarà dato. Smetti di lavorare e crea entrate automatiche. Tieni gli obiettivi in bacheca e rileggili ogni mattina.

Tre anni dopo, dopo abbastanza cadute da non tenere il conto, una cosa la so. Quasi tutto quello che avevo scritto non funzionava. Non per me. Tieni a mente questa frase, perché alla fine ti dirò l’unica delle dieci azioni che ho salvato, e perché.

La bugia che ci raccontiamo

La promessa di tutti quei libri è sempre la stessa: pensa positivo e attirerai il positivo. Figurati ricco e diventerai ricco. Io ci ho provato. Ho immaginato nei minimi dettagli la vita che volevo. Sai cosa ho ottenuto? Niente che fosse diverso da quando non immaginavo niente. E qui sta il punto onesto, quello che nessun guru ti dirà: non c’è una statistica che dimostri che immaginare il meglio porti il meglio. Non c’è. Le volte che le cose mi sono riuscite non corrispondono alle volte in cui ho visualizzato il successo. A volte è andata bene mentre mi aspettavo il disastro. A volte è andata male proprio quando ero certo di avercela in pugno.

Allora la domanda cambia. Se immaginare il meglio non funziona, perché continuiamo a farcelo dire? Perché ci suona bene. Ma ci suona bene a chi? A una mente che è fatta in tutt’altro modo.

Combattere la propria natura costa troppo

La nostra testa è pessimista. Non per difetto: per progetto. L’animale che immaginava il leone dietro il cespuglio è sopravvissuto; quello che pensava positivo è diventato pranzo. Portiamo dentro centomila anni di catastrofismo utile. E i manuali del pensiero positivo cosa ti chiedono? Di combatterlo. Di zittire quella voce, di sostituirla con immagini di abbondanza.

Ecco l’errore. Combattere la propria natura è una guerra che paghi cara e non vinci. Puoi forzarti a pensare positivo per una settimana, ma non ci credi davvero, e la parte di te che sa la verità lavora di nascosto contro di te. Spendi energia per soffocare una voce che tornerà più forte appena abbassi la guardia. È innaturale, ed è costoso. I latini lo sapevano e lo dicevano al contrario di noi: non cercavano il bene, evitavano il male. Via negativa. Non aggiungere il giusto, togli lo sbagliato.

Nassim Nicholas Taleb ha costruito un pensiero intero su questo, e lo trovi in Antifragile. La sua tesi è che sappiamo molto meglio cosa ci danneggia che cosa ci fa bene. Quindi smetti di inseguire la formula del successo, che non conosci, e dedicati a eliminare gli errori che ti distruggono, che conosci benissimo. Togli, non aggiungere.

Se questo modo di ragionare ti smuove qualcosa, è proprio la materia di cui ti scrivo ogni settimana. Iscriviti a Taccuino Vitale: una provocazione alla volta, a volte scomoda, per metterci in strada insieme.

La mossa di Nardone: assecondare invece di combattere

C’è un uomo che ha trasformato questa intuizione in metodo. Si chiama Giorgio Nardone, ha fondato con Paul Watzlawick il Centro di Terapia Strategica di Arezzo, e cura persone con una logica che a prima vista sembra una follia. A chi ha paura ossessiva non dice di smettere di averla. Gli dice di averne di più, in modo controllato, fino a esaurirla. La chiama prescrizione del sintomo. La spiega con un’immagine che mi è rimasta addosso: per spostare un tronco lo fai rotolare, ma per fermare un tronco che rotola non spingi in senso contrario, ci infili un perno. Se vuoi intervenire su una forza, non la affronti di petto. La assecondi e la giri.

Applicalo alla mente pessimista. Non combatterla. Assecondala. Vuole immaginare il disastro? Falla immaginare il disastro, ma per intero, fino in fondo, finché il disastro smette di spaventarti perché lo hai già visto tutto. È quello che Nardone chiama il peggiorare invece di migliorare: chiedersi non come andrà bene, ma come potrebbe andare nel modo peggiore possibile. Sembra una mossa fuori da ogni logica. È la più strategica che esista, perché lavora con la tua natura e non contro.

Ti sta piacendo? I ventuno segreti per appunti geniali sono raccolti nel libro su Amazon. Disponibile adesso su Amazon · Kindle 7,99 €

L’unica azione che ho salvato

Eccola, l’azione promessa. Delle dieci di tre anni fa ne ho tenuta una sola, perché era l’unica che non chiedeva di mentirmi. La riscrivo pulita.

Prendi un foglio. Davanti a una cosa che vuoi, un progetto, dei soldi, uno spettacolo da riempire, non figurarti il successo. Figurati il fallimento. Scrivi nero su bianco tutto ciò che può andare storto, ogni singola cosa, senza pietà. Fai la lista nera. Poi guarda quella lista e tira fuori una sola azione, una, la più piccola e meno costosa che ti protegge da un pezzo di quel disastro. Il minimo sindacale. Quella la fai oggi. Domani un’altra. Non stai inseguendo la ricchezza: stai togliendo, una alla volta, le cose che ti rovinano. Chi va piano va sano, dicevano i vecchi, e i vecchi avevano visto più disastri di noi.

Funziona per una ragione che a me, che insegno a prendere appunti, brucia di verità: la lista nera esiste solo se la scrivi. Pensata in testa gira a vuoto e si dimentica. Messa su carta diventa uno strumento. Se vuoi farne un metodo, non un esercizio occasionale, è il terreno del mio libro I 21 segreti: come l’appunto giusto, nel momento giusto, cambia quello che combini.

Tocca a te

Ti avevo fatto una domanda all’inizio: quante volte hai immaginato di avercela fatta, e poi niente? Adesso sai perché. Stavi combattendo la tua natura invece di usarla. Il Giuseppe del 2022 ti avrebbe detto di visualizzare i soldi. Quello di oggi ti dice il contrario: smetti di immaginare il meglio, scrivi il peggio, e ricavane il primo passo piccolo.

Adesso fallo davvero, non a parole. Apri un foglio, scrivi la tua lista nera su una cosa che ti sta a cuore, ricavane l’unica azione minima di oggi. Poi torna qui e dimmi nei commenti qual è. Una riga. Se non la scrivi, resta tutto teoria, come i miei dieci comandamenti di tre anni fa. Se la scrivi, hai appena smesso di combattere la cosa sbagliata.

I 21 segreti per appunti geniali

E se il problema non fossero mai stati i tuoi appunti?

Ventuno segreti operativi per trasformare gli appunti da copia muta a strumento vivo del tuo pensiero. Dal segno rupestre al taccuino digitale.

Disponibile adesso su Amazon · Kindle 7,99 €
Prendi il libro su Amazon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *