
La prima volta che sono entrato all’ HT Studio, Davide, l’nsegnante, mi ha detto una cosa sola: presentati.
Sono salito sul palco. Mi sono seduto. Sono rimasto in silenzio un minuto, guardando tutti. Per me bastava così. Poi ho aggiunto: fa caldo st’estate. Esco poco dalla mia stanza d’albergo.
Tienilo a mente, questo minuto di silenzio. Ci torno alla fine.
Sono Giuseppe Vitale. Attore da ventidue anni, scrittore, autore de I 21 segreti per appunti geniali, e insegno a prendere appunti. Ho fatto undici film, tre produzioni televisive, quattro spettacoli teatrali. Porto in giro Mistero Salentino, uno spettacolo solista che un amico pubblicitario ha definito “lo spettacolo dei fessi”. Mi sta bene così.
Sono nato a Oria, in Salento, nel 1974. Vivo a Roma. Cammino molto, soprattutto nei vicoli che non finiscono sulle guide. Quando una strada è piena di gente, giro le spalle e prendo la prima laterale vuota. È lì che il mestiere inizia.
Tutto quello che faccio è una sola cosa fatta in modi diversi: prendere appunti. L’attore prende appunti sui corpi e li restituisce in scena. Lo scrittore prende appunti sul mondo e li restituisce sulla pagina. Il formatore insegna a guardare prima di parlare. Su questo ho scritto I 21 segreti per appunti geniali. Non è un manuale di tecniche: è il modo per smettere di copiare la voce degli altri e cominciare a fissare la tua, dal segno rupestre al taccuino digitale. È il libro che avrei voluto a primo banco, primo anno di università. Lo trovi qui.
Leggo Mancuso, Carmelo Bene, il Vangelo di Giovanni, Calvino, Erri De Luca, Eco, Hemingway, Bukowski. Studio la Tecnica Chubbuck, il teatro di Dario Fo e Franca Rame e rubo da tutti, alla maniera dei ladri di Scarpetta: prendo qualcosa e gli cambio funzione.
Sul blog scrivo di Roma che sopravvive al turismo, di teatro, di marketing che funziona perché racconta storie vere, di vite che fanno schifo come gli hamburger di Burgez. Su Substack, ogni settimana, esce Taccuino Vitale: gli appunti che non finiscono qui. Se vuoi capire come lavoro davvero, è lì che si vede.
Per le lezioni, scrivimi su WhatsApp. Per gli spettacoli, questa è la pagina. Per il resto, il blog parla da solo.
Quel minuto di silenzio all’HT Studio non era timidezza. Era il mestiere. Guardare prima di parlare. Tutto quello che faccio nasce lì.